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Presidio stamani davanti alla SANAC

06-12-2025 14:49 - Cronaca
MASSA - Si è svolto questa mattina un presidio davanti allo stabilimento SANAC, promosso dal sindacato USB e dai lavoratori dell’azienda, per richiamare l’attenzione sulla situazione di incertezza che continua a pesare sul comparto siderurgico nazionale e, di riflesso, sulle realtà produttive del territorio.
Durante l’iniziativa è intervenuto Elia Buffa, rappresentante USB, che ha denunciato l’esclusione dei lavoratori SANAC dalle trattative nazionali riguardanti la crisi dell’ex Ilva. «Noi fuori dai giochi» ha dichiarato, sottolineando come gli sviluppi degli ultimi giorni – dopo la minaccia di chiusura dello stabilimento di Genova – abbiano portato a scioperi, blocchi e momenti di forte tensione per salvaguardare la siderurgia italiana.
Secondo Buffa, è stato proprio grazie alla mobilitazione dei lavoratori liguri che il Governo avrebbe fatto un primo passo indietro, individuando una soluzione parziale per consentire allo stabilimento di Genova di proseguire la produzione. «Non una vittoria, ma un risultato che permette di guadagnare tempo in attesa di una decisione definitiva» ha osservato.
Il sindacalista ha poi ribadito la posizione di USB sul futuro dell’acciaio in Italia: «L’unica soluzione è la nazionalizzazione del settore, accompagnata da un piano industriale serio e lungimirante che rimetta al centro lavoratori, ambiente e interesse nazionale. Qualsiasi altra proposta è solo un palliativo, il rischio è finire come la rana bollita».
Buffa ha infine richiamato l’attenzione sulle conseguenze che le scelte nazionali hanno anche sulle famiglie del territorio apuano: «Nessuno sembra preoccuparsi dei lavoratori che dipendono direttamente da Taranto e che subiscono le ricadute delle decisioni prese dall’alto, senza poter intervenire».
Il presidio si è concluso con un messaggio forte e diretto: «La SANAC è ancora qua, con i suoi operai che attendono risposte e non dimenticano».
Una richiesta di chiarezza e di tutela che, ancora una volta, parte dal territorio e dai lavoratori che ne sostengono l’economia.

Fonte: PrimaPagina