La mostra - COSTANTINI, TEMPERE ANARCHICHE IN PIAZZA ALBERICA
12-12-2025 16:17 -
CARRARA- Si apre domani (sabato 13 dicembre), negli spazi del piano nobile di Palazzo Del Medico di piazza Alberica dalla sua nascita la prima esposizione in città del pittore e illustratore Flavio Costantini (Roma 1926 – Genova 2013). Curata da Angelo Capasso e Anna Costantini, figlia dell'artista, la mostra è incentrata su un nucleo di 25 opere - per la prima volta esposte insieme - del ciclo che Costantini ha dedicato, tra l'inizio degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, ai protagonisti del movimento anarchico di fine Ottocento/inizio Novecento.
Tempere anarchiche. Le opere sono state realizzate con la tecnica della tempera e sono il risultato di un'approfondita ricerca storica, basata sulle fonti dirette dell'epoca e su un capillare lavoro di ricostruzione visiva e ambientale. La mostra mette in evidenza il metodo scelto da Costantini per restituire, quasi ossessivamente, i dettagli di eventi raccontati attraverso le testimonianze dei protagonisti e un poderoso apparato documentale, un progetto da sempre coltivato dall'artista stesso: «Fin da quando ho iniziato questo tipo di lavoro, ho desiderato, in una mostra o in un libro, mostrare il binomio “pittura e documentazione”, perché prima di arrivare all'astrazione grafica, parto da una meticolosa ricostruzione storica e iconografica. Forse perché sono uno scrittore mancato», scrive in una lettera allo storico francese Bernand Thomas nel 1972.
Bresci, Lucetti e la Banda Bonnot Sulle pareti scorrono così parole e immagini di un racconto che include tra l'altro l'uccisione di Umberto I per mano di Gaetano Bresci nel 1900; l'attentato dell'anarchico carrarese Gino Lucetti a Mussolini del 1926; gli acrobatici furti del ladro gentiluomo Alexandre Jacob, poi fonte di ispirazione per il personaggio letterario di Arsenio Lupin; le drammatiche imprese solitarie di Ravachol e la tragica vicenda della Banda Bonnot; la fucilazione del pedagogista Francisco Ferrer, soggetto dal quale proprio a Carrara è stato realizzato il bassorilievo tuttora installato presso la Universitat Autonòma de Barcelona. Per meglio comprendere la logica dell'immaginario ricostruito da Costantini nelle sue opere, sono proposti in mostra parte dei materiali di lavoro dell'artista: le riviste dell'epoca, la pubblicistica militante, i testi storici, le fotografie dei sopralluoghi effettuati, i risultati delle ricerche d'archivio compiute in prima persona, gli appunti e gli schizzi preparatori, un patrimonio che non è possibile distinguere dalle opere stesse e che oggi è conservato dall'Archivio Flavio Costantini, ormai da sei anni con sede a Carrara.
E c'è anche Kafka Completa la mostra un percorso che racconta la parallela attività professionale, negli stessi anni, di Costantini come illustratore: dalle tavole per i settimanali L'Europeo, l'Espresso e Panorama alle copertine della pubblicistica militante, dalla collaborazione per Olivetti, alle illustrazioni per La linea d'ombra di Joseph Conrad e Memorie del sottosuolo di Fëdor Dostoevskij, due degli autori, oltre a Franz Kafka, più amati dall'artista che di sé diceva: «ho sempre coltivato la mia formazione storica e letteraria piuttosto che quella figurativa. Solo per caso mi sono scoperto più abile come pittore che come scrittore», scrive allo storico, scrittore e sceneggiatore francese Jacques Baynac nel 1975.