Non solo Valettini: ecco quelli che cambiano casacca
23-12-2025 18:30 -
di Claudio Figaia e Rossana Lazzini
In principio fu Sandro Bondi. Militante della Fgci, figlio di emigranti di idee socialiste, eletto sindaco a Fivizzano per il Pci (quel partito che aveva falce e martello come simbolo), nel 1994 Sandro Bondi passò Forza Italia. Folgorato sulla via di Arcore tramite di Piero Cascella, lo scultore che realizzò il mausoleo funebre del Cavaliere (che dimorava nel castello della Verrucola, vicino a Fivizzano), Bondi si trasformò in breve in uno dei più fedeli seguaci di Berlusconi, per il quale nutriva una dichiarata e inappellabile devozione. Tanto che per il Cavaliere scrisse addirittura delle odi poetiche. Silvio lo ricambiò e Bondi ebbe una carriera “luminosa”: deputato e poi senatore, divenne coordinatore nazionale dal 2005 al 2008; e dal 2008 al 2011 fu ministro della Cultura nel quarto governo Berlusconi. Per alcuni osservatori “uno dei peggiori ministri dei Beni culturali”, ma è un dettaglio (e poi tra i suoi successori c'è chi probabilmente lo ha superato). Altri tempi, comunque.
Ferri il galleggiante - No, Roberto Valettini non è certo il primo a praticare con significativi risultati la disciplina del cambio di casacca (detta anche salto della quaglia): la storia di Bondi lo dimostra e il caso di un terzo lunigianese, Cosimo Ferri, lo conferma. Magistrato, poi politico, poi di nuovo giudice, Ferri è stato sottosegretario alla Giustizia nel governo Letta, nel governo Renzi e in quello guidato da Gentiloni. Nel 2018 viene eletto deputato per il Pd; l'anno successivo lascia i Dem e aderisce a Italia Viva di Matteo Renzi; nel 2022 si candida a sindaco di Carrara. Senza successo, e allora appoggia al ballottaggio il candidato di centrodestra Simone Caffaz. Il suo più che un salto appare uno scivolamento o meglio un galleggiamento di lunga durata.
Transformers a Massa - Sono tanti quelli che hanno cambiato casacca a Massa, tanti da far sembrare Agostino Depretis un dilettante. Il padre della stagione trasformista almeno ci provava a dare un senso a questa sua scelta, costruiva le motivazioni e nobilitava gli scopi. Cosa che qui si vede poco. Il nome di Simone Ortori è tra quelli che desta maggiore scalpore: comunista “ortodosso” per gran parte della sua vita – i compagni di partito lui li chiamava senza tema compagni – fino a Sinistra Ecologia e Libertà, è passato prima tra le fila del PD, candidato alle primarie per scegliere il sindaco, in competizione con Alessandro Volpi, per poi ritrovarsi ora con Azione in una maggioranza di centro-destra con Lega e Forza Italia e con ex esponenti di CasaPound.
Gioietta e Carmassi le provano tutte - E che dire del recordman delle preferenze Giovanni Giusti, detto Gioietta, che inizia la sua carriera da consigliere come Repubblicano, per poi passare prima alla Margherita e poi al Pd, per finire anche lui tra le fila dei Persiani Boys. Aneddoto curioso: in occasione delle ultime elezioni regionali, aveva avuto pure l'ardire di chiedere al Pd di inserirlo tra i rappresentanti di lista. Sempre in consiglio comunale, spiccano anche i casi del presidente del consiglio Agostino Incoronato, (già sostenitore di Pucci sindaco), il consigliere Alfredo Camera, l'assessore Marco Mercanti, che dal centrosinistra sono tutti passati in quota centrodestra. Ma è il consigliere comunale Daniele Carmassi a superare tutti. Eletto nel 2008 con il sindaco Roberto Pucci, a pochi mesi dalla scadenza dei cinque anni di amministrazione lascia la maggioranza per seguire poi nel 2013 il sindaco Alessandro Volpi e passare con lui nel Pd. Altro giro, altra corsa: nel 2018 abbandona anche Volpi, per candidarsi con Sergio Menchini, rimasto fuori dal consiglio per 5 anni. Nel 2023, nuovo salto per Carmassi, che va a schierarsi con il sindaco di centro-destra Francesco Persiani. 2028? Sono aperte le scommesse. Giravolte al cui confronto l'assessora Giorgia Garau, prima con Forza Italia, poi gruppo civico e quindi con la Lega sembra immobile. Da non dimenticare inoltre l consigliere Alberto Tarabella, prima nel movimento 5stelle e oggi con la Lega. E Lorenzo Pascucci, eletto all'opposizione con Noi Moderati, oggi in maggioranza in quota Forza Italia.
Sempre meno rossi - Casi a parte ci sembrano quelli di chi non compie veri e propri balzi da destra a sinistra (o viceversa), ma insomma. Come l'ex deputata Martina Nardi, comunista dalla nascita, che poi è approdata nel Pd renziano. Oppure, come il due volte ex sindaco Roberto Pucci, che vanta un passato in Lotta Continua e oggi lo ritroviamo tra le fila dei Riformisti. Incendiari da giovani, pompieri da “maturi”.
Comunista a Torano, leghista a Carrara – Ma ci sono casi anche a Carrara. Uno riguarda Massimiliano Bernardi da Torano, prima molto a sinistra, poi molto a destra. Suo nonno Vladimiro - tanto per dire – partigiano, comunista e antifascista, era soprannominato Togliatti. E anche lui, Massimiliano cresce in Rifondazione comunista, tanto da essere nominato assessore, ma intanto si allena per il gran salto. Che compie nel 2020: dopo un passaggio in una lista civica di Andrea Zanetti, sceglie l'opposizione più dura e dai toni più beceri: fonda una sua lista civica e sostiene alle Regionali Susanna Ceccardi, ultras della Lega. La quale commenta “Quello di Bernardi non è trasformismo”.
Dal Pd alla Meloni - C'è poi Andrea Vannucci, leader locale della Margherita, poi nei Ds e nel Pd, amministratore di lungo corso: vicesindaco della giunta Giulio Conti (dal 2002 al 2007); assessore all'urbanistica nell'Angelo Zubbani primo (dal 2007 al 2012), e di nuovo vicesindaco nel Zubbani II. Fino a quando, nel 2022, si dimette, lascia il Pd e si schiera sul fronte del centrodestra fondando una lista civica di area Fdi e candidandosi a sindaco. In campagna elettorale lo si vede in grandi manifesti a fianco di Giorgia Meloni. E la stessa futura premier arriva in città a sostenerlo: “Andrea Vannucci, per noi, è il candidato migliore, il più competitivo, il più preparato”, dice. Da segnalare i cambi di casacca anche di Dante Benedini, assessore del Pri, poi vicino al Pd e quindi anch'egli trasferitosi a destra, come consigliere nella lista Carrara Democratica di Vannucci. E di Gianenrico Spediacci, a lungo nel Psi, molto vicino al sindaco Zubbani e poi, per magia, riciclatosi in Forza Italia, di cui diviene prima coordinatore cittadino e poi provinciale (nel 2023). Molti altri hanno fatto cambi di divisa meno netti o più diluiti nel tempo. Rigoletta Vincenti venne ad esempio eletta in consiglio comunale nel 2017 con una lista di appoggio al Pd. Nel 2022, invece, si è candidata a sindaca per una coalizione formata da Movimento 5 Stelle, Articolo Uno, Rifondazione comunista, Carrara progressista e Sinistra italiana, in opposizione ai Dem. Restando dunque saldamente in un'area di sinistra. “Soltanto gli stolti e i morti non cambiano mai idea", dice un celebre aforisma (attribuito a James Russell Lowell, poeta e ambasciatore americano dell'Ottocento). Però non esageriamo.