MASSA-Domani, venerdì 19 dicembre, il consiglio comunale di Massa si riunirà per esprimersi anche sulla ricapitalizzazione di Evam, l'azienda pubblica che si occupa della valorizzazione delle acque minerali. La somma, di soldi pubblici, richiesta è di 750 mila euro, necessari per evitare una crisi finanziaria che appare sempre più grave.
La storia di Evam è stata segnata da alti e bassi. Negli anni scorsi, grazie alle gestioni di presidenti come Galleni e Pileri, l'azienda aveva registrato utili significativi e sembrava aver trovato una strada giusta per il futuro. La situazione, però, è precipitata nuovamente con i presidenti Lorenzo Porzano e Massimo Gelati, quest'ultimo arrivato con una situazione già compromessa.
Le voci di una volontà di privatizzare Evam, da parte dell'attuale amministrazione comunale, circolano da tempo, e sembra che la scelta di Gelati andasse proprio in questa direzione. Tuttavia, il lavoro fatto finora parla solo di un'azienda in difficoltà che ha bisogno di soldi pubblici per andare avanti.
Evam nacque con l'obiettivo preciso di occuparsi non solo della vendita dell'acqua minerale, ma anche dello sviluppo sostenibile delle risorse della montagna e delle Apuane. Per questo, Evam è da sempre considerato un bene strumentale della collettività, e la collettività dovrebbe potersi esprimere anche sul suo futuro.
La domanda è: Evam deve rimanere pubblica o è meglio privatizzarla? La decisione del consiglio comunale di domani dovrebbe poter aprire una discussione vera sul futuro dell'azienda, senza dimenticare che al futuro di Evam sono legati anche i destini di diversi lavoratori.