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OMICIDIO IN CLASSE - Ma cosa dice quel sindaco?

17-01-2026 20:30 - Cronaca
di Claudio Figaia

Ma cosa dice quel sindaco? Perchè affermare cose palesemente non vere? “E’ chiaro che l'uso dei coltelli arriva solo in certe etnie", ha detto il primo cittadino della Spezia Pierluigi Peracchini, intervistato da La7 all’indomani dell’omicidio avvenuto nell’istituto Chiodo. Parole razziste, ma, soprattutto, parole non vere. Il sindaco Peracchini non può dimenticare che neanche sei mesi fa, nell’agosto scorso, nella sua città, una donna di 54 anni, Tiziana Vinci è stata uccisa a coltellate dall'ex coniuge. Italiano. Così come era in mano a un italiano (un giovane di 24 anni, carrarese), il coltello che la notte del 27 febbraio 2011, al culmine di una lite davanti a un locale, uccise Jonathan Esposito, 26 anni, padre di due bambini. Ed è cittadino italiano l’uomo che nell’agosto del 2022, in pieno centro alla Spezia, affondò tre colpi di coltello nella pancia di un conoscente, ferendolo gravemente. Quali “certe etnie” sono state protagoniste di questi episodi? Peracchini ha poi fatto marcia indietro: "Le mie parole sono state fraintese. Intendevo parlare di subculture giovanili, non di etnie. La nazionalità non c'entra nulla", ha detto. Resta il fatto che il primo cittadino, ricordiamolo, eletto da una coalizione di centrodestra Lega-Fdi, Fi, si è sentito libero di pronunciare, in un contesto tanto tragico, una frase di sapore razzista che pure è evidentemente contraddetta da fatti, recenti e non, sotto gli occhi di tutti. Perchè? Forse ha espresso una “verità alternativa”.