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	<title>Economia Archivi - Prima Pagina Massa Carrara</title>
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	<title>Economia Archivi - Prima Pagina Massa Carrara</title>
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		<title>Dalla ricerca sulla pietra naturale alla formazione di nuove generazioni: Marmomac premia Paolo Ulian</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 06:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verona. «Questa menzione speciale premia una vita di lavoro e di ricerca, fatta anche insieme alle aziende che hanno creduto nella mia visione e nel mio modo di pensare e di lavorare». Ha commentato così Paolo Ulian, vincitore della Menzione Speciale Mentorship 2026 del Marmomac Best Communicator Award. Nato e formatosi tra le Alpi Apuane [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Verona. «<em>Questa menzione speciale premia una vita di lavoro e di ricerca, fatta anche insieme alle aziende che hanno creduto nella mia visione e nel mio modo di pensare e di lavorare</em>». </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha commentato così <strong>Paolo Ulian</strong>, vincitore della <strong>Menzione Speciale Mentorship 2026 del Marmomac Best Communicator Award.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato e formatosi tra le Alpi Apuane e Carrara, Paolo Ulian ha costruito nel tempo un rapporto profondo con la pietra, sviluppando intorno alla materia una ricerca che unisce attenzione progettuale e responsabilità. Un approccio che affonda le radici nell&#8217;esperienza con Enzo Mari e nella concezione del progetto come atto etico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Accanto alla pratica progettuale, Ulian ha dedicato una parte importante del proprio lavoro alla formazione: dal Politecnico di Milano alle Università di Bolzano e Palermo, fino a Marangoni e IED, ha portato avanti una riflessione sulla materia fondata sulla conoscenza diretta della pietra e delle sue possibilità, trasmettendola a nuove generazioni di designer.<br><br></p>
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		<title>Quando l’estate finisce per calendario, ma non per il mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Volpi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 06:13:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[spiagge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carrara. Anche oggi, 23 settembre, a Marina di Carrara si stava divinamente. Temperatura perfetta, sole ancora capace di abbronzare, acqua cristallina e una spiaggia che, a guardarla, sembrava avere poca voglia di arrendersi all’autunno.Eppure, per molti stabilimenti balneari, l’estate è già finita.Via sdraio e ombrelloni, bar chiusi, porte sprangate. Terminato il servizio di assistenza e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Carrara. Anche oggi, 23 settembre, a Marina di Carrara si stava divinamente. Temperatura perfetta, sole ancora capace di abbronzare, acqua cristallina e una spiaggia che, a guardarla, sembrava avere poca voglia di arrendersi all’autunno.<br>Eppure, per molti stabilimenti balneari, l’estate è già finita.<br>Via sdraio e ombrelloni, bar chiusi, porte sprangate. Terminato il servizio di assistenza e salvataggio e incassato il saldo della stagione, molti hanno semplicemente abbassato la saracinesca. Una scelta comprensibile, almeno dal punto di vista organizzativo ed economico, ma che apre una domanda: perché chiudere quando il mare e i clienti sembrano chiedere ancora di restare?<br>Qualcuno, invece, ha deciso di provarci.<br>Tra questi c’è il Bagno Paradiso, il più antico di Marina di Carrara, nato nel 1930 con appena otto cabine e una piccola capannetta poi trasformata in trattoria. <strong>Giuliano Venturini</strong> – il gestore &#8211; continua una tradizione: restare aperti fino a ottobre inoltrato, quando il tempo lo consente. I servizi sono ancora disponibili, il bar è frequentato, la spiaggia non è affatto deserta.<br>Per lui la ragione è semplice: accontentare i clienti e rendere un po’ più corto quel lungo inverno che, sulle nostre coste, comincia spesso troppo presto.<br>Pochissimi, appena tre stabilimenti, hanno scelto addirittura di rimanere aperti tutto l’anno, proteggendo le strutture con le paratie e mantenendo anche il servizio di ristorazione. Non è più soltanto una questione di stagione balneare: è un modo diverso di concepire la spiaggia, non come un luogo che vive tre mesi e poi scompare, ma come una parte della città utilizzabile anche quando il calendario dice che l’estate è finita.<br>E forse è proprio qui il punto.<br>La chiusura anticipata non dipende necessariamente dalla mancanza di domanda. Ci sono costi, personale da mantenere, autorizzazioni, manutenzioni, condizioni meteorologiche più instabili e una stagione estiva che, per molti operatori, deve necessariamente avere un termine. Dopo mesi di lavoro intenso, chiudere può essere una scelta razionale.<br>Ma è altrettanto razionale chiedersi se un modello costruito intorno a una stagione sempre più rigida sia ancora adeguato.<br>Perché il clima sta cambiando, le abitudini stanno cambiando e anche il turismo sta cambiando. Settembre non è più necessariamente il mese in cui la spiaggia si svuota. E nemmeno ottobre, nelle giornate giuste.<br>Forse il futuro degli stabilimenti balneari passa anche da qui: non necessariamente tenere tutto aperto dodici mesi, ma imparare a sfruttare quei periodi in cui la città, il mare e le persone offrono ancora una possibilità.<br>Il Bagno Paradiso lo fa da decenni. Non ha scoperto una formula miracolosa. Ha semplicemente continuato una tradizione.<br>E oggi, mentre molti stabilimenti sono già chiusi, basta guardare quella spiaggia ancora piena di sole per capire che forse l&#8217;estate, almeno da queste parti, non ha ancora ricevuto l&#8217;ordine di sgomberare.</p>
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		<title>Rinasce l&#8217;ex Biolino: apre il Cauforo Caffè, inaugurazione oggi, 23 settembre, alle ore 18</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 14:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
		<category><![CDATA[Massa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I coraggiosi di Aldo Antola Massa- Finalmente le chiusure di attività commerciali e artigianali a Massa sembrano essere arrivate al termine, al punto che ora non può che esserci una ripresa. Almeno lo speriamo. E arriva il Cauforo Caffè, bar e ristorante. I segnali stanno arrivando dalle aperture imminenti di nuove attività nel centro storico. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">I coraggiosi di Aldo Antola</p>



<p class="wp-block-paragraph">Massa- Finalmente le chiusure di attività commerciali e artigianali a Massa sembrano essere arrivate al termine, al punto che ora non può che esserci una ripresa. Almeno lo speriamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E arriva il Cauforo Caffè, bar e ristorante. I segnali stanno arrivando dalle aperture imminenti di nuove attività nel centro storico. E la prima apertura va a rimpiazzare la chiusura dell&#8217;ex Biolino, in un punto strategico di Massa, che è il più bello e importante della città, all&#8217;angolo fra Piazza Aranci e via Dante Alighieri. Oggi, 23 settembre, alle ore 18 inaugurazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cambiato anche il nome e si chiamerà Cauforo Caffè, derivante dal latino &#8220;Caupona&#8221;, bar in piazza. Un punto da dove si aprono sguardi immensi sugli edifici storici e sulla piazza simbolo di Massa: da qui si vede il Duomo, Palazzo Ducale, il Municipio, Piazza Matteotti e da dove ramificano tutte le strade storiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rilevare l&#8217;ex Biolino sono stati dei giovani coraggiosi che, dopo varie esperienze di lavoro alle dipendenze, hanno deciso di mettersi in proprio: si tratta dei fratelli Marsida Kasa e Julijan Kasa, con la collaborazione del marito di Marsida, Massimo Centofanti, che ha un&#8217;altra attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;origine dei fratelli è, come si vede dai nomi, albanese. &#8220;Siamo praticamente arrivati in Italia negli anni &#8217;90 e abbiamo iniziato a lavorare sodo &#8211; conferma Marsida &#8211; io nel settore della ristorazione e mio fratello nella falegnameria e costruzione di arredamenti&#8221;. Cresciuti e &#8220;vaccinati&#8221; qui, come si suol dire, con scuole e mestieri praticamente italiani. Più italiani degli italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivano da Aulla, dove Marsida ha imparato a cucinare di tutto e in particolare si è specializzata in prodotti della Lunigiana. Ragazzi di una volontà ferrea, grande impegno nel lavoro e ora imprenditori di successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In cucina dirigerà tutto Marsida &#8211; dice sorridendo il fratello Julijan &#8211; dall&#8217;alto della sua esperienza e capacità nel settore, io collaborerò in tutte le altre vicende&#8221;. E la sorella aggiunge: &#8220;Anche perché Julijan, pur sapendo cucinare, ha un altro mestiere: ha una falegnameria ad Aulla e quindi è costruttore di arredamenti civili e navali&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E infatti la ricostruzione del nuovo locale Cauforo è tutta opera del fratello, che in questi giorni è impegnato negli ultimi ritocchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che dire, cosa proporranno alla clientela? &#8220;Come anticipato siamo specializzati in panigacci, in tutte le salse, e testaroli, ma anche tante variazioni lunigianesi. Naturalmente &#8211; specifica Marsida con il suo promettente sorriso, che non è da meno di quello del fratello &#8211; faremo anche tutti gli altri piatti della zona, a cominciare da ravioli e vari tipi di pasta, oltre alle carni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque un locale dalla posizione e metratura invidiabile, con sale anche divise. &#8220;Su richiesta organizzeremo feste, compleanni e altro, anche perché lo spazio lo permette (94 metri quadri) ed è ben diviso&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non hanno lasciato niente al caso. Oltre a loro lavoreranno nel locale, già assunti, cinque dipendenti della zona. Non può che essere un successo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="576" height="1024" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/20260923_115957-1-576x1024-1.jpg" alt="" class="wp-image-9018" style="width:749px;height:auto" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/20260923_115957-1-576x1024-1.jpg 576w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/20260923_115957-1-169x300-1.jpg 169w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/20260923_115957-1-243x432-1.jpg 243w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/20260923_115957-1-864x1536-1.jpg 864w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/20260923_115957-1-1153x2048-1.jpg 1153w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/20260923_115957-1-scaled-1.jpg 1441w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>
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		<title>Cna: ex Olivetti, dopo vent’anni è il momento di restituire l’area alla città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 11:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking]]></category>
		<category><![CDATA[Cna]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Olivetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carrara. Cna interviene con una lunga nota sulla vicenda della ex Olivetti. &#8220;La discussione sulla ex Olivetti-Synthesis dura ormai da oltre vent’anni. Vent’anni nei quali si sono susseguiti progetti, ipotesi di riconversione, procedure, aste, nuove proprietà e proposte di recupero, mentre una delle aree dismesse più grandi e strategiche del territorio è rimasta per larga [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/cronaca/2026/09/23/cna-ex-olivetti-dopo-ventanni-e-il-momento-di-restituire-larea-alla-citta/">Cna: ex Olivetti, dopo vent’anni è il momento di restituire l’area alla città</a> proviene da <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it">Prima Pagina Massa Carrara</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Carrara. Cna interviene con una lunga nota sulla vicenda della ex Olivetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La discussione sulla ex Olivetti-Synthesis dura ormai da oltre vent’anni. Vent’anni nei quali si sono susseguiti progetti, ipotesi di riconversione, procedure, aste, nuove proprietà e proposte di recupero, mentre una delle aree dismesse più grandi e strategiche del territorio è rimasta per larga parte inutilizzata. È forse proprio questo il dato dal quale partire oggi: al di là delle diverse posizioni sul progetto di variante urbanistica, Massa non può permettersi che altri anni passino senza riuscire a restituire alla città un&#8217;area di queste dimensioni e di questa posizione, riportandola finalmente dentro un circuito economico, produttivo e urbano. Per Cna Massa Carrara, quindi, il punto non è riproporre la vecchia contrapposizione tra industria e commercio, né tantomeno respingere a priori l&#8217;idea di una pluralità di funzioni. Il punto è capire quale mix di funzioni possa consentire alla ex Olivetti di tornare a produrre valore senza perdere quella vocazione artigianale e produttiva che deve continuare a caratterizzare la Zona Industriale Apuana&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Noi siamo favorevoli al recupero dell’area e al fatto che finalmente si possa tornare a parlare concretamente di sviluppo – sottolinea il Presidente di Cna Massa Carrara, <strong>Davide Aldo Brizzi</strong> – perché quello che non possiamo più permetterci è lasciare una superficie così importante nel degrado e nell&#8217;inutilizzo. Vogliamo discutere di che cosa può essere la ex Olivetti domani e di come questa trasformazione possa diventare un&#8217;opportunità per le imprese, per l&#8217;artigianato e per la città”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La proposta oggi sul tavolo, del resto &#8211; si legge nella nota di Cna &#8211; non configura una grande struttura della distribuzione organizzata: il progetto illustrato dalla proprietà prevede un mix di funzioni nel quale trovano spazio attività produttive e artigianali, servizi, direzionale, commercio di vicinato, attività culturali e sportive, mentre la documentazione comunale chiarisce che la successiva definizione degli interventi dovrà passare attraverso un Piano di Recupero. La superficie territoriale dell&#8217;ambito è di circa 92.400 metri quadrati e la scheda urbanistica individua una superficie edificabile complessiva destinata alle funzioni commerciale/direzionale e industriale/artigianale&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“</em></strong>Questo è il terreno sul quale secondo noi vale la pena confrontarsi – prosegue Brizzi – perché se la grande distribuzione non è prevista, la discussione può finalmente spostarsi sulla qualità e sulla funzione economica del progetto. La domanda non dovrebbe essere semplicemente se nell&#8217;area ci debba essere o meno una componente commerciale, ma quale equilibrio dobbiamo costruire affinché la ex Olivetti torni a essere un luogo dove le imprese possano insediarsi, lavorare, crescere e creare occupazione”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che CNA vede una possibile occasione per dare una risposta anche a un&#8217;esigenza che emerge con sempre maggiore chiarezza tra le imprese: trovare spazi adeguati per l&#8217;artigianato e per quelle attività produttive che hanno bisogno non soltanto di un capannone, ma anche di servizi, uffici, spazi espositivi, aree di accoglienza e funzioni complementari. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa documentazione &#8211; prosegue la nta di CNa &#8211; del processo partecipativo del Piano strutturale comunale aveva raccolto, tra le proposte emerse, l&#8217;idea di trasformare la ex Olivetti in un polo artigianale, anche con vendita diretta all&#8217;ingrosso, insieme alla necessità di evitare una nuova concentrazione di funzioni esclusivamente commerciali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per questo – continua Brizzi – riteniamo interessante ragionare anche sul rapporto tra la parte produttiva e quella direzionale e dei servizi. I metri quadrati destinati a uffici, servizi e funzioni direzionali non devono necessariamente essere considerati come una componente separata dall&#8217;attività produttiva: potrebbero diventare parte integrante dell&#8217;insediamento delle imprese artigiane, mettendo a disposizione degli imprenditori spazi per amministrazione, progettazione, consulenza, formazione, showroom, servizi condivisi e tutte quelle attività che oggi sono sempre più necessarie per competere”<strong>.</strong> È una prospettiva che potrebbe consentire di superare anche una visione ormai datata dell&#8217;area produttiva, nella quale artigianato e industria vengono identificati esclusivamente con il capannone. Le imprese di oggi hanno bisogno di spazi flessibili, servizi, connessioni, luoghi di rappresentanza e possibilità di integrare produzione e attività professionali. In questo senso, la ex Olivetti potrebbe diventare un laboratorio di una nuova idea di area produttiva, capace di mantenere una forte identità artigianale ma di essere contemporaneamente più aperta alla città e ai servizi. E proprio il rapporto con la città rappresenta un altro elemento decisivo. Dopo decenni di abbandono, restituire la ex Olivetti a Massa non significa necessariamente riproporre integralmente ciò che esisteva, ma recuperare la funzione strategica di quell&#8217;area, mantenendone la memoria industriale e contemporaneamente costruendo nuove opportunità. La stessa variante nasce dalla volontà di recuperare un comparto che il Comune definisce tra le aree dismesse e degradate di maggiore estensione del territorio comunale, mentre il progetto prevede anche la conservazione di elementi riconoscibili dell&#8217;impianto originario e nuove funzioni culturali e sociali. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>“</em></strong>La ex Olivetti non deve diventare semplicemente un contenitore di nuove attività – osserva Brizzi – deve tornare a essere una parte viva della città. E per farlo occorre tenere insieme due esigenze: da una parte la necessità di recuperare e valorizzare un patrimonio industriale che appartiene alla storia di Massa, dall&#8217;altra quella di creare le condizioni perché nuove imprese possano insediarsi e trovare qui uno spazio adeguato”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, secondo CNA, assume particolare importanza anche la questione delle cosiddette aree di bordo e delle aree fronte strada, che meritano una disciplina chiara e coerente con la funzione complessiva della Zona Industriale. Sono proprio gli spazi più visibili e accessibili dalla viabilità principale quelli nei quali possono trovare posto funzioni compatibili con la città e con la presenza delle imprese, ma senza trasformare progressivamente i fronti della ZIA in una successione indistinta di attività scollegate dalla sua vocazione produttiva. La recente attenzione urbanistica riservata alle <strong>fasce di bordo dell&#8217;Aurelia</strong> dimostra del resto che il tema non riguarda soltanto la ex Olivetti, ma più in generale il rapporto tra le aree produttive, la viabilità principale e le funzioni che possono insediarsi nei loro margini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> <strong><em>“</em></strong>Su questo chiediamo soprattutto chiarezza – dice Brizzi – perché le imprese hanno bisogno di sapere quali siano le regole e quali siano le prospettive. Occorre distinguere bene ciò che può stare sulle aree fronte strada e sulle aree di bordo da ciò che deve rimanere legato alla funzione produttiva interna. Se questa distinzione viene fatta con intelligenza, può diventare uno strumento per migliorare la qualità urbana e contemporaneamente rafforzare la capacità attrattiva della Zona Industriale”<strong><em>.</em></strong> Il tema, insomma, non è scegliere tra una ex Olivetti completamente industriale e una trasformata in una nuova polarità commerciale. Il tema è costruire un progetto capace di tenere insieme produzione, artigianato, servizi, direzionale, funzioni urbane e, laddove compatibile, commercio di vicinato, senza perdere di vista la ragione per cui quell&#8217;area è nata e il ruolo che può ancora svolgere nell&#8217;economia del territorio. “Dobbiamo avere il coraggio di porci una domanda semplice – conclude Brizzi –: quale mix di funzioni consente a Massa di recuperare un&#8217;area enorme, oggi inutilizzata, senza perdere la possibilità di attrarre imprese produttive, servizi qualificati, artigianato, logistica e nuove attività economiche? Noi crediamo che questa sia la discussione da fare. E crediamo che la componente artigianale debba avere un ruolo centrale. Se riuscissimo a mettere insieme spazi produttivi, servizi direzionali utilizzabili anche dalle imprese insediate, attività di supporto, formazione, showroom e funzioni compatibili con il tessuto urbano, potremmo trasformare una vicenda urbanistica che dura da oltre vent&#8217;anni in una vera occasione di sviluppo. Dopo così tanto tempo, l&#8217;obiettivo non può più essere semplicemente decidere cosa fare dell&#8217;ex Olivetti: deve essere capire come restituirla alla città creando valore, lavoro e nuove opportunità per le imprese”.</p>
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		<title>Al via la fiera di Verona: 1.300 aziende in vetrina, Carrara fa la parte del leone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 16:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking]]></category>
		<category><![CDATA[Fiera]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Verona, «La 60ª edizione di questa grande rassegna internazionale a Verona rappresenta un simbolo straordinario del successo del Made in Italy e della capacità del Sistema Paese di imporsi come punto di riferimento globale». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo martedì 22 settembre all’inaugurazione della 60ª [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Verona, «La 60ª edizione di questa grande rassegna internazionale a Verona rappresenta un simbolo straordinario del successo del Made in Italy e della capacità del Sistema Paese di imporsi come punto di riferimento globale». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, <strong>Adolfo Urso</strong>, intervenendo martedì 22 settembre all’inaugurazione della <strong>60ª edizione di Marmomac</strong>, il salone internazionale di riferimento per l’industria tecno-lapidea in programma fino al 25 settembre, con oltre <strong>1.300 aziende</strong> espositrici da <strong>54 nazioni</strong>, <strong>12 padiglioni</strong> occupati e 8 aree esterne, per un totale di oltre <strong>80mila metri quadrati</strong>, e operatori e buyer attesi da più di 140 paesi, con l’80% delle presenze costituite da decisori degli acquisti. La manifestazione riunisce l’intera filiera: materiali grezzi, semilavorati e prodotti finiti, macchinari, tecnologie, utensili, progettazione, architettura, design e formazione. «L’evento – ha continuato <strong>Urso</strong> – si colloca in una fase di forte espansione internazionale, confermando la leadership dell’Italia in termini di qualità, design ed eccellenza manifatturiera. Una vitalità che si riflette in modo tangibile sui mercati esteri».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marmomac, infatti, rappresenta una piattaforma di promozione privilegiata per la filiera della pietra naturale italiana, fortemente vocata all’export. Il settore in Italia conta 3.200 aziende e 34mila addetti. Nel 2025 ha superato i 5 miliardi di dollari di produzione, con esportazioni per 3,5 miliardi, e un saldo commerciale attivo di oltre 2,9 miliardi. Secondo le rilevazioni del Centro Studi di Confindustria Marmomacchine, nel primo semestre 2026 l’export aggregato di materiali e tecnologie è cresciuto del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo 1,69 miliardi di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla cerimonia di inaugurazione di Marmomac 2026 sono intervenuti anche il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini, il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, e il presidente di Confindustria Marmomacchine, Gianluca Pellegrino. In videocollegamento anche il presidente di ICE Agenzia, Matteo Zoppas. Per Veronafiere presenti anche il direttore generale, Giovanni Sacripante, il direttore generale vicario, Gianni Bruno, la responsabile area B2B Veronafiere, Valeria Santolin, e l&#8217;event manager di Marmomac, Francesca Zivelonghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Marmomac è diventato il principale hub di riferimento mondiale per la pietra naturale e le tecnologie di lavorazione – ha commentato il ministro del Turismo, <strong>Gianmarco Mazzi</strong> –. Ed è proprio questo l’aspetto che apprezzo di più: pur avendo una forte vocazione commerciale, con migliaia di espositori e oltre 50mila visitatori attesi, la manifestazione permette di raccontare la storia e l’identità dei territori in cui la lavorazione del marmo è nata e si è sviluppata come arte. Marmomac racconta l’Italia nel mondo e può contribuire alla crescita del turismo culturale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Marmomac taglia il traguardo delle sessanta edizioni e ci consegna una responsabilità: continuare a offrire alle aziende relazioni qualificate, accesso ai mercati e occasioni concrete di sviluppo – ha detto il presidente di Veronafiere, <strong>Federico Bricolo</strong> –. Ringrazio i ministri Urso e Mazzi, le istituzioni presenti, ICE-Agenzia, Confindustria Marmomacchine, le associazioni, i distretti produttivi, le aziende e tutta la squadra di Veronafiere. Sessant’anni di storia sono il risultato di un lavoro collettivo. È questo sistema di competenze e collaborazioni che permette alla manifestazione di collegare tutti i protagonisti della filiera, la cava con il mondo del progetto, la produzione alla domanda internazionale e il saper fare dei territori alle nuove applicazioni della pietra naturale».</p>
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		<title>Turismo, agosto molto positivo, ma ora serve allungare la stagione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 07:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Cna]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa Carrara. Turismo, estate da record in Italia. CNA Turismo e Commercio Massa Carrara: “Agosto molto positivo, ma ora serve allungare la stagione” L’estate 2026 si chiude con numeri importanti per il turismo italiano e conferma il ruolo sempre più centrale del legame tra accoglienza, cultura, enogastronomia, artigianato, commercio e Made in Italy. Secondo l’indagine [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Massa Carrara. Turismo, estate da record in Italia. CNA Turismo e Commercio Massa Carrara: “Agosto molto positivo, ma ora serve allungare la stagione”</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’estate 2026 si chiude con numeri importanti per il turismo italiano e conferma il ruolo sempre più centrale del legame tra accoglienza, cultura, enogastronomia, artigianato, commercio e Made in Italy.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’indagine di&nbsp;<strong>CNA Turismo e Commercio</strong>, nel trimestre giugno-agosto l’Italia ha superato i 72 milioni di arrivi e i 276 milioni di presenze, con&nbsp;<strong>oltre 70 miliardi di euro</strong>&nbsp;attivati nell’economia nazionale grazie all’integrazione tra turismo e filiere del Made in Italy. Un risultato che conferma la forza del Paese come destinazione europea e la capacità dei territori di generare valore non solo nelle strutture ricettive, ma anche nella ristorazione, nelle produzioni tipiche, nell’artigianato, nel commercio locale e nei servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la provincia di Massa Carrara ha vissuto un’estate dalle due facce. Da un lato, un mese di agosto particolarmente positivo, con una forte presenza di visitatori sulla Riviera Apuana, nei borghi, nei centri storici e in Lunigiana. Dall’altro, una percezione di maggiore debolezza nei mesi di giugno e luglio, che conferma la necessità di lavorare sull’allungamento della stagione turistica e sulla costruzione di proposte capaci di attrarre visitatori anche fuori dai picchi tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La nostra provincia, in tutte le sue sfaccettature, dalla Lunigiana alla Riviera Apuana, ha registrato un vero boom di presenze nel mese di agosto – dichiara&nbsp;<strong>Pierangelo Caponi, Presidente di CNA Turismo e Commercio Massa Carrara e Presidente della Coop. servizi al turismo SIGERIC</strong>&nbsp;–. Strutture ricettive e ristoranti pieni, eventi, feste e un movimento diffuso su tutto il territorio hanno dato la sensazione di un’alta stagione con pochi paragoni nel passato. Naturalmente sarà necessario attendere i dati ufficiali per una valutazione completa, ma il segnale è stato molto positivo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A fronte dell’ottimo risultato di agosto – prosegue Caponi – la sensazione è che giugno e luglio siano stati mesi più scarichi, anche rispetto agli ultimi anni. Questo ci dice che non basta avere un picco molto forte: dobbiamo continuare a lavorare per allungare l’alta stagione, aumentare la permanenza media e costruire motivazioni di viaggio più distribuite nel tempo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per CNA Turismo e Commercio Massa Carrara, la strada passa da una promozione integrata del territorio. Particolarmente positiva è stata infatti la performance dei borghi e dei piccoli comuni, che continuano a crescere più della media nazionale grazie alla ricerca di autenticità, turismo lento, patrimonio culturale diffuso e identità territoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa direzione si inserisce il lavoro che CNA Turismo e Commercio Massa Carrara porterà avanti al TTG di Rimini, dove il 14 ottobre saranno presentati dieci pacchetti turistici nello stand dell’Agenzia regionale Toscana Promozione Turistica. Alla presentazione saranno presenti il Commissario Avv. Giacomo Bugliani, l’Assessore al Turismo del Comune di Massa Giorgia Garau, in rappresentanza della Comunità d’Ambito turistico Riviera Apuana, e Gianluigi Giannetti, Sindaco di Fivizzano e delegato al turismo dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana, in rappresentanza della Comunità d’Ambito turistico della Lunigiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per CNA Massa Carrara saranno presenti, oltre al&nbsp;<strong>Presidente di CNA Turismo e Commercio Pierangelo Caponi</strong>, il&nbsp;<strong>Responsabile sindacale Giacomo Cucurnia</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Referente per le relazioni istituzionali Gino Angelo Lattanzi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre nella giornata del 14 ottobre, CNA Turismo e Commercio parteciperà anche al&nbsp;<strong>“Meet &amp; Match”</strong>, con incontri dedicati a centinaia di tour operator internazionali, e sarà presente nello stand di CNA Nazionale, presso il&nbsp;<strong>desk di CNA Toscana</strong>, per appuntamenti programmati con buyer e operatori del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il turismo oggi non può essere pensato per compartimenti separati – conclude il Presidente Caponi –. La vera forza di Massa Carrara sta nella capacità di mettere insieme costa, Lunigiana, cultura, natura, artigianato, commercio, ristorazione e servizi. Agosto ci ha dimostrato che il territorio è attrattivo. La sfida adesso è trasformare questo interesse in una crescita più stabile, capace di portare lavoro e valore alle imprese per un periodo più lungo dell’anno”.</p>
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		<title>Il grossetano Ancarani ai vertici del colosso degli yacht: incarico chiave nella fase del risanamento di Tisg</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:29:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ancarani]]></category>
		<category><![CDATA[tisg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa Carrara. La notizia viene riportata da &#8220;Maremma oggi&#8221; di cui riportiamo integralmente l&#8217;articolo. Gian Luca Ancarani, commercialista grossetano di 62 anni e componente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è stato proposto come presidente del Collegio sindacale di The Italian Sea Group, uno dei principali gruppi italiani della nautica di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Massa Carrara</strong>. La notizia viene riportata da <strong>&#8220;Maremma oggi&#8221;</strong> di cui riportiamo integralmente l&#8217;articolo. Gian Luca Ancarani, commercialista grossetano di 62 anni e componente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è stato proposto come presidente del Collegio sindacale di The Italian Sea Group, uno dei principali gruppi italiani della nautica di lusso, quotato su Euronext Milan e proprietario di marchi conosciuti in tutto il mondo come Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, NCA Refit e Celi 1920.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una candidatura che avrebbe già di per sé un peso rilevante nella carriera professionale di Ancarani, ma che assume una dimensione ancora maggiore per il momento nel quale arriva. The Italian Sea Group sta infatti attraversando una complessa fase di ristrutturazione, dopo avere avviato nel marzo scorso la composizione negoziata della crisi e avere successivamente intrapreso il percorso giudiziale per arrivare alla definizione di un piano capace di indicare la strada per il risanamento del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La procedura si trova oggi davanti al Tribunale di Firenze e il commissario giudiziale è il professor Niccolò Abriani, uno dei più conosciuti studiosi italiani di diritto commerciale, societario e della crisi d’impresa. Con lui il dottor Riccardo Forgheschi e la dott.ssa Manuela Olastri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio il 15 settembre, nelle stesse ore in cui è stata resa nota la proposta di Ancarani alla presidenza del Collegio sindacale, la società ha inoltre annunciato di avere ricevuto 11 offerte non vincolanti da potenziali investitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancarani, dunque, se la proposta sarà approvata dall’assemblea, non arriverà alla guida dell’organo di controllo di una società impegnata nella sua ordinaria amministrazione, ma in un gruppo quotato chiamato ad affrontare contemporaneamente una delicatissima operazione di risanamento, il possibile ingresso di nuovi investitori e una profonda ridefinizione dei propri equilibri finanziari, industriali e societari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La proposta dell’azionista di controllo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione è stata resa nota lunedì 15 settembre. A proporre Gian Luca Ancarani come membro e presidente del Collegio sindacale è stata GC Holding, la società dell’imprenditore Giovanni Costantino che rappresenta l’azionista di controllo di The Italian Sea Group.</p>



<p class="wp-block-paragraph">GC Holding possiede 28.410.000 azioni ordinarie di TISG, pari al 53,604% del capitale sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nomina di Ancarani non è ancora definitiva. La proposta dovrà essere sottoposta all’assemblea degli azionisti convocata per il 30 settembre 2026, chiamata tra le altre cose a rinnovare gli organi societari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se eletto, Ancarani resterà in carica fino all’assemblea che sarà convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2028.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ancarani indicato dopo il passo indietro di de Nuccio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La candidatura del professionista grossetano nasce da un cambiamento avvenuto proprio negli ultimi giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella lista originariamente depositata da GC Holding per il rinnovo del Collegio sindacale erano stati indicati come sindaci effettivi Cristina Chiantia, Massimo Invernizzi ed Elbano de Nuccio, mentre Marco Baggetti e Sofia Rampolla erano stati indicati come supplenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">De Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, era il candidato destinato alla presidenza dell’organo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Successivamente, però, de Nuccio ha revocato l’accettazione della candidatura per sopraggiunti impegni personali. Ed è a quel punto che l’azionista di controllo ha scelto di indicare Gian Luca Ancarani come nuovo candidato a componente e presidente del Collegio sindacale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una scelta tutt’altro che casuale anche dal punto di vista delle competenze professionali. Ancarani siede infatti proprio nel Consiglio nazionale presieduto da de Nuccio e ha una delega che coincide in maniera quasi perfetta con la funzione alla quale viene ora candidato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi è Gian Luca Ancarani</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gian Luca Ancarani è nato a Grosseto il 5 marzo 1964. Commercialista e revisore legale, svolge da oltre trent’anni la propria attività professionale e ha costruito una parte significativa della propria esperienza proprio nei settori della consulenza societaria, della revisione, delle ristrutturazioni aziendali e degli organi di controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È iscritto all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Grosseto dal 1992 e al Registro dei revisori legali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della sua attività professionale ha inoltre svolto numerosi incarichi giudiziari, anche presso il Tribunale di Grosseto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo curriculum professionale documenta incarichi come curatore fallimentare, commissario giudiziale in procedure di concordato preventivo, curatore speciale, custode giudiziario, liquidatore giudiziale, amministratore giudiziale, perito e consulente tecnico d’ufficio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienze che diventano particolarmente significative alla luce della situazione nella quale si trova oggi The Italian Sea Group, perché una parte importante della carriera di Ancarani si è sviluppata proprio nel campo delle ristrutturazioni aziendali e delle procedure concorsuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da Grosseto al Consiglio nazionale dei commercialisti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La dimensione della carriera di Ancarani, negli anni, ha superato ampiamente i confini della provincia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi è infatti consigliere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, l’organismo nazionale della categoria, dove gli è stata affidata la delega ai Sistemi di controllo e revisione legale, finanziaria e non finanziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo. Nell’ambito del Consiglio nazionale Ancarani è impegnato anche negli organismi che lavorano sui temi della responsabilità dei sindaci e dei revisori e sui principi che regolano l’attività degli organi societari di controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi proprio sul funzionamento dei Collegi sindacali, sulle responsabilità dei sindaci e sulla revisione legale che il commercialista grossetano ha assunto negli ultimi anni un ruolo di primo piano a livello nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è questo uno degli aspetti che rende particolarmente significativa la proposta avanzata da GC Holding: Ancarani viene chiamato a mettere in pratica, nella governance di una società quotata e in una situazione estremamente complessa, proprio le competenze delle quali si occupa a livello nazionale per la categoria dei commercialisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una lunga esperienza negli organi di controllo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancarani può inoltre contare su una lunga esperienza maturata negli organi di controllo di società ed enti pubblici e privati.&nbsp;Nel corso della sua carriera risultano incarichi nel Consorzio Produttori Latte Maremma, nella Fondazione nazionale dei commercialisti e in numerose altre società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha inoltre ricoperto in passato incarichi di sindaco revisore per realtà del territorio come il Comune di Capalbio, Farmacie Comunali Riunite di Grosseto, Comune di Castiglione della Pescaia, Ausl 9 di Grosseto e Banca della Maremma, oltre ad altre società private.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un percorso partito dunque da Grosseto e arrivato fino al vertice nazionale della professione, al quale potrebbe ora aggiungersi la presidenza dell’organo di controllo di una società quotata alla Borsa di Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cos’è The Italian Sea Group</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per comprendere la portata dell’incarico bisogna però guardare soprattutto alla società nella quale Ancarani potrebbe entrare.&nbsp;The Italian Sea Group è uno dei nomi più importanti della nautica italiana di lusso. Il gruppo opera nella costruzione e nel refit di yacht e superyacht attraverso marchi storici e internazionalmente conosciuti come Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, NCA Refit e Celi 1920.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La società ha sede operativa a Marina di Carrara ed è quotata su Euronext Milan.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è soprattutto quello che sta accadendo nel 2026 a rendere particolarmente importante il rinnovo degli organi societari e, all’interno di questi, del Collegio sindacale che Ancarani è stato chiamato a presiedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">696 dipendenti e circa 1500 nell’indotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il peso di TISG sul territorio non si misura soltanto attraverso i bilanci. Alla fine del 2025 il gruppo contava 696 dipendenti diretti, 595 dei quali concentrati nelle attività toscane di Marina di Carrara e La Spezia. Ma attorno ai cantieri ruota una filiera molto più grande: Fim, Fiom e Uilm hanno indicato in oltre 1.500 i lavoratori dell’indotto coinvolti, direttamente o indirettamente, nelle sorti dell’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri che portano a oltre 2.000 le persone che gravitano attorno al sistema produttivo TISG tra occupazione diretta e indotto. La stessa società ha quantificato in circa 2,1 miliardi di euro la ricaduta economica generata sul territorio dal 2009, indicando una media di 600 lavoratori diretti e circa 1.500 addetti dell’indotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A marzo l’avvio della composizione negoziata</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio decisivo è arrivato nel marzo 2026, quando The Italian Sea Group ha avviato la composizione negoziata della crisi, lo strumento previsto dal Codice della crisi d’impresa per tentare il risanamento di un’impresa che si trovi in una situazione di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In quella fase era stato nominato come esperto indipendente Enrico Terzani, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Firenze, che aveva accettato l’incarico il 13 marzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contestualmente la società aveva richiesto l’applicazione delle misure protettive del patrimonio nei confronti dei creditori, successivamente confermate dal Tribunale di Firenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello rappresentava però l’inizio di un percorso che, nei mesi successivi, sarebbe entrato in una fase ulteriore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nuova fase davanti al Tribunale di Firenze</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione di The Italian Sea Group è infatti successivamente approdata a un diverso passaggio previsto dal Codice della crisi d’impresa, con l’apertura del procedimento davanti al Tribunale di Firenze e il lavoro per arrivare alla presentazione di un piano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è in questa fase che entra in gioco un altro nome di grande rilievo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Commissario giudiziale della procedura è oggi il professor Niccolò Abriani, di Firenze (insieme a&nbsp; Riccardo Forgheschi e a Manuela Olastri), chiamato a svolgere le funzioni attribuitegli nell’ambito del procedimento mentre la società lavora alla definizione della proposta e del piano e, parallelamente, porta avanti il processo di ricerca di nuovi investitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una distinzione importante: Enrico Terzani ha ricoperto il ruolo di esperto nella precedente composizione negoziata, mentre Niccolò Abriani è il commissario giudiziale nell’attuale fase della procedura davanti al Tribunale di Firenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Chi è Niccolò Abriani</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il profilo del commissario dà la misura della complessità della partita in corso.&nbsp;Niccolò Abriani è professore ordinario di Diritto commerciale e uno dei nomi più conosciuti a livello nazionale negli studi sul diritto societario, sulla corporate governance e sul diritto della crisi d’impresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua attività scientifica e professionale si è concentrata proprio sulle materie che oggi sono al centro della vicenda TISG: governance delle società, responsabilità degli organi societari, crisi e ristrutturazioni d’impresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di Abriani come commissario giudiziale si inserisce dunque in una procedura nella quale si incrociano aspetti industriali, finanziari, societari e giudiziari di grande complessità.&nbsp;Ed è proprio mentre questa procedura è in corso che dovranno essere rinnovati il consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I numeri della crisi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A raccontare la dimensione delle difficoltà attraversate dal gruppo sono anche i numeri comunicati al mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’informativa diffusa dalla società su richiesta della Consob, al 31 luglio 2026 la posizione finanziaria netta del gruppo era negativa per circa 179,6 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato comprendeva circa 148,9 milioni di debito bancario, interamente classificato a breve termine anche in conseguenza del mancato pagamento delle rate dei finanziamenti, oltre a un finanziamento del socio GC Holding per 25 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ancora più delicato è il quadro emerso dalla relazione della società di revisione BDO Audit Services sul bilancio 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BDO ha dichiarato di non essere stata in grado di esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato di TISG, spiegando di non avere ottenuto elementi probativi adeguati e sufficienti su una serie di aspetti ritenuti rilevanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel bilancio consolidato 2025 emerge un patrimonio netto negativo per 388 milioni di euro, dopo una perdita di 170,9 milioni, mentre per la capogruppo il patrimonio netto risulta negativo per 376,5 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I revisori hanno inoltre evidenziato di non avere acquisito evidenze sufficienti per valutare alcune delle assunzioni poste alla base del presupposto della continuità aziendale e altre importanti poste contabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un quadro che restituisce la portata della sfida davanti alla società e, inevitabilmente, anche la delicatezza del ruolo che sarebbe affidato al nuovo Collegio sindacale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri 60 giorni per presentare il piano</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio alla vigilia dell’annuncio della candidatura di Ancarani è arrivato un altro passaggio importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Tribunale di Firenze ha concesso a The Italian Sea Group una proroga di 60 giorni per il deposito del piano, nell’ambito del procedimento avviato ai sensi dell’articolo 44 del Codice della crisi d’impresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La società dispone quindi di ulteriore tempo per mettere a punto il progetto destinato a indicare la strada del risanamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questo procedimento che svolge le proprie funzioni il commissario giudiziale Niccolò Abriani, mentre parallelamente la società sta cercando sul mercato soggetti disponibili a investire nel gruppo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due percorsi strettamente collegati: da una parte la costruzione del piano da presentare nell’ambito della procedura giudiziale, dall’altra la ricerca delle risorse e degli investitori necessari a costruire concretamente una soluzione per il futuro di TISG.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sul tavolo ci sono 11 offerte</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio su questo secondo fronte che il 15 settembre è arrivata una delle novità più importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">The Italian Sea Group ha comunicato che, al termine della prima fase del processo competitivo avviato per individuare possibili investitori e dopo l’apertura della data room, nella quale i potenziali investitori hanno potuto esaminare la documentazione economica, finanziaria e industriale del gruppo, sono state ricevute 11 offerte non vincolanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le proposte prevedono strutture differenti.&nbsp;Alcune sono formulate attraverso un Asset Deal, quindi operazioni che avrebbero come oggetto attività o complessi aziendali; altre attraverso uno Share Deal, che riguarderebbe invece le partecipazioni societarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le undici manifestazioni di interesse sono adesso all’esame degli advisor.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il processo entrerà quindi nella seconda fase: i soggetti selezionati potranno svolgere una due diligence più approfondita sui conti, sugli asset e sulla situazione della società, con l’obiettivo di arrivare alla presentazione delle offerte vincolanti entro il 15 ottobre 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’identità dei potenziali investitori e il contenuto delle proposte restano per il momento riservati.&nbsp;È uno dei passaggi più delicati dell’intera vicenda, perché dalle offerte che arriveranno al termine della seconda fase potrebbe dipendere una parte fondamentale della struttura del piano di risanamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una governance tutta da ridisegnare</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non c’è soltanto il Collegio sindacale. L’assemblea del 30 settembre rappresenterà infatti uno snodo importante per la governance complessiva di The Italian Sea Group.</p>



<p class="wp-block-paragraph">GC Holding ha presentato anche la propria lista per il nuovo consiglio di amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al primo posto c’è nuovamente Giovanni Costantino, mentre nessuno degli altri componenti del precedente consiglio decaduto in seguito alle dimissioni della maggioranza degli amministratori è stato riproposto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella nuova lista figurano inoltre gli avvocati Saverio Schiavone e Gabriella Covino, la docente di diritto commerciale Sabrina Bruno e Massimo Mallegni, recentemente incaricato delle relazioni istituzionali del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È dunque un riassetto profondo degli organi societari quello sul quale saranno chiamati a pronunciarsi gli azionisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">P<strong>er il Collegio sindacale nessuna lista alternativa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la procedura che ha portato alla candidatura di Ancarani merita attenzione.&nbsp;Alla prima scadenza prevista per la presentazione delle liste per il rinnovo del Collegio sindacale era arrivata soltanto quella di GC Holding.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In assenza di candidature di minoranza, i termini erano stati riaperti e la quota necessaria per presentare una lista alternativa era stata dimezzata dal 2,5 all’1,25% del capitale sociale.&nbsp;Ma neppure entro la nuova scadenza sono state presentate altre liste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quindi rimasta in campo soltanto quella dell’azionista di controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi è arrivato il passo indietro di Elbano de Nuccio e la decisione di GC Holding di indicare al suo posto proprio Gian Luca Ancarani come candidato alla presidenza del Collegio sindacale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il peso del Collegio sindacale in questa fase</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio la situazione attraversata da The Italian Sea Group a rendere la candidatura del professionista grossetano qualcosa di molto diverso da una normale nomina societaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Collegio sindacale è l’organo chiamato a vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una società quotata questa funzione assume già normalmente una rilevanza particolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma in un gruppo che sta affrontando una procedura davanti al Tribunale, un piano di risanamento, una pesante situazione finanziaria, il confronto con i creditori, la ricerca di nuovi investitori e un completo rinnovo della governance, il ruolo dell’organo di controllo diventa ancora più sensibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’assemblea del 30 settembre approverà la proposta dell’azionista di controllo, sarà quindi Gian Luca Ancarani a presiedere quell’organo, mentre sul versante della procedura giudiziale opera il commissario Niccolò Abriani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due funzioni profondamente diverse, ma entrambe destinate a inserirsi in uno dei passaggi più complessi della storia recente del gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un grossetano in un passaggio decisivo per il futuro del gruppo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà dunque l’assemblea del 30 settembre a mettere il sigillo sulla nomina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il significato della candidatura è già evidente: un professionista grossetano viene indicato per la presidenza dell’organo chiamato a vigilare sulla gestione e sul rispetto della legge e dello statuto di una delle più importanti società italiane della nautica di lusso, quotata in Borsa e impegnata contemporaneamente in una procedura di risanamento, nella ricerca di nuovi investitori e nella ricostruzione dei propri equilibri finanziari e societari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Ancarani sarebbe uno degli incarichi più prestigiosi e, allo stesso tempo, più complessi della sua lunga carriera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un incarico che arriverebbe proprio nel campo che lo ha portato, partendo da Grosseto, fino al Consiglio nazionale dei commercialisti: quello dei controlli societari, della revisione legale e delle responsabilità degli organi chiamati a vigilare sulla vita delle imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E arriverebbe in un momento nel quale su The Italian Sea Group si concentrano contemporaneamente l’attenzione del mercato, degli investitori, dei creditori e del Tribunale: 11 offerte sono sul tavolo, il piano deve ancora essere definito, il commissario giudiziale Niccolò Abriani segue la procedura e il 30 settembre gli azionisti saranno chiamati a ridisegnare gli organi che dovranno accompagnare il gruppo nella partita decisiva per il suo futuro.</p>
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		<title>Associazione Insieme, continua il lavoro degli sportelli di aiuto al cittadino a Massa e in Lunigiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 19:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Massa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa. Continua il lavoro degli sportelli di aiuto al cittadino dell’associazione Culturale Insieme, che non si sono mai fermati e proseguono la propria attività a Massa e in Lunigiana, con il punto di riferimento di Aulla. Un impegno che nasce dalla volontà di essere sempre più vicini alle persone e alle famiglie, lavorando insieme alle [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Massa. Continua il lavoro degli sportelli di aiuto al cittadino dell’associazione Culturale Insieme, che non si sono mai fermati e proseguono la propria attività a Massa e in Lunigiana, con il punto di riferimento di Aulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un impegno che nasce dalla volontà di essere sempre più vicini alle persone e alle famiglie, lavorando insieme alle associazioni e alle diverse realtà del territorio per costruire una rete di ascolto, sostegno e assistenza. Gli sportelli rappresentano infatti un punto di riferimento sia per le persone che attraversano momenti di difficoltà e hanno bisogno di ascolto, orientamento o sostegno, sia per i cittadini che necessitano di assistenza per pratiche, servizi e altre esigenze quotidiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Incontriamo tante persone e tante storie diverse. Ognuna porta con sé esigenze, problemi e difficoltà differenti. Cerchiamo prima di tutto di ascoltare e poi, attraverso la rete che abbiamo costruito, di capire concretamente come possiamo essere d’aiuto», spiegano dall’Associazione Culturale Insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro prosegue quindi su Massa e sulla Lunigiana, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente la presenza sul territorio e creare collegamenti sempre più forti tra associazioni, professionisti, volontari e cittadini. «Crediamo profondamente nella collaborazione tra le realtà del territorio – conclude l’associazione &#8211; . Mettere insieme competenze, disponibilità ed esperienze significa riuscire ad arrivare dove da soli sarebbe più difficile. Continueremo ad esserci, cercando ogni giorno di ascoltare, aiutare e dare risposte concrete. Perché davanti a una difficoltà nessuno dovrebbe sentirsi solo». Per informazioni e per rivolgersi agli sportelli dell’Associazione Culturale Insieme è possibile contattare il numero 349 569 9269.</p>
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		<title>Fiera del marmo a Verona: su 97 aziende toscane presenti 63 sono di Massa e Carrara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 11:56:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
		<category><![CDATA[Marmomac]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carrara. La fiera del marmo di Verona è un appuntamento importantissimo per il settore del lapideo e delle tecnologie. Una fiera che tasta il polso ai mercati nazionali e internazionali e che, quest&#8217;anno vede le imprese di Massa-Carrara fare la parte del leone: su 97 aziende toscane in mostra, 63 vengono dalla provincia apuana. E [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Carrara. La fiera del marmo di Verona è un appuntamento importantissimo per il settore del lapideo e delle tecnologie. Una fiera che tasta il polso ai mercati nazionali e internazionali e che, quest&#8217;anno vede le imprese di Massa-Carrara fare la parte del leone: su 97 aziende toscane in mostra, 63 vengono dalla provincia apuana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ques&#8217;anno la Marmomac rinsalda i rapporti fra Carrara, Pietrasanta e Verona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 21 settembre all’11 ottobre, diciassette opere di artisti e designer italiani e internazionali trasformano il centro storico di Verona in un’esposizione a cielo aperto. L’iniziativa, sotto la direzione artistica di Domenico Raimondi e realizzata con White Carrara e Comune di Verona, accompagna la 60ª edizione di Marmomac portando nello spazio urbano una riflessione contemporanea sull’utilizzo della pietra naturale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunedì 21 settembre prende il via Marmomac &amp; The City, la mostra diffusa che porta la cultura della pietra naturale nel centro storico di Verona e inaugura idealmente la 60ª edizione della manifestazione, in programma a Veronafiere dal 22 al 25 settembre. Diciassette installazioni &#8211; firmate, tra gli altri, da artisti del calibro di Ross Lovegrove, Elena Salmistraro, Fabio Novembre, Raffaello Galiotto, Nicolas Bertoux e Michel Boucquillon &#8211; accompagneranno la rassegna nelle quattro giornate di fiera, per poi restare in città fino all’11 ottobre, coinvolgendo cittadini e visitatori nella scoperta delle diverse applicazioni della pietra naturale attraverso il design contemporaneo. L’edizione 2026, nata dalla collaborazione con White Carrara e Comune di Verona, rafforza il dialogo tra i distretti lapidei e i Comuni di Verona, Carrara e Pietrasanta e si inserisce nella ricerca che Marmomac porta avanti da sempre sul futuro della pietra naturale, portandola fuori dai padiglioni della manifestazione e rendendola accessibile a cittadini e visitatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA PIETRA E LE FORME DELLA NATURA</strong> Forme organiche, riferimenti alla natura e trasformazioni che ne alleggeriscono la materia. È così che la pietra naturale prende forma nelle opere di Ross Lovegrove ed Elena Salmistraro, dove il marmo diventa corpo, figura e presenza. In Flowing Forms of Discontinuity in Life del designer gallese, riferimenti anatomici e geometrie organiche si fondono per fissare nella materia l’energia di un corpo in movimento, mentre in Ephelio, il volto dell’elefante viene tradotto dalla designer milanese in volumi geometrici, assumendo una dimensione totemica. Dalle suggestioni legate al corpo e all’animale si passa a una natura più quotidiana e mediterranea con Sassi d’Autore di Antonio Aricò – che prende spunto dai ciottoli levigati dal mare per dare vita a figure, oggetti e personaggi – e con Germogli di Nicola Maggi, dove una lastra segnata dalle venature, dalle fratture e dai segni dell’estrazione diventa il terreno da cui affiorano piante di agrumi, trasformando la memoria della cava in un nuovo paesaggio. La ricerca prosegue infine con Cara y Envés di Gustavo Vélez, dove curve e superfici sfaccettate fanno dialogare fronte e retro, pieni e vuoti, all’interno di una composizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SEDUTE E ARREDI PER LO SPAZIO PUBBLICO</strong> Quando la pietra naturale entra nella vita quotidiana delle città, si misura con il corpo, con la sosta e con le relazioni che prendono vita nello spazio pubblico. In Agorà, Beatriz Sempere lavora sul rapporto tra materia e accoglienza, trasformando il marmo di Carrara in elementi monolitici dalle superfici organiche, pensati per favorire la pausa e la condivisione. E se in Knot Chair di Michel Boucquillon un unico gesto progettuale trasforma la pietra in una sorta di nastro sospeso che accoglie la seduta, Marmolla di Benvenuto Saba gioca sul rapporto tra superfici concave e convesse per ospitare due persone. Anche Noncikado di Gi Pi Soft trasforma il marmo in una seduta leggera e dinamica, partendo da un’idea di equilibrio e sospensione ispirata al gioco dello Shanghai. La dimensione collettiva dello spazio pubblico emerge anche nei sistemi che permettono di comporre e riconfigurare le sedute. Dorsale di Nicolas Bertoux nasce da un unico blocco di marmo bianco di circa cinque tonnellate, lavorato per ottenere una sequenza di sedute ispirata alla colonna vertebrale di un animale mitologico e configurabile in modi diversi. In Maremosso di Emiliana Martinelli, tagli a incastro ricavati da un unico blocco generano più elementi che, accostati, compongono una panchina dal profilo continuo ispirato al movimento delle onde. Lo stesso principio ritorna in Oplà, sempre di Martinelli, le cui forme curve possono essere accostate in cerchi, linee e composizioni informali, e in Sequenza di Antonio e Isabella Leone, un sistema modulare che si sviluppa in configurazioni lineari, circolari o più fluide, integrando anche elementi verdi. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>TRAsFORMARE LA PIETRA</strong> Piegare, tagliare e sottrarre: sono questi i principi alla base della ricerca di Raffaello Galiotto, Gumdesign e di Pietro Franceschini insieme ad Arthur Vallin. Se in Genesi di Galiotto la piega diventa il principio generativo di una scultura in bronzetto di Verona, in Eternal Fragment Franceschini e Vallin immaginano un reperto proveniente da uno scavo ancora da compiere, dove frammenti e assenze costruiscono una nuova idea di rovina contemporanea. La sottrazione è la parola chiave anche di Strata, firmata da Gumdesign, che lavora a partire da un unico blocco: tagli regolari effettuati ogni cinque centimetri generano una famiglia di tavoli, mantenendo leggibile il volume originario. Il recupero è, infine, il punto di partenza di Rough di Fabio Novembre, realizzata ricomponendo scarti di lastre di marmo di diversa forma, spessore e colore in un volume compatto, successivamente fresato fino a raggiungere linee morbide ed ergonomiche. Le superfici levigate convivono con quelle lasciate grezze, mantenendo visibili le venature della materia. Marmomac &amp; The City offre così a cittadini e visitatori una nuova occasione per incontrare la pietra naturale negli spazi della città, portando fuori dai padiglioni di Marmomac una ricerca che guarda alle sue potenzialità e al rapporto con il patrimonio urbano e la cultura del progetto contemporaneo.</p>
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		<title>Rifondazione su Tisg: senza nuovi piani industriali soddisfacenti, si destini parte dell&#8217;area a porto turistico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 15:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carrara. Una lunga e articolata riflessione sulla situazione di Tisg. È quella del coordinamento comunale di Rifondazione comunista. “Dopo aver richiesto tramite i consiglieri del gruppo Progressista Rigoletta Vincenti e Matteo Martinelli un Consiglio straordinario sul tema e in attesa che partano e si “susseguano”gli incontri previsti e programma tra le istituzioni preposte e l’attuale [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Carrara.  Una lunga e articolata riflessione sulla situazione di Tisg. È quella del coordinamento comunale di Rifondazione comunista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dopo aver richiesto tramite i consiglieri del gruppo Progressista Rigoletta Vincenti e Matteo Martinelli un Consiglio straordinario sul tema e in attesa che partano e si “susseguano”gli incontri previsti e programma tra le istituzioni preposte e l’attuale “Governance” che rappresenta attualmenteT.I.S.G.” ,in questa lunga fase delicata e transitoria esterniamo alcune riflessioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Seppur alla Società, riconosciamo di avere sicuramente riqualificato e rimodernato tutta l’area – continua la nota sul cantiere di Rifondazione &#8211; , contestualmente vogliamo anche ricordare, che la politica e le istituzioni locali che progressivamente si sono succedute nel tempo, hanno favorito e garantito quel genere di interventi di ripristino a cominciare dalla costruzione ed adeguamento dei mega capannoni con bacino che si affacciano direttamente sul porto commerciale, consentendogli di poter fruire quindi, di un’infrastruttura che sotto il profilo logistico e strategico potremmo definire “unica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A fronte di questo, le istituzioni preposte hanno sempre ottemperato al loro ruolo, rilasciando “una concessione” comunque collegata e vincolata ad un piano industriale preciso e specifico, rispettato probabilmente per qualche anno, ma sconvolto e stravolto dagli ultimi disastrosi eventiche progressivamente sono emersi, facendolo precipitare in un vertiginoso sprofondamento e “graduale declino””.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Vergognosa e da respingere al mittente, la diffida trasmessa al Segretario Provinciale Fiom-Cgil, al quale esprimiamo e ribadiamo ancora tutta la nostra solidarietà, in quanto lesiva ed irrispettosa della libertà sindacale e del Suo ruolo, così come previsto dalla nostra Costituzione nei suoi principi fondamentali – si chiude la nota &#8211; Riteniamo necessaria la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario dedicato, previa presenza di tutti i rappresentanti delle Istituzioni preposte che dovranno in quella sede intervenire esprimendo i propri giudizi e le loro assunzioni di posizione e responsabilità (Regione, Provincia, Comune, Autorità Portuale, Ecc.)&#8221; .</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Noi crediamo sia necessario, doveroso e basilare difendere nella sua interezza quell’indotto, salvaguardandone il lavoro e la sua qualità,l’occupazione, la dignità di tutti i lavoratori diretti ed indiretti, e assolutamente opportuno, coinvolgere ogni assise comunale di tutto il comprensorio provinciale, in quanto quell’infrastruttura, lo ricordiamo, non è soltanto patrimonio del Comune di Carrara, ma una risorsa collettiva di tutto il territorio ed oltre, con una sua storia che ha affondato le radici nella “Navalmeccanica” e che fino a ieri veniva ricordata e riconosciuta come una delle realtà cantieristiche più all’avanguardia e più funzionali di spessore mondiale, e oggi, purtroppo, soltanto per il suo crollo in borsa, il calo di commesse e fornitori di servizi alla canna del gas. Nel caso in cui un eventuale piano industriale non fosse soddisfacente sarebbe auspicabile che una parte di quegli spazi che nel tempo gli sono stati assegnati e concessi, tornassero nella disponibilità delle autorità competenti per finalizzarle alla realizzazione del porticciolo turistico”.</p>
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