Giustizia, Lorenzetti: “No ad un referendum propagandistico”

Il consigliere regionale Gianni Lorenzetti

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Firenze, 4 marzo – «Mentre il Governo promuove un referendum sulla giustizia che nei fatti non incide sui problemi concreti dei cittadini, si assumono decisioni che colpiscono duramente i territori. È una contraddizione evidente».

Così il consigliere regionale del Partito Democratico Gianni Lorenzetti interviene nel dibattito sulla riforma della giustizia tributaria e sul referendum in programma il prossimo 22 e 23 marzo.

«La riforma dell’ordinamento della giustizia tributaria voluta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – spiega Lorenzetti – prevede in Toscana l’accorpamento delle sedi di Siena e Arezzo su Firenze, Pistoia su Prato e di Massa Carrara su Lucca. Per la nostra provincia significa perdere un presidio fondamentale, allontanare la giustizia da cittadini, professionisti e imprese, aumentando distanze, tempi e costi per far valere i propri diritti».

Secondo il consigliere regionale, il tema centrale non è ideologico ma concreto: «Sostengo con convinzione le ragioni del NO al referendum sulla giustizia. Non si può chiamare i cittadini a esprimersi su quesiti che non affrontano i nodi strutturali del sistema – come la durata dei processi, la carenza di personale, l’efficienza organizzativa – mentre contemporaneamente si riducono servizi essenziali nei territori. La priorità deve essere una giustizia vicina alle persone, efficiente e davvero accessibile».

Lorenzetti annuncia quindi un’iniziativa istituzionale in Consiglio regionale: «Porteremo la questione in aula con una mozione per chiedere alla Giunta di attivarsi presso il Governo e il MEF affinché si fermino questi accorpamenti penalizzanti. È indispensabile aprire un confronto vero con i territori e con le istituzioni locali prima di assumere decisioni che incidono in modo così diretto sull’accesso alla tutela legale».

«Le riforme serie – conclude – si fanno rafforzando i servizi, non svuotando i territori. La Toscana non può essere penalizzata ancora una volta da scelte calate dall’alto. La nostra provincia merita rispetto, attenzione e politiche che garantiscano pari diritti e pari opportunità a tutti i cittadini».

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Redazione
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