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Carrara – Il mondo dell’arte e quello del marmo piangono la scomparsa di Romeo Buffoni, morto all’età di 67 anni. Una notizia che ha suscitato profondo cordoglio in città, dove Buffoni era considerato una figura simbolo: artista, cavatore, sindacalista, uomo generoso e coraggioso, capace di trasformare la durezza del lavoro in cava in linguaggio artistico potente, riconoscibile e efficace.
Definito pittore-cavatore, un soprannome che racconta perfettamente la sua doppia anima, Buffoni ha trascorso la vita tra l’arte e il marmo, senza mai separare questi due mondi. La sua produzione artistica è profondamente radicata al territorio, nelle sue contraddizioni, nella bellezza e nella fatica quotidiana delle cave.
Accanto all’arte, Buffoni ha portato avanti un forte impegno sociale ed insieme a Giovanni Pedrazzi, ha fondato i Cobas del Marmo, un sindacato che ha dato voce ai lavoratori delle cave in un periodo di grandi trasformazioni e tensioni.
Non aveva paura di prendere posizione. Con l’artista Robo, ha realizzato opere di denuncia come il celeberrimo murale di vicolo dell’Arancio, in cui le cave sono rappresentate come “macinate”, simbolo di un territorio sfruttato e ferito. Un’opera forte che ha aperto un dibattito pubblico ancora attuale sul futuro delle Apuane.
Tra le iniziative più amate da Buffoni c’e’ stato il Simposio di scultura a mano , organizzato in piazza del Duomo. Un evento che invitava gli scultori a lavorare solo con scalpelli e strumenti manuali, senza macchinari: un ritorno alle origini, alla fisicità del gesto, alla relazione diretta con la materia. Il simposio si protrasse per diversi anni, diventando un appuntamento culturale molto seguito, simbolico della realtà culturale carrarese.
Carrara perde non solo un artista, ma un uomo che ha saputo unire creatività, impegno civile e amore per il proprio territorio. Un artista generoso, valido e coraggioso, come lo ricordano amici, colleghi e cittadini.
La notizia della sua morte ha provocato profondo dolore in tutta la comunità artistica e nel mondo del marmo. Le sue opere, il suo impegno e la sua visione resteranno come testimonianza di un percorso umano e artistico irripetibile.





