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Di Aldo Antola. Massa
È scomparso ieri, a quasi 90 anni, Franco Peri, il difensore bianconero più puro della storia, avendo giocato praticamente sempre dalle giovanili fino all’ultima gara con la Massese.
Ci ha dato la triste notizia il fratello Piero, anche lui grande promessa del calcio in gioventù, ma erano altri tempi e gli è mancata la spinta giusta. Franco si è spento al Noa, dove da qualche giorno era ricoverato per l’aggravarsi del suo stato che lo aveva costretto a fermarsi negli ultimi mesi. Adesso la salma si trova presso l’obitorio del Noa e resterà lì fino a lunedì, da dove partirà per il funerale presso la Chiesa dei Quercioli, previsto per le ore 16. Franco lascia la moglie, le due figlie Mirko e Lella, oltre naturalmente al fratello Piero e tutti i nipoti.
Sono passati tanti anni dalla cessione dell’attività di calciatore di Franco, ma nessuno lo ha mai dimenticato, anche se il suo carattere silenzioso e mai invadente lo aveva sempre tenuto lontano dai riflettori delle cronache e dello sport. Gli avevamo dedicato una lunga intervista nel 2013 e, visto che ricordavamo le sue prestazioni sia iniziali al Dina delle Piane che successivamente allo stadio Degli Oliveti, è stato un vero piacere ricordare con lui quei momenti, i suoi passaggi di vita, le emozioni, le curiosità.
Una su tutte: come è stato il suo esordio nella Massese, giovanissimo, proveniente dalla giovanile dell’Ortolese. Con lui tutta questa squadra si trasferì alla Massese. “Il mio esordio per caso – ci raccontò Franco – la società era in crisi e decise per i giovani e mi buttarono in mischia. Ero destro e siccome mancava un difensore sinistro mi spostarono là. Feci una bella partita e non mi tolsero più da sinistra”.
Poi con lui ricordammo il trasferimento dal Dina Delle Piane al nuovo stadio Degli Oliveti. “Per noi fu un sogno, passare dal giocare sul ‘cemento’ del Dina al velluto degli Oliveti”. Ed ancora, tanto per citare altri episodi, ricorda l’arrivo di Dell’Angelo dal Milan, un fenomeno intelligente ed inesauribile. Ricordammo insieme un altro episodio col tecnico della nuova Massese Cesare Meucci.
“Arrivò e per la preparazione estiva portò picconi e badili e, dopo i giri di campo – era vietato toccare il pallone – ci fece scavare, ribaltare e setacciare la terra nelle aree piccole dei portieri: troppo dura per tuffarsi. Tanto per citare qualche episodio”. Peri giocò sempre nella Massese dal 1955 al 1965 per oltre 200 partite e senza infortuni. Poi, nel finale, “in quei tempi nei dilettanti non si guadagnava nulla – ci disse – quando smisi feci qualche partita nella Sarzanese con Orrico ed iniziai a lavorare al Riv”.
Franco è storia di una Massese che gli anziani ricordano ancora a memoria: la formazione Mignani, poi arrivò Giunti, Galeotti, Peri, Evangelisti, Consonni, Menotti, Del Buono, Dell’Angelo, Mencacci, Martiri, Prunecchi. Molti sportivi andranno in questi giorni a fargli visita all’obitorio del Noa e poi lunedì al Santuario dei Quercioli per l’ultimo saluto.
