
Massese, i tifosi in consiglio comunale: “La prima squadra della città abbandonata”. E la diretta viene staccata
Share your love
Massa – Una cinquantina di persone tra ultras e tifosi dell’U.S. Massese 1919 ieri sera sono entrati in Consiglio comunale. Un ingresso composto, rispettoso, ma numeroso e deciso. Così deciso che il Consiglio ha deciso sospendere l’ordine del giorno per dare spazio alla loro voce.
A raccontarlo è la pagina “La Massese Nella Storia”, che ci ha concesso anche l’utilizzo delle foto, con un post che riportiamo integralmente:
“Ieri sera, oltre 50 persone costituite da Ultras e tifosi dell’U.S. Massese 1919 sono andati in Comune e sono entrati in Consiglio comunale. Hanno fatto il loro ingresso in maniera composta, rispettosa ma numerosa e decisa; il Consiglio Comunale non ha potuto fare altro che sospendere l’ordine del giorno per dare spazio alla voce degli Ultras.
Su quei banchi di fronte a maggioranza ed opposizione è stata portata la tenacia e la passione di ogni tifoso bianconero. È stato evidenziato a tutti i presenti, quanto la Massese non sia solo una squadra di calcio ma bensì due colori ultracentenari che rappresentano un patrimonio storico, sociale e culturale che deve risollevarsi. È stato chiesto che la politica, dato che è concausa della tragica situazione in cui versa la prima squadra della città, scenda in campo attivamente allontanando chi da anni gestisce disgraziatamente la società, arrecando danni a tutta la città.
Abbiamo ribadito che i tifosi bianconeri forti di un vero e proprio collante tra generazioni, nonostante tutto e nonostante tutti sono una comunità viva, che non accenna a mollare e che esige delle risposte concrete da parte dell’amministrazione comunale. Senza un intervento attivo, torneremo di nuovo in movimento.”
Sul momento più importante, però, il Comune di Massa ha interrotto la diretta streaming del Consiglio comunale, impedendo a tutti i cittadini massesi che non erano presenti in aula di ascoltare le parole del rappresentante della tifoseria bianconera. Il video si è fermato sulla schermata: “La seduta riprenderà a breve”.
Una censura che si aggiunge a una situazione ormai insostenibile. La Massese, la prima squadra della città, bistrattata e abbandonata dalle istituzioni, si è vista togliere anche l’utilizzo dello stadio degli Oliveti, che ora può utilizzare solo nei giorni delle partite casalinghe e pagando.
È vero, c’era una situazione da sistemare e una convenzione da siglare, visto che negli ultimi anni tutte le spese sono rimaste in carico all’amministrazione. Ma certamente non si poteva lasciare la Massese senza un impianto sportivo dove allenarsi, costringendola oggi a pagare per allenarsi in un impianto privato.
Un trattamento non uguale a quello di altre realtà sportive della città, da Ricortola a Tirrenia fino a Romagnano, che pagano chi niente e chi quasi niente, con anche situazioni che andrebbero verificate e per le quali è possibile porci qualche domanda. Esistono situazioni di subappalto? All’interno di questi impianti comunali ci sono attività come Bar? Se poi parliamo della situazioni che da anni si protrae nell’ impianto di Marina di Massa, possiamo dire che la situazione impianti sportivi di Massa è tutta da rivedere.
La Massese continua ad essere solo dei tifosi, ma è arrivato il momento che anche la città e le istituzioni intervengano. In passato le proteste dei tifosi sono state molto più forti e meno educate. Ieri hanno chiesto in maniera composta di parlare in Consiglio per far conoscere a tutti la situazione. Risposta? Diretta interrotta. Censura.











