Breaking News
Popular News



di Claudio Figaia
CARRARA. Spotorno è una cittadina sulla riviera ligure, in provincia di Savona,, ha 3.300 abitanti circa e ,6 chilometri di spiaggia, suppergiù quanto Marina di Carrara (intorno ai 2 km.). Come a Marina, quasi tutti occupati da stabilimenti balneari (che a Spotorno sono 34 e a Marina 40). Spotorno non è famosissima (più conosciuta è la confinante isola di Bergeggi), ma è finita sui giornali di mezza Italia. Perchè il suo sindaco, Mattia Fiorini, 47 anni, dal 2016 alla guida del Comune, ha avviato una piccola grande rivoluzione. Che può arrivare anche sul litorale apuano.
Spiagge gratis al 40%
Ha stabilito, il sindaco, che il 40% delle spiagge debbano essere spiagge libere. Cioè non in concessione agli stabilimenti balneari. “Andare in spiaggia gratuitamente – ha detto Fiorini in un’intervista a Vanity Fair - è un diritto… abbiamo capito che anche noi dovevamo fare qualcosa. E ora lo abbiamo fatto: il regolamento di Regione Liguria prevede il 40% di spiagge libere e di libere attrezzate (spiagge parzialmente attrezzate con tariffe imposte dalla giunta comunale, ndr), perciò abbiamo presentato un piano del demanio che prevede spiagge libere nella percentuale prevista per legge, per poi mandare a gara le concessioni balneari”. Tradotto: gli stabilimenti dovrebbero scendere da 34 a 25, ne verrebbero cancellati 9.
Un quadro simile a Marina
I balneari sono insorti, accusando il sindaco di “danneggiare gravemente la nostra economia” e raccogliendo oltre 2.500 firme contro questa riforma dell’arenile. Intanto, però, Fiorini sta diventando il paladino dei tanti cittadini che vorrebbero andare in spiaggia gratuitamente e usufruire liberamente di un bene demaniale (cioè sostanzialmente pubblico). A Spotorno solo il 3 % del litorale è (era) “spiaggia libera” e il 15% “spiaggia libera attrezzata». Uno squilibrio non dissimile da quello di Marina di Carrara dove l’85% della spiaggia è occupato dai bagni e solo il restante 15% è libera o attrezzata (anche se la revoca della concessione al bagno Marino ha un poco modificato il rapporto) mentre a Marina di Massa le cose stanno messe ancora peggio: 90,4% di arenile “a pagamento” (dati di Legambiente).
Clima da rissa con i balneari
«La nostra è una bozza che non abbiamo fatto calare dall’alto, ma abbiamo sottoposto alle categorie per confrontarci con loro», ha dichiarato ancora il sindaco ligure, il quale ha spiegato anche di avere fatto un lavoro di cesello: “Finora sulla nostra costa lavoravano quaranta imprese. Noi abbiamo cercato di recuperare aree che non erano utilizzate e di suddividere in modo diverso quelle esistenti, per garantire lavoro allo stesso numero di operatori”. E la quantità di dipendenti previsti, per salvare i posti di lavoro, sarà un elemento importante per aggiudicarsi le concessioni che saranno a breve messe a gara. Il confronto, tuttavia, non sembra essere andato benissimo: «Beh, per ora gli imprenditori balneari l’hanno presa male (secondo il Secolo XIX il clima era “al limite della rissa”) ma altre categorie commerciali, come gli hotel, le agenzie immobiliari, i commercianti, hanno visto la possibilità che sia una nuova spinta alla crescita», ammette fiducioso il primo cittadino.
Un segnale per la costa apuana
Ora va detto che la Toscana è una delle cinque regioni italiane che non ha fissato per legge la percentuale di spiagge che devono essere lasciate libere (le altre 15 regioni hanno fissato misure variabili fra il 40 – come la Liguria – e il 20%). Ciò non impedisce, tuttavia, che i sindaci stabiliscano di loro iniziativa queste percentuali, modulando il rilascio delle concessioni. La vicenda di Spotorno, dice proprio questo, manda un segnale che arriva fin sulla costa apuana: avere più spiagge libere si può.