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Intervista alla Dott.ssa Olivia Muraglia che ci parla di medicina estetica
Dottoressa Muraglia, quando la medicina estetica può migliorare la vita?
Premettendo che solo attraverso una profonda e sincera volontà interiore sia possibile migliorare la propria vita, è lecito affermare che il medico estetico di oggi disponga delle competenze e delle tecnologie necessarie per correggere imperfezioni, valorizzare i tratti distintivi, armonizzare i lineamenti del viso e attenuare i segni del tempo, inevitabilmente presenti.
Tali interventi possono contribuire in modo significativo al rafforzamento dell’autostima, indipendentemente dall’età.
Quali sono le nuove frontiere e i trattamenti di nuova generazione?
La vera rivoluzione risiede nel concetto di Longevity, che, oltre a promuovere uno stile di vita sano — basato su una corretta alimentazione, l’attività fisica e un adeguato riposo — si avvale di trattamenti in grado di indurre una risposta positiva e migliorativa dell’organismo.
Questi approcci mirano a mitigare gli effetti dello stress e dell’infiammazione cronica, contrastando il processo di invecchiamento e rendendolo meno traumatico e invalidante, sia dal punto di vista funzionale che estetico.
Le nuove frontiere in questo ambito sono rappresentate dalla biostimolazione e dalla bioristrutturazione, che includono l’utilizzo di collagene, polinucleotidi, esosomi, idrossiapatite di calcio, acido polilattico, polidiossanone, ossigenoterapia e, naturalmente, acido ialuronico, considerato un elemento fondamentale.
Cosa chiede di solito chi si rivolge a lei come medico estetico?
In primo luogo, invito sempre i miei pazienti all’ascolto, poiché esso rappresenta il fondamento del rapporto di fiducia tra medico e paziente e l’inizio di un percorso terapeutico improntato all’etica professionale e alla dedizione personale.
Dott.ssa Olivia Muraglia
Giovanissimi e medicina estetica, cosa ne pensa?
Questo aspetto rappresenta, purtroppo, uno dei punti più critici della medicina estetica contemporanea. I giovani e i giovanissimi sono sempre più influenzati dai social media e dai filtri fotografici, che li spingono ad aspirare a standard estetici irreali e irraggiungibili, talvolta sfociando in un processo patologico di dismorfofobia, ovvero di mancata accettazione di sé. Il nostro compito, in qualità di medici estetici, è promuovere un concetto di bellezza più inclusivo e realistico, capace di celebrare la diversità e l’unicità di ogni individuo.
I giovani dovrebbero essere trattati esclusivamente in presenza di un reale inestetismo che provochi un disagio psicologico, eventualmente in collaborazione con altre figure professionali, come lo psicologo.
Qualora la richiesta derivi unicamente dal desiderio di conformarsi a modelli estetici standardizzati, il medico ha il dovere etico di rifiutare l’intervento.
Lei lavora da anni a Milano e anche su Carrara, quali sono le novità che ha portato su questa piazza?
Nutro un profondo affetto per Carrara, la mia città natale, dove risiedono i miei legami più cari e antichi. Per questo motivo sono determinata a mettere a disposizione di questa città la mia esperienza, la mia competenza e la mia dedizione professionale.