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	Commenti a: Ucciso dal branco &#8211; &#8220;Quando l&#8217;aggressività diventa l&#8217;unico linguaggio&#8221;.	</title>
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		Di: Anna Rosa del Sarto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Rosa del Sarto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 18:18:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono pienamente d&#039;accordo su tutte le possibili analisi psicopedagogiche fatte dal momento della tragedia accaduta nella nostra città , Massa, ma non solo. Non è la prima volta , da noi, che episodi violenti minano la vita dei cittadini e mettono a rischio la vita di tutti i cittadini . Ma credo che l&#039;ordine e la sicurezza di tutti debba essere , in primis, responsabilità diretta  di coloro che governano il territorio: politica, forze dell&#039;ordine, presenza dello stato da parte della prefettura, magistratura e così via.Il resto, famiglia, scuola, chiesa, associazioni, società civile etc etc, contribuiscono a livello educativo e formativo al miglioramento della qualità della vita, attraverso interventi mirati al rispetto, condivisione, solidarietà utili a stabilire una civile convivenza di tutti , ma non hanno alcun potere giudiziario.E, quando tutti questi elementi vengono a mancare si crea quel vuoto pericoloso che spaventa e disorienta soprattutto i soggetti più fragili, gli unici capaci di deviare le loro performance e aspettative attraverso e verso quelle del branco organizzato. ( Io sono qualcuno solo con loro altrimenti valgo meno di zero).  A questo punto infatti non hanno più voce in capitolo scuola, famiglia, chiesa, associazioni e società.   Ed è in questo marasma di contraddizioni dell&#039;essere o non essere che prendono campo i branchi di delinquenti, che esternano la loro rabbia con violenza contro tutti, soprattutto se questi sono o si  sentono  impuniti . 
Non servono repressione, eserciti o quant&#039;altro , discriminazioni, odiatori seriali che alimentano guerre fraticida ma buon senso, organizzazione, punizioni severe,  centri aggregativi, condivisione, rispetto e soprattutto amore e rispetto verso il diverso da se e anche verso se stessi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono pienamente d&#8217;accordo su tutte le possibili analisi psicopedagogiche fatte dal momento della tragedia accaduta nella nostra città , Massa, ma non solo. Non è la prima volta , da noi, che episodi violenti minano la vita dei cittadini e mettono a rischio la vita di tutti i cittadini . Ma credo che l&#8217;ordine e la sicurezza di tutti debba essere , in primis, responsabilità diretta  di coloro che governano il territorio: politica, forze dell&#8217;ordine, presenza dello stato da parte della prefettura, magistratura e così via.Il resto, famiglia, scuola, chiesa, associazioni, società civile etc etc, contribuiscono a livello educativo e formativo al miglioramento della qualità della vita, attraverso interventi mirati al rispetto, condivisione, solidarietà utili a stabilire una civile convivenza di tutti , ma non hanno alcun potere giudiziario.E, quando tutti questi elementi vengono a mancare si crea quel vuoto pericoloso che spaventa e disorienta soprattutto i soggetti più fragili, gli unici capaci di deviare le loro performance e aspettative attraverso e verso quelle del branco organizzato. ( Io sono qualcuno solo con loro altrimenti valgo meno di zero).  A questo punto infatti non hanno più voce in capitolo scuola, famiglia, chiesa, associazioni e società.   Ed è in questo marasma di contraddizioni dell&#8217;essere o non essere che prendono campo i branchi di delinquenti, che esternano la loro rabbia con violenza contro tutti, soprattutto se questi sono o si  sentono  impuniti .<br />
Non servono repressione, eserciti o quant&#8217;altro , discriminazioni, odiatori seriali che alimentano guerre fraticida ma buon senso, organizzazione, punizioni severe,  centri aggregativi, condivisione, rispetto e soprattutto amore e rispetto verso il diverso da se e anche verso se stessi.</p>
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