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	<title>Scripta manent Archivi - Prima Pagina Massa Carrara</title>
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	<title>Scripta manent Archivi - Prima Pagina Massa Carrara</title>
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		<title>Miracolo a Caina: la rigenerazione di un quartiere e l&#8217;indifferenza delle istituzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 12:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scripta manent]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CARRARA &#8211; Caina aveva un cattiva fama, una volta. Si contendeva con “Il Congo” (a Pontecimato) il titolo di quartiere più malfamato di Carrara. Oggi è, si può dire, un “quartiere modello”, dove certo i problemi non mancano, ma è dove stata intrapresa una strada di rigenerazione urbana da imitare e tutta da raccontare. Là [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>CARRARA &#8211;</strong> Caina aveva un cattiva fama, una volta. Si contendeva con “Il Congo” (a Pontecimato) il titolo di quartiere più malfamato di Carrara. Oggi è, si può dire, un “quartiere modello”, dove certo i problemi non mancano, ma è dove stata intrapresa una strada di rigenerazione urbana da imitare e tutta da raccontare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Là all’ombra del casermone delle case popolari, un volta c’erano spaccio, persone “al limite” tra piccoli reati, botte, litigi. Non una bolgia dantesca come il nome potrebbe evocare (Caina è al nono cerchio dell’Inferno nella Divina Commedia), una realtà di degrado ed emarginazione però sì. Poi, nel 2001 le case popolari di Caina, ormai fatiscenti e semi vuote, vengono demolite con la dinamite. Per ricostruirle, i tempi sono lunghi, ma nel 2019 il sindaco <strong>Francesco De Pasquale</strong> consegna le chiavi agli assegnatari. I nuovi palazzi contano 34 alloggi in grado di accogliere circa cento persone. Hanno il riscaldamento a pavimento, soluzioni per migliorare la climatizzazione e il risparmio energetico. Ci sono pure i pannelli fotovoltaici sul tetto, in grado si soddisfare buona parte del fabbisogno di energia elettrica del condominio. Non sono mai entrati in funzione.</p>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-7637644d" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-7637644d">Teatro, arte e cultura sotto il &#8220;casermone&#8221;</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per Caina 2, tuttavia, nonostante gli accorgimenti costruttivi, il rischio della ghettizzazione resta dietro l’angolo. Le cose però vanno in modo diverso e per il quartiere si sta aprendo adesso una strada di riscatto, crescita, “ri-animazione”: una vera rigenerazione urbana che ha come motori il circolo Arci Spazio Alberica e i suoi entusiasti volontari e gli stessi abitanti del condominio. L’Erp, ossia l’ente che gestisce gli alloggi a edilzia popolare, guidata dall’eterno presidente <strong>Luca Panfietti</strong> “ci sta” e collabora al progetto. Nasce il Laboratorio Nuova Caina e succede così che la sala a piano terra del palazzo venga trasformata in una biblioteca aperta a tutti, piccola ma ben ordinata (i libri sono catalogati con il metodo Dewey) e continuamente alimentata da donazioni di volumi.<br> Nella sala si tengono riunioni, iniziative culturali,  mostre d&#8217;arte, un affollato reading letterario aperto a tutti. Succede anche che il cortile-parcheggio del condominio diventi il palcoscenico per spettacoli teatrali: le prove e poi la “prima” della Lisistrata di Aristofane per la regia di <strong>Andrea Battistin</strong>i e “prodotta” da Spazio Alberica. Cose mai viste a Caina, e pochissimo viste nel resto della città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/lISISTRATA-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-9168" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/lISISTRATA-1024x768.jpeg 1024w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/lISISTRATA-300x225.jpeg 300w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/lISISTRATA-768x576.jpeg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/lISISTRATA-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/lISISTRATA.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La &#8220;prima&#8221; di Lisistrata a Caina</figcaption></figure>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-4aacedec" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-4aacedec">Bianco-Valente, Flavio Favelli (e un brano di Gragnaniello): nasce Wall Caina</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è ancora un passaggio. L’Accademia di Belle Arti, ha avviato un progetto, si chiama Com (City Open Museum) – finanziato con i fondi Pnrr e partecipato da 18 Accademie in tutta Italia &#8211; per portare l’arte al di fuori degli spazi tradizionali e fare della città un museo a cielo aperto. L’iniziativa si incrocia con Spazio Alberica, con il Laboratorio Nuova Caina e con l’Erp; il direttore dell’Accademia <strong>Marco Baudinelli</strong> ci crede e ci investe (i costo dell&#8217;intero progetto è stimabile attorno ai 100mila euro), affida a <strong>Fabiola</strong> <strong>Manfredi</strong> il compito di coordinare il progetto, che prende il nome di Wall Caina. Il risultato è qualcosa di straordinario.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Vengono chiamati <strong>Giovanna Bianco e Pino Valente</strong>, coppia fra le più quotate nella scena artistica contemporanea italiana, che arrivano in via Torano, parlano con gli abitanti, si confrontano con la realtà e la storia del luogo. E concepiscono una grande installazione da mettere sull’ancora più imponente muro di contenimento che fa da sfondo al palazzo Erp di Caina. Sono lettere cubitali in acciaio inox verniciato, compongono la frase <em>“Le stelle brillano fin quando le guardi” (</em>che riprende una canzone di Enzo Gragnaniello intitolata Stù Criato: <em>….’a notte tene ‘e stelle ‘e stelle hanno brillato fino a quanno l’è guardate&#8230;</em>).<br> Spiegano Bianco-Valente: “E’ una nostra riflessione sul concetto di bellezza e sul fatto che può essere fonte di luce solo ciò che viene vissuto, curato e apprezzato dalle persone”. In una città inflazionata dai murales e piena di spesso brutte statue, l’installazione di Bianco-Valente ha anche il pregio di riaccendere riflessioni sul tema del “bello” a Carrara. Nello stesso contesto, cioè nel cortile del condominio, prende vita anche “Viceversa”. <br>Una pittura su pietra, di <strong>Flavio Favelli</strong>, un progetto sviluppato con il coinvolgimento delle studentesse e studenti del corso di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara attraverso un workshop dedicato al rapporto tra immagine, pietra e monumentalità.</p>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-a9b9477c" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-a9b9477c">Parlano gli abitanti del quartiere: così abbiamo evitato il rischio ghetto</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Gli abitanti di Caina, prima perplessi e indifferenti, si fanno coinvolgere, partecipano, sentono che quelle iniziative appartengono anche a loro. Capiscono che quella è la strada per combattere l’isolamento. “All’inizio eravamo un po’ titubanti quando ci proponevano queste cose. Poi abbiamo capito che era una cosa bella, positiva… ”, dice <strong>Loredana Ghio</strong>, una “inquilina” degli alloggi. “Dobbiamo ringraziare questo gruppo, sennò avremmo perso la strada per tornare lì, lì al quartiere ghetto, malfamato ed evitato da tutti”, le fa eco <strong>Carla Vernazza</strong>. Questa esperienza, spiega <strong>Fabio Bernieri</strong> di Spazio Alberica, “è anche una specie di welfare condominale, un luogo dove socializzare cercare e dare sostegno ai vicini, una cosa senz’altro replicabile in altri alloggi popolari”. “Avere uno spazio così sotto casa è una cosa potente, una cosa innovativa e singolare. Per me che faccio arte, poi…”, dice <strong>Andrea Antonacci</strong>, giovane scultore che abita Caina e che proprio negli spazi del Laboratorio ha allestito una sua mostra.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Iniziativa-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-9172" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Iniziativa-1024x768.jpeg 1024w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Iniziativa-300x225.jpeg 300w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Iniziativa-768x576.jpeg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Iniziativa-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Iniziativa.jpeg 2016w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un&#8217;iniziativa nella biblioteca di Caina</figcaption></figure>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-8e13b26d" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-8e13b26d">L&#8217;inaugurazione: una festa in cui ci sono tutti. Tranne il Comune </h5>



<p class="wp-block-paragraph">L’inaugurazione, l’8 agosto scorso è una grande festa: si balla, si canta, si canta, si brinda. Ci sono tutti: la gente di Caina, il “popolo” di Spazio Alberica, docenti e studenti dell’Accademia, cittadini vari. C’è pure il camioncino che fa i panini. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Festa.11-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-9169" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Festa.11-1024x683.jpg 1024w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Festa.11-300x200.jpg 300w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Festa.11-768x512.jpg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Festa.11-1536x1025.jpg 1536w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Festa.11.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un momento della festa per l&#8217;inaugurazione di Wall Caina</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti, meno il Comune. L’amministrazione civica riesce nell’impresa di non mandare neanche un funzionario comunale. Un segnale di indifferenza, a essere benevoli. Uno “sgarbo” verso chi non è “allineato”, secondo i volontari di Spazio Alberica: “Viene da chiedersi perché un’amministrazione che fa della cultura il proprio vessillo mostri un simile distacco davanti a un evento così partecipato”, dicono in coro. Forse perché, continuano, “il Laboratorio Nuova Caina rappresenta un’anomalia intollerabile per chi gestisce il consenso: è un’esperienza nata dal basso che in tre anni ha creato una biblioteca di quartiere, organizzato mostre, spettacoli teatrali e percorsi faticosi ma bellissimi di socializzazione. Il tutto senza mai fare l’inchino davanti alla porta del sindaco e senza mai chiedere contributi pubblici”. Ma se di sgarbo si tratta, esso non è solo nei confronti dei “ribelli” di Spazio Alberica ma anche dell’Accademia di Belle Arti, che è pur sempre l’istituzione più prestigiosa della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è finita, anzi: quando quando arriva Con-Vivere questo conflitto, che la dice lunga sulle politiche culturali di Carrara, si allarga. Il Festival è quest’anno dedicato all’Abitare e, quindi in esso si parla anche di rigenerazione urbana. Ora, il progetto di Caina è uno dei pochissimi esempi di rigenerazione urbana esistenti in città; sembrerebbe dunque ovvio che a Con-Vivere si parli anche di esso. Invece, niente. Per certe istituzioni le stelle di Caina non brillano. <br>Ma di questo parleremo in un altro articolo</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Cainesi-1024x771.jpeg" alt="" class="wp-image-9171" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Cainesi-1024x771.jpeg 1024w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Cainesi-300x226.jpeg 300w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Cainesi-768x578.jpeg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Cainesi-1536x1157.jpeg 1536w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Cainesi.jpeg 2040w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carla Vernazza, Andrea Antonacci e Loredana Ghio: tre degli abitanti di Caina </figcaption></figure>
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		<title>Sbarchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 17:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scripta manent]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
		<category><![CDATA[porto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marina di Carrara Nelle stesse ore in cui la nave da crociera Marella Explorer, 262 metri, 14 ristoranti e più di 1.500 passeggeri, ormeggiava nel porto di Marina di Carrara, alla banchina Taliercio, la nave Ocean Viking, 70 metri, dieci container sul ponte per ospitare i naufraghi, attraccava sul molo vicino, banchina Fiorillo. Entrambe avevano [&#8230;]</p>
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<h2 id="marina-di-carrara" class="wp-block-heading">Marina di Carrara</h2>



<p class="wp-block-paragraph"> Nelle stesse ore in cui la nave da crociera Marella Explorer, 262 metri, 14 ristoranti e più di 1.500 passeggeri, ormeggiava nel porto di Marina di Carrara, alla banchina Taliercio, la nave Ocean Viking, 70 metri, dieci container sul ponte per ospitare i naufraghi, attraccava sul molo vicino, banchina Fiorillo.  Entrambe avevano attraversato il Mediterraneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> I turisti ospiti della Marella provenivano da Palma di Maiorca, isole Baleari. I passeggeri della Ocean Viking da un gommone in avaria al largo delle coste libiche.<br> I passeggeri della Marella Explorer (almeno una parte di loro) sono stati caricati su autobus, destinazione le città d&#8217;arte toscane:  Firenze, Pisa, Lucca. Anche i viaggiatori della Ocean Viking sono stati caricati su bus, scortati dalla polizia. Destinazione: la fiera Imm, per le procedure di identificazione e la successiva assegnazione in centri di accoglienza.<br> Molti dei passeggeri della Marella hanno scelto di farsi un giro per Marina. Qualcuno, li abbiamo visti, aveva l’aria un po’ spaesata. I passeggeri della Ocean, questa possibilità, (di girare liberi per Marina), non l’hanno avuta. Però l’aria spaesata ce l’avevano anche loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I turisti della Marella hanno pagato cifre dai 1.000 euro a testa per una crociera che ha fatto scalo a Marina. I passeggeri della Ocean hanno pagato molto di più, (anche 20mila euro, intascati dai trafficanti di esseri umani).</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Tra una settimana al massimo, i passeggeri della Marella saranno a casa. Quelli della Ocean Viking no.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1179" height="632" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/sbarchi-immagine-allargata.jpg" alt="" class="wp-image-8940"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La Ocean Viking di Sos Mediterranèe e in lontananza la nave da crociera Marella Explorer</p>



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		<title>Benvenuti nella piazza senza negozi: Piazza del Duomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 10:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scripta manent]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CARRARA – La piazza senza negozi, senza bar, locali, ristoranti è qui: è la piazza nel cuore della città: è piazza del Duomo. Solo saracinesche abbassate e molti cartelli vendesi, di fronte al Gigante e ai marmi della chiesa intitolata a Sant’Andrea. Gli unici locali (ancora?) aperti sono un circolo anarchico e una mescita di [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>CARRARA – </strong>La piazza senza negozi, senza bar, locali, ristoranti è qui: è la piazza nel cuore della città: è piazza del Duomo. Solo saracinesche abbassate e molti cartelli vendesi, di fronte al Gigante e ai marmi della chiesa intitolata a Sant’Andrea. Gli unici locali (ancora?) aperti sono un circolo anarchico e una mescita di vini. Resiste, in verità, anche un piccolo fondo, sotto il “Gancio del Negroni” dove si scambiano libri usati e figurine da collezione. Ma sono spazi che non riescono a cancellare l’effetto “tutto chiuso” che domina la piazza.<br>Nella Carrara “che muore”, dove i negozi chiudono uno dietro l’altro – 200 cessazioni in dieci anni, 70 fondi serrati solo nel centro storico (lo si legge in un articolo del Tirreno) – che la piazza sia totalmente senza vetrine non fa un grande effetto. Ci siamo abituati, noi carrarini. Eppure, se ci pensate, è un record, un “unicum”: non crediamo esistano altre situazioni del genere, in Toscana e nel resto del paese. Piazza del Duomo è il centro che più centro non si può: qui ci sono la storia, l’arte, la tradizione carraresi. C’è il monumento più significativo della città (il Duomo, appunto) e c’è pure la casa dove soggiornò Michelangelo. Qui transitano gli sparuti turisti che visitano il centro (transitano e basta, non saprebbero dove fermarsi).<br> Nel resto d’Italia sarebbe piena – magari anche troppo &#8211; di locali con tavoli e tende all’aperto, di negozi e negozietti (senz’altro di “prodotti tipici”, forse anche di souvenir), di trattorie e “aperitivifici”. Qui il deserto. Questa è Carrara.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Piazza-Duomo2.-titolo.jpeg" alt="" class="wp-image-8875" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Piazza-Duomo2.-titolo.jpeg 1024w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Piazza-Duomo2.-titolo-300x200.jpeg 300w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/09/Piazza-Duomo2.-titolo-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Negozi chiusi in piazza Duomo </figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/09/20/8873/">Benvenuti nella piazza senza negozi: Piazza del Duomo</a> proviene da <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it">Prima Pagina Massa Carrara</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;Non finito&#8221;: una grande rassegna a Marina di Carrara</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 05:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il non finito occupa un posto importante nella storia dell’arte. Pensate alla Pietà Rondanini di Michelangelo, a “La Scapigliata” di Leonardo, ad alcune opere di Auguste Rodin. Deve essere per questo, per la volontà di continuare questa grande tradizione che l’amministrazione civica ha voluto allestire a Marina di Carrara una grande rassegna di opere “non [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il non finito occupa un posto importante nella storia dell’arte. Pensate alla Pietà Rondanini di Michelangelo, a “La Scapigliata” di Leonardo, ad alcune opere di Auguste Rodin. Deve essere per questo, per la volontà di continuare questa grande tradizione che l’amministrazione civica ha voluto allestire a Marina di Carrara una grande rassegna di opere “non finite”. La mostra, realizzata in collaborazione con l’Autorità portuale, si snoda principalmente lungo viale Colombo. Qui, i visitatori possono ammirare un classico esempio di “non finito” nei cantieri per i nuovi marciapiedi di fronte ai cantieri Tisg e, soprattutto, contemplare un capolavoro assoluto del genere: la pista da pattinaggio/skate nella pineta della ex Caravella. Pensate, l’annuncio dell’avvio dei lavori di questo manufatto è datato 2022, i cantieri sono stati aperti nel 2024 e tuttora non sono stati completati. Di rilievo anche il “non finito” della parte estrema della passeggiata del molo, in cui doveva nascere un punto ristoro ma dove, ancora oggi, nulla si vede. Così come di notevole interesse è il &#8220;non finito&#8221; della sala di scherma, in viale Vespucci: coevo della pista di pattinaggio,quasi completato ma mai aperto.<br>  Le opere esposte, lo ricordiamo, valgono complessivamente alcuni milioni di euro, tuttavia la mostra è visitabile gratuitamente, tutti i giorni.<br> Intanto, l’amministrazione ha già pronta un’altra rassegna, sul “mai cominciato”. Opera di punta: il recupero dell’hotel Mediterraneo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="7807" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/Sala-scherma-1024x771.jpeg" alt="" class="wp-image-7807" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/Sala-scherma-1024x771.jpeg 1024w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/Sala-scherma-300x226.jpeg 300w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/Sala-scherma-768x578.jpeg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/Sala-scherma-1536x1157.jpeg 1536w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/Sala-scherma.jpeg 2040w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La  sala di scherma</figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="771" height="1024" data-id="7808" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/marciapiede-771x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-7808" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/marciapiede-771x1024.jpeg 771w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/marciapiede-226x300.jpeg 226w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/marciapiede-768x1020.jpeg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/marciapiede-1157x1536.jpeg 1157w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/08/marciapiede.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 771px) 100vw, 771px" /><figcaption class="wp-element-caption">IL cantiere per i marciapiedi in viale Colombo</figcaption></figure>
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		<title>Massa, un&#8217;assessora/estetista e il rischio di razzismo culturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 09:25:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MASSA &#8211; La working class al potere. Eccola, ci mancava, nella giunta di Francesco Persiani, un’assessora “pop” (nel senso di popolare): senza laurea, priva di esperienze amministrative, una che di lavoro ha fatto le stagioni estive a Marina. Ora questa assessora c’è: è Valeria Della Pina, fresca di nomina. Si occuperà di Cultura, Politiche educative [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>MASSA &#8211;</strong> La working class al potere. Eccola, ci mancava, nella giunta di <strong>Francesco Persiani</strong>, un’assessora “pop” (nel senso di popolare): senza laurea, priva di esperienze amministrative, una che di lavoro ha fatto le stagioni estive a Marina. Ora questa assessora c’è: è <strong>Valeria Della Pi</strong>na, fresca di nomina. Si occuperà di Cultura, Politiche educative e scolastiche, Gemellaggi, Pari opportunità e Politiche di genere, Valorizzazione storia locale e promozione della cultura della Memoria. Mica poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è certo la prima amministratrice senza il &#8220;pezzo di carta”, ma il suo caso fa più rumore.<br>Il suo curriculum, probabilmente per iniziativa di chi rosica invidia, gira veloce sul web. Suscitando il consueto scontro fra i cultori dell’opinione sempre pronta. Fra chi dice: “E allora?, Una che cura le unghie non può fare l’assessora?” E chi ribatte: “Ma una che ha frequentato il Salvetti, che ne saprà di Politiche educative e storia locale?”<br> C’è del razzismo culturale in agguato. L’idea che per ricoprire un incarico pubblico occorra essere avvocati o commercialisti, o politici “di professione”, perché “ci vogliono le competenze”, è un po’ snob e pure discriminatoria. Una vexata quaestio: l’assessore deve essere uno “del ramo” o è sufficiente che abbia un indirizzo politico chiaro per fare il suo mestiere? Un amministratore deve almeno conoscere il diritto, la legislazione, le procedure, o queste basi sono solo un optional? E a un operaio con licenza media, a un disoccupato, o, come nel caso, a un’estetista è forse preclusa la poltrona di amministratore?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è dell’altro: c’è il fatto che un’assessora inesperta, forse poco addentro alle cose politiche e amministrative come sembra essere Della Pina, può essere in qualche misura “manovrata”, diventare ostaggio o strumento di dirigenti o funzionari ben più scafati; o di “colleghi” e consiglieri politici sicuramente più ferrati nell’arte della politica con tornaconto. Un rischio da non sottovalutare. Sempre che non si tratti di una strategia studiata, della serie: “io ti metto lì, quasi per figura, tanto poi a decidere siamo noi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ci pare un problema – non certo secondario – anche il fatto che alla guida delle istituzioni, sia a livello cittadino, sia nazionale (fate mente locale su chi c’è nel governo Meloni), ci siano sempre più personaggi, per usare un eufemismo, modesti. Se non proprio ignoranti. Questa però è una questione che non è direttamente collegata al titolo di studio. Gli strafalcioni di un Nordio, di un Tajani, di un Lollobrigida, tutti laureati, lo confermano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora aspettiamo a giudicare la novità di un’assessora-estetista, che ha seguito corsi per curare le unghie, ed è pure barman diplomata. Una che viene da un mondo del lavoro dei piani “più bassi”. Appartiene al centrodestra dei Civici, non a Rifondazione? Non si può avere tutto.</p>
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		<title>&#8220;Diffamò  Luigi Cadorna&#8221;, condannata una sindaca: una storia che riguarda anche noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 15:06:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tribunale di Lecce ha condannato la sindaca di Specchia (cittadina di 4.500 abitanti) a pagare una multa di 800 euro per diffamazione aggravata, per aver offeso la memoria del generale Luigi Cadorna. Sì, quello di Caporetto e delle fucilazioni dei soldati che disobbedivano. La sindaca, Anna Laura Remigi, era stata querelata da Carlo Cadorna, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/07/05/diffamo-luigi-cadorna-condannata-una-sindaca-una-storia-che-riguarda-anche-noi/">&#8220;Diffamò  Luigi Cadorna&#8221;, condannata una sindaca: una storia che riguarda anche noi</a> proviene da <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it">Prima Pagina Massa Carrara</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il tribunale di Lecce ha condannato la sindaca di Specchia (cittadina di 4.500 abitanti) a pagare una multa di 800 euro per diffamazione aggravata, per aver offeso la memoria del generale <strong>Luigi Cadorna.</strong> Sì, quello di Caporetto e delle fucilazioni dei soldati che disobbedivano. La sindaca, <strong>Anna Laura Remigi</strong>, era stata querelata da <strong>Carlo Cadorna</strong>, pronipote del generale del Regio Esercito della Prima guerra mondiale. In difesa della prima cittadina era stato chiamato a testimoniare nientemeno che lo storico <strong>Alessandro Barbero,</strong> il quale &#8211; riferiscono le cronache dei media pugliesi &#8211;  aveva tenuto in aula una sorta di lectio magistralis di quasi due ore. Non è servito: il giudice monocratico di Lecce <strong>Andrea Giannone</strong> ha stabilito che insultare il generale che comandava l’esercito quando nel 1917 ci fu la disfatta di Caporetto è reato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Una sentenza, diciamo, controcorrente, su cui sarebbe interessante sentire il parere dei pronipoti delle migliaia di soldati mandati al macello nelle trincee del Carso o fucilati per decimazione. <br>Vero, la sindaca aveva esagerato. Aveva definito Cadorna &#8220;sanguinario” e «ominicchio di guerra», accostandolo a figure come il mostro di Firenze, Hitler e Jack lo squartatore. Ma d’altro canto il giudizio storico su Luigi Cadorna è inappellabile. Basta aprire un qualsiasi manuale di storia, per farcelo tornare in mente. Scrive, ad esempio, <strong>Denis Mack Smith</strong> nella sua consultatissima “Storia d’Italia” (<em>Laterza 1997</em>): “&#8230;la sconfitta (di Caporetto) fu dovuta fondamentalmente alla mediocrità di stratega di Cadorna”; e poi, sempre a proposito della catastrofe di Caporetto: “Cadorna parlò della viltà della Seconda armata…. E non esitò a far fucilare anche soldati che non si trovavano in zona di operazioni belliche nei giorni in cui si erano verificati casi disobbedienza fra le truppe”. Insomma, è ben chiaro nella memoria collettiva ciò di cui fu protagonista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, va detto anche che la sindaca di Specchia aveva lanciato la sua invettiva contro il generale durante una cerimonia pubblica in cui si decideva di intitolare a <strong>Gino Strada </strong>una strada del paese, che precedentemente portava proprio il nome di Cadorna. <br>Il che ci fa ricordare un’altra cosa: che anche a Marina di Carrara c’è una via Luigi Cadorna. Forse, sarebbe ora di cambiarla.</p>
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		<title>Marina di Carrara: marciapiedi nuovi, problemi vecchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 16:55:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Carrara &#8211; Marciapiedi e ciclabile nuovi, maleducazioni vecchie. Ecco qui, nella foto, moto e scooter parcheggiati sul marciapiede davanti al Club Nautico. La segnalazione e la foto (di ieri 31 maggio) sono di Riccardo Canesi, il quale scrive: “Fare qualche decina di metri in più a piedi per un motociclista costa molta fatica.È preferibile parcheggiare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/06/01/marina-di-carrara-marciapiedi-nuovi-problemi-vecchi/">Marina di Carrara: marciapiedi nuovi, problemi vecchi</a> proviene da <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it">Prima Pagina Massa Carrara</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Carrara &#8211; </strong>Marciapiedi e ciclabile nuovi, maleducazioni vecchie. Ecco qui, nella foto, moto e scooter parcheggiati sul marciapiede davanti al Club Nautico. La segnalazione e la foto (<em>di ieri 31 maggio</em>) sono di <strong>Riccardo Canesi</strong>, il quale scrive: <em>“Fare qualche decina di metri in più a piedi per un motociclista costa molta fatica.È preferibile parcheggiare con la moto direttamente sul marciapiede appena rifatto, ed anche di un certo pregio. Meglio non abbandonare le (in)sane abitudini.Il tutto nella completa assenza della Polizia Municipale che evidentemente, non vuole noie&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ci sono anche “magagne” nella nuova pista ciclabile. Come il cordolo di marmo che delimita la pista;  che sarà anche bello, ma è evidente che non è porprio adatto al transito delle biciclette. Però, lo hanno fatto lo stesso: dal semaforo della “Serenella” al Club Nautico hanno costruito una ciclabile con scalini a ogni intersezione con strade o ingressi. Più tardi, se ne devono essere resi conto e hanno semi-coperto ogni scalino (a volte anche malamente) con cemento o asfalto. Complimenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="771" height="1024" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/scalino-771x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-5706" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/scalino-771x1024.jpeg 771w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/scalino-226x300.jpeg 226w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/scalino-768x1020.jpeg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/scalino-1157x1536.jpeg 1157w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/scalino.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 771px) 100vw, 771px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E poi la pista si allaga a ogni scroscio di pioggia. La prima segnalazione risale a una ventina di giorni fa almeno e la riprendiamo da <strong>Fabio Felici</strong> (cui appartiene la foto con la pensilina). Oggi pomeriggio (<em>1 giugno 2026</em>), vedi altra foto, mentre tutte le altre strade erano asciutte, lungo la ciclabile, tra il paradiso e la Fossa Maestra c’erano ancora svariate pozzanghere.</p>



<div class="wp-block-stackable-image stk-block-image stk-block stk-2zycrrj" data-block-id="2zycrrj"><style>.stk-2zycrrj .stk-img-wrapper{width:526px !important;}</style><figure><span class="stk-img-wrapper stk-image--shape-stretch"><img loading="lazy" decoding="async" class="stk-img wp-image-5708" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozzanghere-felici.jpg" width="526" height="813" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozzanghere-felici.jpg 526w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozzanghere-felici-194x300.jpg 194w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /></span></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-stackable-image stk-block-image stk-block stk-gatclo5" data-block-id="gatclo5"><figure><span class="stk-img-wrapper stk-image--shape-stretch"><img loading="lazy" decoding="async" class="stk-img wp-image-5709" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozza.jpeg" width="1536" height="2040" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozza.jpeg 1536w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozza-226x300.jpeg 226w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozza-771x1024.jpeg 771w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozza-768x1020.jpeg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/06/pozza-1157x1536.jpeg 1157w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></span></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Complimenti ancora ai progettisti dell’opera e un interrogativo: saranno mica gli stessi che hanno costruito la pedana sulla Passeggiata del molo distrutta dalle onde?</p>
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		<title>Combattere il cambiamento climatico è un obbligo. Parola dell&#8217;Onu</title>
		<link>https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/05/27/combattere-il-cambiamento-climatico-e-un-obbligo-parola-dellonu/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 15:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scripta manent]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; ancora maggio, ma è già allarme caldo: è l&#8217;annuncio di un&#8217;estate piena di bollini rossi e di discussioni sul riscaldamento globale fatte sotto a condizionatori a palla. Il che chi fa recuperare una notizia di alcuni giorni fa, relegata in trafiletti e brevi servizi dai grandi media, eppure importante, istruttiva e “raffrescante”. Succede questo. [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; ancora maggio, ma è già allarme caldo: è l&#8217;annuncio di un&#8217;estate piena di bollini rossi e di discussioni sul riscaldamento globale fatte sotto a condizionatori a palla. Il che chi fa recuperare una notizia di alcuni giorni fa, relegata in trafiletti e brevi servizi dai grandi media, eppure importante, istruttiva e “raffrescante”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Succede questo. La settimana scorsa l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che dice: “È un obbligo degli Stati fare azione per il clima, cioè de-carbonizzare la produzione di energia, abbandonare le fonti fossili, perché è un diritto dei cittadini essere protetti dagli effetti e rimuovere le cause del riscaldamento globale&#8221;. </p>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-fa6eb4ee" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-fa6eb4ee">Una risoluzione storica</h5>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole, l’Onu ha confermato e tradotto in un obbligo una sentenza (con il valore di parere consultivo) che la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja (CIG) aveva espresso nel luglio 2025, secondo il quale gli Stati hanno appunto il dovere legale di prevenire i danni provocati dal cambiamento climatico ridurre l&#8217;uso di gas, nafta, petrolio e di contrastare il riscaldamento globale. In virtù di questa risoluzione il parere della Corte resta sì consultivo e non vincolante, ma acquisisce ben maggiore forza e diventa una potente leva per indurre i governi ad agire contro il cambiamento climatico. Tant’è che questo parere viene già utilizzato nei contenziosi sul clima in tutto il mondo e i giudici stanno iniziando a farvi riferimento nelle loro sentenze in materia di danni provocati dal riscaldamento globale. Viene usato come “un precedente”, insomma.</p>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-4612ebfb" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-4612ebfb">La piccola Vanuatu sconfigge Usa, Russia, Israele e Iran</h5>



<p class="wp-block-paragraph">A portare all’assemblea dell’Onu questa risoluzione _ e qui inizia la parte più “istruttiva” della notizia &#8211; è stato il governo di Vanuatu, un arcipelago di isolette sperdute nell’Oceania, con 300mila abitanti in tutto. Che, però, nell’assemblea generale dell’Onu ha un voto e conta, dunque, quanto gli Stati più potenti. E così la risoluzione presentata dal Vanuatu è stata approvata con 141 voti a favore e solo 8 contrari. Tra gli otto voti contrari, quelli di Usa, Iran, Israele e Russia. Vale a dire di Stati in guerra. Sarà un caso? Non sappiamo dirlo, tuttavia registriamo con una certa soddisfazione questa loro sconfitta alle Nazioni Unite.</p>



<h5 id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-31be6d5b" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading wp-block-themeisle-blocks-advanced-heading-31be6d5b">Una vittoria &#8220;rinfrescante&#8221; grazie a un gruppo di studenti</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Ma c’è un’altra cosa “bella”. Erano stati dei giovani, per la precisione 27 studenti di giurisprudenza di Vanuatu, a chiedere e ottenere dall’Onu (nel 2019) un pronunciamento della Corte internazionale dell’Aja sui danni e le responsabilità climatiche. Nel luglio del 2025, la Corte ha emesso la sua sentenza (con valore consultivo) e ora l’assemblea generale dell’Onu ne rafforza la portata con la risoluzione approvata da 141 paesi.<br>Poi, vabbè, qualcuno dirà che “il diritto internazionale conta fino a un certo punto” (<em>copyright Tajani)</em>, ma intanto la piccola Vanuatu e e i suoi determinati studenti, hanno fatto qualcosa di grande.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Strade intitolate a donne: una rarità</title>
		<link>https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/05/13/strade-intitolate-a-donne-una-rarita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 18:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scripta manent]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Carrara ci sono 703 strade (e piazze). Di queste 163 sono dedicate a persone (le altre hanno nomi di luoghi o date, come via Trieste, viale XX Settembre&#8230;). Ebbene, di queste 163 vie o piazze intitolate a esseri umani, 152 portano il nome di un uomo; solo 11 quello di una donna. Di esse [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><br>A Carrara ci sono 703 strade (e piazze). Di queste 163 sono dedicate a persone (le altre hanno nomi di luoghi o date, come via Trieste, viale XX Settembre&#8230;). Ebbene, di queste 163 vie o piazze intitolate a esseri umani, 152 portano il nome di un uomo; solo 11 quello di una donna. Di esse tre sono intitolate alle Marie: via <strong>Santa Maria</strong>, via <strong>Santa Maria Assunta</strong>, piazza <strong>Santa Maria</strong>. Quattro portano nomi di sante: via <strong>Santa Caterina</strong>, via <strong>Sant’Anna</strong>, via <strong>Santa Lucia</strong>, luogo detto <strong>Santa Lucia</strong>. Poi, c’è una via <strong>Oriana Fallaci,</strong> una via <strong>Anna Frank</strong> e una via <strong>Elisa</strong> (Baciocchi-Bonaparte si suppone). Stop.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Il censimento è riportato da “Toponomastica femminile”, gruppo nato proprio con l’intento di restituire voce e visibilità alle donne che hanno contribuito, in tutti i campi, a migliorare la società” e per sollecitare le istituzioni “affinché strade, piazze, giardini e spazi urbani in senso lato, siano dedicati a donne”. “Toponomastica femminile” non fornisce dati su Massa, ma riferisce che la media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5% (in prevalenza madonne e sante), mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggira sul 40%. Un vecchio report scovato sul web riferisce un dato provinciale: a Massa-Carrara, su 3.027 vie, 610 (cioè il 20,1) sono dedicate a uomini; 57 (pari all’1,9%) intitolate a donne. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo nella media comunque: pochissime strade intitolate a donne, ancor meno a donne senza aureola. A Madrid, per dire, c’è una piazza che si chiama Plaza de <strong>Raffaella Carrà</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Strade che cambiano nome: toponomastica creativa a Massa</title>
		<link>https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/05/13/strade-che-cambiano-nome-toponomastica-creativa-a-massa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Figaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 16:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scripta manent]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;articolo sulle piccole imprecisioni di Google Maps e i terribili errori del sistema di mappatura del Pentagono (che trovate cliccando qui: Un banale errore&#8230;), ecco altri due scritti &#8220;laterali&#8221; sulla toponomastica. Uno è quello che trovate qui sotto. Si fa presto a dire Aurelia. Qui a Massa, la strada che tutti conoscono come Strada [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/05/13/strade-che-cambiano-nome-toponomastica-creativa-a-massa/">Strade che cambiano nome: toponomastica creativa a Massa</a> proviene da <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it">Prima Pagina Massa Carrara</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Dopo l&#8217;articolo sulle piccole imprecisioni di Google Maps e i terribili errori del sistema di mappatura del Pentagono (che trovate cliccando qui: <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/05/10/un-banale-errore-della-mappa-e-una-strage-agghiacciante/" type="link" id="https://www.primapaginamassacarrara.it/le-nostre-rubriche/scripta-manent/2026/05/10/un-banale-errore-della-mappa-e-una-strage-agghiacciante/">Un banale errore&#8230;</a>), ecco altri due scritti &#8220;laterali&#8221; sulla toponomastica. Uno è quello che trovate qui sotto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"> Si fa presto a dire Aurelia. Qui a Massa, la strada che tutti conoscono come <strong>Strada Statale Numero 1 Aurelia</strong> cambia continuamente nome. Entrando in città, poco dopo il ponte di Castagnola, diventa<strong> via Giacomo Puccini;</strong> poi, una volta attraversata piazza Liberazione (o “dei Culi”), si trasforma in <strong>viale Democrazia.</strong> All’incrocio con via Prado, viene ribattezzata<strong> viale Risorgimento</strong>, fino all’altezza del bivio per via Carlo Forlanini. Dove torna a essere Statale Aurelia e prosegue tranquilla verso Montignoso e la Versilia con il suo nome. Anche all’altezza di Carrara, aveva preso denominazioni diverse: superata la rotatoria di Turigliano (Esselunga) si è chiamata per un breve tratto <strong>Viale Turigliano</strong> e poi ha assunto l’appellativo di <strong>via Frassina</strong>, anche se solo fino al confine con il Comune di Massa (dove ri-diventa via Aurelia, fino, vedi sopra, al ponte di Castagnola). Roba da fare girare la testa: cinque nomi diversi in 8-9 chilometri. Anche se in pochi si lasciano disorientare: nella mappa mentale degli automobilisti sempre di Aurelia si tratta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Di sicuro succede anche in molte altre città. Ma non ovunque: a Roma c’è la strada (non statale) più lunga d’Italia, è i <strong>Via Cristoforo Colombo </strong>e si snoda da San Giovanni in Laterano fino al lido romano. E’ lunga 27 chilometri e non cambia mai nome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora, forse, è un vezzo tutto dei massesi. I quali, ad esempio, non appena il Viale delle Pinete, che inizia a Marina di Carrara, oltrepassa il confine comunale, lo ri-nominano Via delle Pinete. Così, tanto per mettere i puntini sulle i. (Qui, va detto c’è un conflitto fra cartografi digitali: quelli di Tuttocittà.it chiamano l’intera strada “viale delle Pinete”, la Guida Michelin.it divide in “via” e “viale”).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c&#8217;è  di Via Croce, un caso da “fantasia al potere”. <strong>Via Benedetto Croce</strong> inizia dopo la fantastica rotatoria che gira attorno a una casa di via Carducci. Ebbene, dopo l’incrocio con viale Puccini (alias Statale Aurelia vedi sopra), si muta in <strong>via Maternità</strong>. Soltanto per poco, perché, oltrepassata l’intersezione con via Turati, eccola chiamarsi <strong>via 10 Aprile</strong>. Infine, passato l&#8217;incrocio con via Turati, cambia data  e nome, diventando <strong>via 27 Aprile</strong>. In tutto fanno quattro nomi in poco più di un chilometro e mezzo  A Carrara, in confronto, sono molto più monotoni. Vero che a Marina <strong>viale Cristoforo Colombo</strong> diventa, a un tratto, <strong>viale Giovanni Da Verrazzano</strong>, ingenerando una certa confusione tra grandi navigatori (anche perché lì vicino c’è viale Amerigo Vespucci). Ma altri inopinati cambi di nome non ve ne sono. Cose da toponomastica creativa.</p>
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