Carrara pensa alla città di domani: il masterplan ridisegna il centro storico

Share your love

Carrara. Presentato a Palazzo Binelli il progetto strategico firmato dall’architetto Alfonso Femia. Al centro rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, cultura, spazi verdi e il nuovo rapporto tra montagna e mare

Carrara prova a guardare oltre il presente e a immaginare quale possa essere il volto della città nei prossimi decenni. È stato presentato questo pomeriggio a Palazzo Binelli il nuovo masterplan strategico per Carrara, elaborato dall’architetto Alfonso Femia e dal suo Atelier(s) su incarico dell’amministrazione comunale.

Un documento che non vuole essere soltanto una raccolta di progetti, ma una vera e propria visione complessiva della città, con il centro storico individuato come punto di partenza di un processo di trasformazione destinato a coinvolgere l’intero territorio.

L’idea è quella di intervenire sulla qualità degli spazi urbani, recuperare aree oggi inutilizzate o dismesse, ridisegnare la mobilità e rafforzare l’identità di Carrara, sfruttando anche una delle sue caratteristiche più particolari: il rapporto diretto tra Alpi Apuane, città e mare.

Una nuova bussola per Carrara

«Quale sarà il volto di Carrara tra cinque, dieci o venti anni? Quale direzione vogliamo prendere per costruire la città che lasceremo alle nuove generazioni?», è la domanda dalla quale parte la riflessione dell’amministrazione.

La sindaca Serena Arrighi ha definito il masterplan una “nuova bussola strategica”, capace di mettere a sistema gli interventi già realizzati e quelli che dovranno essere sviluppati nei prossimi anni.

Il progetto nasce dall’analisi della situazione attuale e prova a indicare una direzione per ricomporre il tessuto urbano e territoriale, attraverso interventi coordinati e una maggiore valorizzazione degli spazi pubblici.

Non soltanto quindi opere singole, ma una strategia nella quale piazze, strade, aree verdi, edifici, percorsi pedonali e luoghi della cultura possano dialogare tra loro.

Cinque direttrici per la rigenerazione

Il masterplan individua cinque principali azioni attraverso le quali avviare questo processo.

Si parte dai vuoti urbani, che possono diventare nuovi luoghi destinati alla cultura, all’arte, alla socialità e alle attività ricreative.

Poi c’è il tema della mobilità, con l’idea di restituire maggiore spazio ai pedoni e rendere alcuni percorsi del centro storico più sicuri e accessibili, riducendo la presenza del traffico.

Particolare attenzione viene riservata anche alla mobilità ciclabile e sostenibile, con una rilettura delle principali direttrici cittadine, tra cui viale XX Settembre e il torrente Carrione.

L’obiettivo non è soltanto migliorare gli spostamenti dei residenti, ma creare le condizioni per una diversa fruizione del territorio, favorendo anche un modello di turismo lento.

Marmo, cave, Apuane e Francigena

La Carrara del futuro immaginata dal masterplan dovrà inoltre puntare con maggiore decisione sulla propria identità.

Il marmo e le cave, le Alpi Apuane, il patrimonio storico e artistico e la via Francigena possono diventare elementi di una proposta turistica e culturale capace di raccontare il territorio in maniera integrata.

La sfida è quindi quella di trasformare le peculiarità locali in una risorsa non soltanto economica, ma anche culturale e didattica.

In questo quadro trova spazio anche l’arte contemporanea, chiamata a diventare una presenza sempre più naturale negli spazi della città e uno strumento di partecipazione della comunità.

Piazza Matteotti cambia volto

Tra le ipotesi più significative emerge anche quella relativa alle piazze del centro storico.

Piazza Matteotti, in particolare, viene immaginata come uno spazio pubblico completamente ripensato: prevalentemente pedonale, più verde, flessibile e capace di adattarsi a esigenze differenti.

Un luogo in grado di ospitare manifestazioni ed eventi, ma anche di tornare a essere quotidianamente un punto di incontro per cittadini e visitatori.

È una delle immagini più concrete della trasformazione proposta: non una piazza pensata esclusivamente per essere attraversata, ma uno spazio da vivere.

«Quali sono i diritti urbani?»

Alla base della proposta di Femia c’è una domanda precisa: «Quali sono i diritti urbani che possono migliorare la qualità e la vivibilità di Carrara?»

Da qui parte una riflessione che coinvolge la morfologia della città, il suolo, l’illuminazione, gli spazi pubblici e l’identità culturale.

L’obiettivo è valorizzare ciò che già esiste, recuperare ciò che oggi è inutilizzato e creare nuove connessioni tra le diverse parti della città.

Una trasformazione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe diventare un laboratorio urbano permanente, capace di mettere insieme ambiente, cultura, mobilità, turismo e qualità della vita.

Carrara come Barcellona?

Nel corso della presentazione è stato richiamato anche il modello di Barcellona, spesso indicata come uno degli esempi più significativi di rigenerazione urbana.

Un modello fondato sulla collaborazione tra amministrazione pubblica, progettisti, soggetti privati e cittadini e sulla capacità di inserire i singoli interventi all’interno di una strategia generale.

È proprio questa la sfida che ora attende Carrara: trasformare le idee contenute nel masterplan in progetti concreti, individuando priorità, risorse e tempi di realizzazione.

Il documento presentato a Palazzo Binelli prova dunque a disegnare una città diversa: più accessibile, più verde, più pedonale e sostenibile, ma soprattutto più consapevole della propria identità.

La Carrara di domani, insomma, comincia dalle scelte di oggi

Condividi il tuo amore
logo prima pagina
Nicola Morosini
Articoli: 67

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *