Trasporto pubblico locale, Lorenzetti (PD): “Tenerani chiede conto alla Toscana, ma dimentica i tagli del Governo Meloni”

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Massa Carrara. “Al consigliere Tenerani, che mi chiede cosa abbia fatto per garantire un trasporto pubblico efficiente, rispondo volentieri. Ma credo che una discussione seria debba cominciare dai numeri.

Nel 2026 il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale è sceso a circa 5,3 miliardi di euro, circa 44 milioni in meno rispetto al 2025. Un dato che si aggiunge a un problema strutturale, denunciato da tempo dalle Regioni: le risorse non crescono in misura adeguata rispetto all’aumento dei costi del personale, dell’energia e della gestione dei servizi. Non a caso, la Conferenza delle Regioni ha chiesto al Governo almeno 200 milioni di euro aggiuntivi.

È in questo quadro che la Toscana deve garantire ogni giorno il trasporto pubblico a centinaia di migliaia di cittadini, utilizzando le risorse nazionali e quelle del proprio bilancio. Possiamo e dobbiamo migliorare il servizio, affrontare i disservizi e pretendere maggiore efficienza dal gestore. Su questo non ci sono alibi. Ma sarebbe intellettualmente scorretto ignorare le condizioni economiche nelle quali le Regioni sono chiamate a operare.

C’è poi una questione che chi conosce la Toscana, e in particolare la provincia di Massa-Carrara, dovrebbe avere ben presente. Il trasporto pubblico non si organizza soltanto nelle grandi città, dove la concentrazione degli abitanti permette di trasportare molti passeggeri su percorsi relativamente brevi. Una parte importante della nostra regione è costituita da piccoli Comuni, frazioni distanti tra loro, territori collinari e montani, dove la domanda è inevitabilmente più bassa e il costo per passeggero trasportato sensibilmente più elevato.

Un autobus che collega un paese della Lunigiana a una scuola, a un ospedale o a una stazione ferroviaria può trasportare poche persone, ma per quelle persone rappresenta un servizio essenziale. E il suo costo non diminuisce proporzionalmente al numero dei passeggeri. Se applicassimo esclusivamente una logica di redditività economica, intere comunità rischierebbero di perdere il diritto alla mobilità.

La Regione Toscana deve tenere insieme queste due esigenze: migliorare l’efficienza del servizio e garantire una copertura territoriale che non abbandoni le aree più fragili. È una scelta di equità, oltre che di programmazione dei trasporti.

Da presidente della Commissione regionale competente per mobilità e infrastrutture considero il miglioramento del trasporto pubblico una priorità. Questo significa confrontarsi con il gestore, con gli enti locali e con i cittadini, verificare le criticità e lavorare per correggerle. Significa anche chiedere al Governo risorse adeguate e criteri di finanziamento capaci di riconoscere le differenze tra i territori.

Tenerani ha ragione su un punto: i cittadini giudicano il trasporto pubblico dalla puntualità, dall’affidabilità e dalla qualità delle corse. Ma proprio per rispetto dei cittadini bisogna raccontare tutta la realtà, compresa quella dei finanziamenti.

La domanda, allora, non è soltanto cosa faccia la Regione Toscana. È anche cosa intenda fare il Governo Meloni per consentire alle Regioni di garantire un servizio migliore. Su questo mi auguro che Tenerani voglia impegnarsi con la stessa determinazione con cui rivolge le sue critiche alla Toscana”

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Redazione
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