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CARRARESE, QUANDO IL CORAGGIO NON BASTA
A testa altissima. Con un mare di rimpianti, ma con l’intima consapevolezza di aver giocato alla pari con una superpotenza della serie B: la piccola zattera Carrarese ha assaltato con coraggio la portaerei Palermo, e l’ha fatta tremare dalle fondamenta. Ma alla fine i tre punti sono saliti sull’aereo per la Sicilia, perché la differenza l’ha fatta il micidiale bomber Pohjanpalo, e tra i quattromila e passa dello stadio dei Marmi, ancora una volta commoventi nel sostenere la squadra, è rimasta una sottile delusione, mista all’orgoglio di aver dato tutto, di averci provato come Robin Hood contro i cavalieri della Regina, sbattendo contro i pali e contro il destino. Ma non sempre, nel calcio, esiste il lieto fine.
Tra Carrarese e Palermo corrono 20 punti e diversi milioni di budget. Tradizione diversa, prospettive diverse. Eppure il campo ha detto altro. La squadra di Calabro ha giocato alla pari, forse è stata anche superiore per volume di gioco espresso e per chiare occasioni da gol. E, non va dimenticato, con l’assenza del cervello, Schiavi, e del terminale offensivo, Abiuso. Come togliere Fellini e Mastroianni e pretendere che il film venga bene. Ma questa squadra ha dentro di se valori forti e consapevolezze ormai radicate: il centrocampo di lotta e di governo, Zuelli-Melegoni-Hasa-Belloni, ha fatto girare la testa ai compassati siciliani, con il solo Ranocchia capace di dettare tempi e ritmi. Finotto ha recitato più parti in commedia, uno, nessuno e centomila, retrocedendo a legare il gioco per poi tentare il blitz: una sua cavalcata di ottanta metri, manifesto di una straripante condizione atletica, ha obbligato Joronen a un difficile allungamento, e poco dopo un tocco di rapina è morto sul palo, senza che nessuno arrivasse per il tap in. I pali, la dannazione di questo pomeriggio ai marmi: sul tramonto del primo tempo Torregrossa, con una girata di antico mestiere, ha scosso ancora in legno a portiere battuto.
Il Palermo, ricco e ambizioso, non ha fatto mirabilie. Pippo Inzaghi, che è stato il re degli attaccanti da area piccola, ha costruito una formazione quadrata, fisicamente forte ma senza particolare fantasia. Come ogni squadra che punta al piano di sopra si è però procurato un centravanti micidiale. Joel Pohjanpalo ha il ghiaccio della sua Finlandia nelle vene: è bastato mezzo pallone arrivato dalle retrovie, una fatale esitazione di Oliana e Illanes per metterla dentro (20 gol in stagione), sotto il corpo di Bleve in uscita. La differenza, 20 punti e budget a parte, è stata tutta qui nel primo tempo.
La piccola zattera ha sfidato le onde alzate dalla porraerei anche nella ripresa, correndo, lottando su ogni pallone. Il Palermo ha eretto le barricate, sornione, la Carrarese ha continuato a crederci, scegliendo la freschezza di Rubino. Finotto, dopo un tunnel immaginifico, è stato fermato da Joronen a valanga, Zanon si è sbranato una ripartenza con un destro alto. La portaerei Palermo, pur soffrendo, resta in linea di galleggiamento, ma giù il cappello per la Carrarese, che ha dato tutto. E per questo, anche se la classifica inizia a far pensare, merita gli applausi.