Invalidi, i permessi facili e il gusto di sentirsi più furbi...

16-01-2026 16:41 -

Chissà cosa ci spinge. Quali perversi meccanismi si insinuano nella nostra mente, come un tarlo dapprima impercettibile, poi sempre più insistente, infine dominante. L'idea perversa della quale ci spaventiamo quasi, per poi accettarla, cullarla, applicarla.
Cosa ci spinge a ottenere in maniera fraudolenta, ad esempio, un permesso di sosta e transito per disabili anche se stai benissimo, se giochi a tennis o a padel, se non rinunci mai alla camminata corroborante. Cosa ci spinge? La semplice soddisfazione di sentirsi più toscanamente "ganzi" degli altri, la voglia, piccola e meschina, di farla pagare al vicino che ti ruba sempre il posto sotto casa, in un derby perenne e un poco triste, una sfida su quattro ruote che alla fine diventa ossessione.
Vuoi mettere sbattere in faccia a quel quotidiano avversario un bel contrassegno da esibire, come un trofeo di caccia, sul parabrezza dell'auto? Il segno del comando, piccolo grande passepartout per l'impunita'. Vedi, caro vicino? Adesso posso metterla dovunque, la mia auto, mentre tu ti dibatti nella palude infestata dai vietcong della sosta.
Vedi, caro vicino? Tu devi arrancare tra stradine strette, semafori e sensi unici mentre io, che gioco a padel ma risulto disabile, sfreccio come un Verstappen felice nelle dorate vie della Ztl, piccolo Nirvana per auto blu e mezzi pubblici.
Ecco cosa ci spinge. Quel venticello fresco fatto di furbizia e impunita', tanto chi ci troverà mai. Quella voglia ancestrale di essere più scaltro del vicino, dell'amico, del parente, di tutti. Con il sacro tagliando che serve alla moglie per fare la spesa, al figlio per andare in palestra. In barba alle regole del convivere civile.
Vuoi mettere il gusto, la vita improvvisamente più semplice. Vuoi mettere andare allo stadio e parcheggiare a un passo dall'entrata.
Ecco cosa ci spinge. Il gusto dell'infrangere le regole, tanto questa è l'Italia, dove i tarallucci e vino trionfano sulle nostre tavole. E così vale la pena rivolgersi all'amico che può, che sa. L'ultima inchiesta di Massa è la puntina di un iceberg enorme, altro che Groenlandia. Ma Massa non è diventata imprvvisamente Sodoma e Gomorra, ogni città ha la sua inchiesta, i suoi favori, le sue meschine verità. E i suoi falsi invalidi che sfrecciano via sorridenti, con sul sedile posteriore la borsa del padel.

Fonte: Giorgio Billeri