MASSA – Indignazione, curiosità, voglia di saperne di più dopo la notizia dell'inchiesta sui “falsi invalidi” che ha portato a cinque arresti, a un centinaio di avvisi di garanzia e a qualche scossa sismica nella politica locale (visto che uno degli arrestati ai domiciliari è il consigliere comunale Giovanni Giusti detto Gioietta, recordman delle preferenze, una lunga militanza nel centrosinistra e poi un clamoroso salto verso destra con l'adesione e l'elezione nella lista civica del sindaco di centrodestra Francesco Persiani). Ma i massesi un po' ci sono abituati a questi “scandali” e alle maxi inchieste. Che si annunciano come tempeste devastanti ma che finiscono, molto spesso, in un nulla di fatto.
Do you remember il buco dell'Asl? Come dimenticare, ad esempio, la vicenda del buco dell'Asl? Nel 2009 l'Asl 1 di Massa Carrara scopre di avere un disavanzo “mostruoso”: chi dice 300, chi 400 milioni di euro. Una voragine nei conti generato da un semplice artificio contabile: l'iscrizione di alcune spese in un capitolo non autorizzato. Gli ex direttori generali Vito Antonio Delvino, in carica dal febbraio 2007 all'ottobre 2010 e Alessandro Scarafuggi, alla guida dell'Asl dal 2002 al 2007 finiscono agli arresti domiciliari; con loro il dirigente sanitario Andrea Macuzzi. “Falso in atto pubblico per alterazione dei bilanci” finalizzata a nascondere 224 milioni è l'imputazione. Ermanno Giannetti, dal 2006 al 2010, direttore amministrativo dell'Asl è accusato anche di peculato. Va in carcere, mentre la procura gli sequestra gioielli e orologi, due auto, armi, tre fabbricati, attrezzature e macchine agricole e anche un allevamento di cani. Altre 11 persone vennero denunciate a piede libero perché lo avrebbero agevolato. A fare partire l'indagine penale, condotta dal procuratore capo Aldo Giubilaro. era stato il presidente della Regione Enrico Rossi che si era presentato in Procura a Massa chiedendo di valutare eventuali risvolti penali nel bilancio “anomalo” dell'Asl. Il clamore suscitato dall'inchiesta è grande, i riflessi sulla sanità apuana, pesanti. Gli esiti giudiziari, no. Delvino e Scarafuggi vengono prosciolti negli anni successivi, così come Rossi, finito anch'egli indagato per falso ideologico. Nel marzo 2023, infine, la Corte d'Appello ha confermato la prescrizione per i reati contestati, dichiarando la vicenda giudiziaria penalmente conclusa.
Assenteisti immaginari E che dire dell'inchiesta _ anche quella definita maxi visti i numeri _ sull'assenteismo che sconvolse Provincia e uffici massesi della Regione? 75 le persone indagate con l'accusa di truffa ai danni dello Stato, 49 quelle finite alla sbarra. Neanche una condannata. Lo scorso anno il giudice Fabrizio Garofalo, ha emesso un dispositivo di non luogo a procedere per avvenuta prescrizione nei confronti degli ultimi indagati rimasti. Eppure, era stata un'operazione clamorosa, quella sui “furbetti del cartellino”, con 110 militari in campo, elicotteri e arresti: la Procura emise 29 misure cautelari (26 dipendenti ai domiciliari e tre con divieti di dimora). Le telecamere piazzate dai carabinieri immortalavano gli imputati a omettere le timbrature dei cartellini, in giro fra i banchi del mercato durante l'orario di lavoro, dal parrucchiere, in palestra. Qualcuno, emerse, sembrava avere un secondo lavoro, svolto quando avrebbe dovuto essere in ufficio. La Procura, anche allora guidata da Giubilaro, parlò di 5mila episodi di assenteismo accertati, tra pause caffè, giri al mercato, spesa al supermercato, e in tre casi anche il doppio lavoro nelle attività di famiglia; e 2.600 le ore di lavoro sottratte al servizio pubblico. Mancava solo il dipendente che timbrava il cartellino in mutande (a proposito: assolto anche lui). Era il settembre 2018; nel 2025, la parola fine. Che botto quei falsi incidenti Non solo presunti assenteisti, però. A Massa (e provincia) va forte anche la truffa alle assicurazioni. Nel gennaio 2019, al termine di indagini durate 4 anni, il procuratore capo Aldo Giubilaro illustra i risultati dell'inchiesta denominata “Il botto”. 17 arresti, 130 indagati, oltre 100 incidenti falsi, 159 reati contestati, due associazioni a delinquere, truffe quantificate in 3 milioni di euro. Nel mirino degli inquirenti medici, avvocati, consulenti e anche un vigile urbano. Si parla di centinaia di incidenti stradali e infortuni di vario genere mai avvenuti e “creati” allo scopo di frodare le assicurazioni (che, non a caso, a Massa Carrara sono tra le più care d'Italia). Al blitz contro questa “macchina” ben oliata che curava tutti gli aspetti dei falsi sinistri: dalle foto delle auto danneggiate ai referti di pronto soccorso e fisioterapisti, partecipano 80 agenti tra polizia di Stato e carabinieri oltre ad un elicottero del 4° nucleo carabinieri di Pisa. Viste le dimensioni e la complessità dell'indagine, i procedimenti della magistratura sono stati divisi in due tranche “Botto” e “Botto 2”, l'iter giudiziario, dove nove compagnie assicuratrici si sono costituite parte civile e dove gli avvocati impegnati sono decine, non è ancora concluso.
Ora, ecco l'inchiesta sulle false certificazioni di invalidità, ancora in fase di sviluppo dal punto di vista giudiziario. Di sicuro, fino ad ora le maxi inchieste apuane non hanno creato problemi di sovraffollamento delle carceri. (1 - Continua)