
Incontro con Aldo Giannotti: dal disegno universale alla sovversione delle regole museali
Dalla formazione nomadica tra Italia e Vienna all'uso del diagramma essenziale come linguaggio universale, Aldo Giannotti ci racconta la sua arte partecipativa e ironica, capace di trasformare i musei e coinvolgere il pubblico attraverso azioni provocatorie.
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Spazi museali stravolti, istruzioni da seguire e un segno essenziale che parla a chiunque: la ricerca di Aldo Giannotti usa il diagramma e un’ironia sottile per scardinare le regole dell’arte contemporanea. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare il suo percorso nomadico, le sue performance più provocatorie e la scelta di trasformare il pubblico da semplice spettatore a protagonista.
Sei nato a Genova, cresciuto a Massa, ti sei formato tra Carrara, Londra e Monaco di Baviera e dal 2000 vivi e lavori a Vienna. In che modo questo costante spostamento tra culture e ambienti accademici differenti ha creato la tua identità artistica e la tua visione dello spazio?
Aldo Giannotti descrive il proprio percorso formativo come nomade, avendo cambiato istituzione ogni anno o due tra Genova, Massa, Carrara, Londra, Monaco di Baviera e Vienna, dove vive dal 2000. Questo continuo spostamento ha evitato l’influenza di un unico professore fisso ma ha esposto Aldo Giannotti a metodologie didattiche differenti: dall’impostazione classica e storica di Carrara (basata su disegno di busti e ossa) alla ricerca e sperimentazione di Londra e Monaco. Questa transizione iniziale è stata scioccante ma fortemente stimolante, insegnando ad Aldo Giannotti a rapportarsi con l’arte in modo aperto e non dogmatico.

Dal punto di vista tecnico, il tuo percorso unisce pittura, video, fotografia e disegno. Quando e come hai capito che il disegno essenziale e il diagramma sarebbero diventati la tua cifratura linguistica principale?
Il disegno e il diagramma come linguaggio principale: Nonostante la sperimentazione iniziale con pittura, installazioni e videoarte (in formato quattro terzi agli inizi degli anni Duemila), aldo giannotti ha riconosciuto nel disegno la sua forma di comunicazione più autentica fin dall’infanzia. Dopo aver cercato altri medium, Aldo Giannotti ha capito che ogni progetto partiva comunque da un disegno preparatorio, trasformandolo nel proprio linguaggio espressivo principale. L’obiettivo di aldo giannotti è stato quello di semplificare il disegno per renderlo accessibile, internazionale e privo di ego personale, utilizzandolo come uno strumento universale di dialogo e trasmissione di idee comprensibile ovunque, da Hong Kong al Guatemala.
Con progetti come The Museum as a Gym al Kunsthaus Graz nel 2016, hai trasformato un luogo dedicato alla pura osservazione in uno spazio di sforzo fisico. Qual è la reazione del pubblico che ti ha sorpreso di più di fronte a un museo che chiede di essere “frequentato” come una palestra?
Il progetto The Museum As Gym al Kunsthaus Graz: Nel 2016 con il progetto “The Museum As Gym” al Kunsthaus Graz, aldo giannotti ha trasformato per tre mesi un museo in una palestra, applicando istruzioni sulle pareti per utilizzare scale, architettura e spazi esistenti senza aggiungere nuove opere. L’iniziativa, nata come una scommessa per intercettare una volontà collettiva e superare la percezione elitaria e intimidatoria dei musei, ha triplicato il numero dei visitatori offrendo l’ingresso gratuito a chi si vestiva per fare sport. L’intento di Aldo Giannotti era accogliere il pubblico e abbattere le barriere psicologiche verso l’arte, dimostrando il coraggio di cambiare la percezione di un’istituzione museale solo modificando le dinamiche di fruizione.
Nella tua grande personale Safe and Sound al MAMbo di Bologna nel 2021, hai messo al centro del lavoro i concetti di sicurezza, controllo e norma sociale, coinvolgendo direttamente il personale di custodia. Come è nata l’idea di trasformare la figura della guardia museale da custode passivo a protagonista di azioni guidate?
La valorizzazione del personale museale in Safe and Sound al Mambo di Bologna: Nella mostra personale “Safe and Sound” al Mambo di Bologna nel 2021, aldo giannotti ha analizzato la gerarchia piramidale dei musei schierandosi con chi svolge il lavoro più umile e invisibile. L’idea è nata dalla volontà di realizzare un progetto performativo duraturo nel tempo senza disporre del budget necessario per pagare performer per sei mesi, decidendo così di coinvolgere direttamente le guardie museali e il personale di custodia in azioni guidate. In questo modo, Aldo Giannotti ha dato potere creativo a chi solitamente siede in disparte, ponendo l’attenzione sul lavoro e l’energia spesa per mantenere aperto un museo.

Quando hai creato ‘The Chainsaw’ ti aspettavi davvero che qualcuno si sarebbe presentato al museo con una motosega per prendere l’opera, o è stata una sorpresa anche per te?
L’episodio dell’opera Chainsaw e la reazione mediatica: Parlando dell’opera “Chainsaw”, realizzata prima a Vienna e poi a Bologna disegnando su cartongesso per evitare cavi elettrici, aldo giannotti ha raccontato di aspettarsi in parte che qualcuno potesse cercare di rimuoverla.
A Vienna si era verificato un caso simile, mentre a Bologna un collettivo di giovani archivisti di murales, sconosciuti all’artista, si è presentato dopo una settimana con una motosega estratta da una borsa da calcetto per tagliare il muro. L’evento ha generato un grande caso mediatico in Italia incentrato erroneamente su furti, mentre l’obiettivo dell’opera era un altro, e Aldo Giannotti ha successivamente chiarito di non aver conosciuto in anticipo gli autori del taglio.
I tuoi schemi e le tue vignette sono immediati e fanno spesso sorridere, anche sui social. Usi l’umorismo per prendere in giro le cose o è il tuo modo per spingere le persone a ragionare su temi più seri come la società e la politica?
L’uso involontario dell’umorismo e del sarcasmo nell’arte: aldo giannotti ha spiegato di non cercare la comicità come obiettivo artistico deliberato, ma riconosce che il proprio background influenzato dalla stand-up comedy di Londra e una naturale inclinazione al sarcasmo fanno emergere l’ironia nei suoi lavori. L’umorismo, al pari della semplicità del disegno, funge da meccanismo inconscio o conscio per avvicinare le persone a tematiche esistenziali, politiche o sociali molto complesse. Tale ironia nasce spesso anche dal ribaltamento dello status quo e delle percezioni comuni, un elemento che Aldo Giannotti apprezza persino rivedendo i propri lavori a distanza di anni.

C’è un’idea o una performance in particolare che non hai ancora avuto l’opportunità di realizzare, ma che consideri il tuo progetto dei sogni?
I progetti non realizzi e il valore dell’immaginazione: Tra le innumerevoli idee rimaste sulla carta, Aldo Giannotti ha citato il progetto di costruire una piscina in mezzo all’oceano o l’utopia di rimuovere le porte d’emergenza di un museo per tenerlo aperto sette giorni su sette. Per Aldo Giannotti il processo parte sempre da un’idea tradotta in disegno da proporre alle istituzioni, ma non tutte le concept art devono necessariamente concretizzarsi nella realtà fisica, poiché l’immaginazione racchiude già in sé una forma di realizzazione.
Questo contenuto è stato realizzato da studenti dell’Istituto Superiore “A. Salvetti” di Massa nell’ambito del progetto FSL (Formazione Scuola Lavoro)










