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La vita è quella cosa che ti fa arrivare lì, alle porte del sogno, e poi quelle porte le chiude a chiave. E lo sport è come la vita, quando ti volta le spalle.
Lorenzo Musetti bussa al paradiso del tennis, e non gli aprono. Nessuno gioca come lui al mondo: per due set impartisce una lezione gratuita al signor 25 Slam, Novak Djokovic. Lo muove, lo sposta, lo passa, lo scherza, davanti a milioni di telespettatori. Un concerto, una poesia con racchetta. Il carrarino arriva li, alle porte del paradiso: 6-4, 6-3, 1-0: toc toc, apritemi Sinner ed Alcaraz, mi siedo con voi.
E invece. Un muscolo che cede, lo sgomento, la tremenda disillusione. Crac, finisce qui. Si sforza di non piangere, Lorenzo, mentre Nole lo consola, quasi più dispiaciuto di lui. Addio Australia, amaramente. Il paradiso respinge il tennista più talentuoso al mondo. Così è lo sport, così è la vita. Ma c’è sempre un domani, Lorenzo.