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CARRARA – Rigori non concessi, decisioni arbitrali che fanno discutere, ammonizioni arrivate nei momenti più delicati delle partite e perfino penalty per gli avversari fatti ripetere. Il finale di campionato della Carrarese si sta trasformando in un percorso ad ostacoli che sta alimentando polemiche sempre più accese.
L’ultimo episodio è arrivato con il comunicato della Lega B del 10 marzo: una multa di 5.000 euro alla società apuana per il comportamento di una parte dei tifosi durante la gara interna contro il Palermo.
La motivazione ufficiale parla chiaro:
Ammenda di € 5.000,00 alla Soc. CARRARESE per avere suoi sostenitori, durante il riscaldamento e nel corso del secondo tempo, rivolto cori insultanti nei confronti dell’Arbitro e dei suoi collaboratori.
Una sanzione che, sul piano regolamentare, segue le norme previste. Ma che inevitabilmente si inserisce in un contesto già carico di tensioni per una serie di episodi arbitrali che hanno penalizzato la squadra azzurra nelle ultime settimane.
A Carrara, infatti, cresce la sensazione che qualcosa non stia funzionando. In più occasioni la Carrarese ha reclamato rigori che non sono stati concessi, mentre in altre situazioni si è vista fischiare decisioni severe o discutibili. Episodi che, sommati uno dopo l’altro, stanno pesando su una squadra che sta lottando punto su punto per la permanenza in Serie B.
Non solo. Tra gli episodi che hanno fatto discutere ci sono anche rigori per gli avversari fatti ripetere e una gestione dei cartellini che molti tifosi giudicano quantomeno severa nei confronti dei giocatori azzurri. Ammonizioni arrivate spesso nei momenti più delicati delle partite, quasi “ad orologeria”, con conseguenze pesanti sull’equilibrio delle gare.
Il risultato è un clima sempre più teso. Perché quando gli episodi arbitrali diventano numerosi e incidono sui risultati, il rischio è che si alimenti la sensazione di una disparità di trattamento.
La Carrarese sta combattendo per un obiettivo fondamentale come la salvezza e ha il diritto di giocarsi le proprie possibilità fino in fondo, alla pari con tutte le altre squadre del campionato. È questo il punto centrale della questione.
Il calcio vive anche di polemiche e discussioni, ma in una fase decisiva della stagione ciò che serve davvero è uniformità nelle decisioni e chiarezza nell’utilizzo degli strumenti arbitrali, a partire dal VAR.
A Carrara non si chiede nulla di più di ciò che spetta a ogni squadra: rispetto delle regole e parità di trattamento. Perché la corsa alla salvezza deve essere decisa dal campo, non dagli episodi.