“’70 Profumi”, un viaggio negli anni Settanta firmato da Giorgio Billeri

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Massa Carrara. Si chiama “”70 Profumi” il primo libro di Giorgio Billeri, fino a due anni fa giornalista del Tirreno, con esperienze tra Livorno, Massa Carrara, Pontedera e Pistoia.

Un viaggio negli anni Settanta, quelli più belli, un’emozionante collana di settanta sensazioni, ricordi, personaggi, un numero tutt’altro che casuale. Una spremuta di vita nell’Italia sospesa tra Settanta e Ottanta, un’italia un poco ingenua, divisa tra speranza e paura, tenera e violenta, bigotta e trasgressiva, democristiana ma tentata dagli estremismi.

E’ una galleria di odori: l’olfatto è il senso che spalanca le porte al ricordo, il profumo del pitosforo, della notte, dell’aria che ti percuote sul motorino, la mandorla della coccoina, la rena compatta per giocare a palline, l’adesivo delle figurine, la calca sugli autobus per la scuola, l’appiccicoso limone del ghiacciolo, lo shampoo alla mela verde sui capelli delle ragazzine mentre ballavi il lento, l’odore della pioggia, del vento, delle alghe quando la notte, dopo la discoteca, chi non aveva ancora sonno si ritrovava a mangiare le paste.

E poi ancora la formalina del presepe di Natale, dell’erba della Pasquetta, della paura acre e sudaticcia quando babbo e mamma guardavano la pagella, dei jeans sulla bancarella. Gli odori di una vita che dal bianco e nero passava al colore, del faticoso passaggio da bambino a giovane uomo. Gli anni dei cinema pieni di gente e fumo, di gomiti che lottavano per guadagnare i braccioli, di Travolta, Rocky e Rambo, di Borotalco. Gli anni della televisione signora e padrona dei salotti, dell’incomparabile bellezza degli sceneggiati, degli occhi azzurri e spaventati di Ugo Pagliai, di Carosello e Giochi senza frontiere, del sibilo del monoscopio. Erano gli anni della radio: qui Ameri a te Ciotti, delle dediche di goffo amore, Martellini e Pizzul, voci della nostra emozione, in quelle case piene di amici, l’Italia di Pablito, Riva e Schillaci. Gli anni delle racchette di legno, degli occhi azzurri del principe Pietrangeli e del ciuffo di Panatta. Erano soprattutto gli anni della musica più bella, la musica che ci faceva ballare o innamorare o stare insieme intorno ad un juke-box, la musica che spalanca i cancelli della nostalgia. Profumi, voci, giochi, personaggi che non ci sono più ma restano accanto a noi che abbiamo avuto la fortuna di nascere negli anni Sessanta. Il libro, 216 pagine e 14 euro, edito da il Foglio Letterario, è in vendita online sulle piattaforme Amazon, Feltrinelli, Ibs e come e-book su Torrossa.

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Alessandra Vivoli
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