Un messaggio al suo successore, Roberto Valettini: “Roberto hai vinto ma hai tradito un’idea, hai tradito te stesso”.
Un impegno per il futuro: “in questo periodo dell’anno, durante le feste, faccio spesso bilanci, penso se vale la pena andare avanti. Ma la risposta è sempre la stessa: vale la pena, finché c’è gente, c’è una comunità che mi ha dato fiducia. Adesso il mio impegno sarà portare la provincia di Massa Carrara a livello di quelle più forti della Toscana con una lavoro di squadra credo sia possibile”.
E un tributo: “Io sono cresciuto con Narciso Buffoni, la sua scomparsa è stato un dolore a livello personale e politico”.
Gianni Lorenzetti, ex sindaco di Montignoso, ex presidente della Provincia e neo consigliere regionale in quota Pd parla di passato, presente e futuro.
Gianni Lorenzetti come è stato questo anno che sta andando verso la sua conclusione?
“E’ stato un anno importantissimo, sono stato travolto dai sentimenti, da cose belle e meno belle: finisco di fare il sindaco e il presidente della Provincia , affronto il nuovo anno con un nuovo incarico come consigliere regionale”.
Cosa rifarebbe e cosa non rifarebbe del 2025?
“Rifarei tutto: quello che ho fatto è stato fatto interamente per la comunità, per la gente che ha creduto in me e in cui credo. Sono un uomo d’istinto e continuerò ad esserlo”.
In politica ha più tradito o è più stato tradito?
“Io sono convinto che in politica non esista il tradimento: esiste lavorare per affermare i propri principi. C’è gente che pensa di essere stata tradita da me ma è tutta una questione di obiettivi: io non ne ho mai avuto di personali. Ad esempio quella del consorzio di bonifica è stata una storia complicata ma, voglio precisarlo, io non sono un uomo di potere ma del potere per la gente. Si tratta sempre di obiettivi e di comunità”.
Pensa che per il Pd sia arrivata l’ora della resa dei conti?
“Non mi piace questo termine, le rese dei conti sono dei brutti passaggi. Credo ci sia invece bisogno di riflessione, che sia il momento di capire cos’è il partito e a chi si rivolge. Il “nuovo” non può dare risposte ai singoli. Sento parlare di personalismi , potrebbero dire questa cosa anche di me, ma io sono consapevole di stare lavorando e averlo fatto per chi ha riposto fiducia in me”.
Un commento sulla scelta del nuovo presidente della Provincia Roberto Valettini.
“Quello di Roberto è un tradimento nei confronti di un’idea. Non posso pensare di vederlo abbracciato con Amorese e Brabotti nella sala della Resistenza di una provincia decorata con la medaglia d’oro. Con tutto il rispetto, ma è un’immagine che a me fa male. A Roberto lo avevo detto: puoi anche vincere ma hai perso perché hai tradito un’idea, hai consegnato al centro destra la nostra provincia . Adesso, mi piacerebbe chiedergli lascerai la bandiera palestinese appesa fuori dall’ufficio di presidenza?. Andrai avanti o ritirerai il ricorso contro Sogegros? Continuerai la battaglia contro gli accorpamenti scolastici?”
Qual è il suo sogno e quale il suo incubo?
“Il mio sogno è quello di riuscire a far crescere questa provincia e portarla a livello delle altre toscane più forti: abbiamo le carte in regola”.
Quale politico è stato per lei di ispirazione?
“Non ho dubbi: Narciso Buffoni, con lui sono nato, cresciuto, e lui mi ha misurato. Dopo la sua perdita ho vissuto un momento difficilissimo a livello personale e politico”.
A livello nazionale, in politica, chi le piace e chi non le piace.
“Mi piace e stimo Pierluigi Bersani. La lista di quelli che non mi piacciono sarebbe troppo lunga; tutti appartengono al centro destra”.
Quale domanda non le ho fatto e avrebbe voluto che le facessi?
“Se continuerò ad occuparmi della politica del territorio. Durante le feste, quando rallento e sto con la famiglia, me lo chiedo spesso: e rispondo con convinzione che continuerò a fare quello che mi ha chiesto la gente, dandomi fiducia per il mio incarico di consigliere regionale. Lavorerò come ho sempre fatto, ci aspettano delle sfide importanti: le amministrative a Carrara, Massa e Montignoso. Mi ritirerò solo quando non avrò più la fiducia della comunità, della gente”..