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Fa discutere la proposta del Pd di riportare lo Scientifico in città
CARRARA – A Carrara circola da tempo una convinzione molto diffusa: riportare le scuole nel centro storico servirebbe a rilanciarlo. È uno di quei miti urbani che ritornano ciclicamente nel dibattito pubblico – un po’ come la divertente leggenda secondo cui Michelangelo si sarebbe ispirato al monte Serrone per scolpire la Pietà.
L’idea, a prima vista, appare suggestiva. Ma se la si osserva con realismo emergono diversi problemi. Anzitutto quello degli spazi: gli edifici disponibili nei centri storici raramente rispondono agli standard dell’edilizia scolastica stabiliti dal Ministero. Anche l’ipotesi di riutilizzare strutture come l’ex ospedale non reggerebbe a questo criterio, perché i requisiti per la sanità e quelli per la scuola sono profondamente diversi.
C’è poi la questione della mobilità: concentrare gli istituti nel centro comporterebbe, per molti studenti e famiglie, spostamenti più lunghi e complessi. Senza contare i costi elevati che comporterebbero interventi di ristrutturazione e adeguamento degli edifici.
Ma il punto più rilevante è un altro, e riguarda i cambiamenti nelle abitudini di consumo. Negli anni Sessanta e Settanta la presenza delle scuole generava un piccolo ecosistema economico: cartolerie, edicole, librerie e altri negozi trovavano clientela tra studenti e insegnanti, alimentando a loro volta nuove attività. Oggi quello scenario è profondamente cambiato.
Il materiale scolastico si acquista sempre più spesso nei supermercati, negli ipermercati o online. Anche i consumi quotidiani degli studenti fuori da scuola si sono ridotti, complice la diffusione capillare all’interno degli istituti di distributori automatici di bevande e snack, un fenomeno che quarant’anni fa semplicemente non esisteva. L’indotto economico generato dalle scuole sul territorio circostante si è quindi ridimensionato in modo significativo.
La realtà offre anche alcune verifiche concrete. A Fossola, vicino Carrara, si trovano oggi due istituti scolastici – il liceo classico e l’Istituto Zaccagna – e fino a pochi anni fa vi era anche il liceo scientifico. Eppure, rispetto agli anni Settanta, quanti nuovi negozi sono nati attorno a queste scuole? Nessuno. I bar sono rimasti gli stessi, e non sono comparse nuove librerie o cartolerie.