
Emanuele Ricciardi pronto ad acquisire la Sanac
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MASSA – La Sanac verrà acquistata dall’imprenditore massese Emanuele Ricciardi? Possibile. Le trattative tra i commissari di nomina ministeriale che “guidano” l’azienda, sono in corso da mesi e potrebbero arrivare a un punto di svolta: l’8 settembre ci sarà un tavolo a Roma, al ministero delle Imprese, dove sarà illustrato il piano industriale della Erre Trading, guidata da Ricciardi, che potrebbe avere un primo via libera all’acquisizione.
Erre Trading opera nel commercio, trattamento e lavorazione di rottami metallici e ferrosi e demolizioni industriali. Nel 2024 aveva chiuso il bilancio con 24 milioni di fatturato e 158mila euro di utile; alle sue dipendenze conta sette lavoratori.
Chi è Ricciardi: dal Pd a Fi e la “guerra” con il fratello
Emanuele Ricciardi è un imprenditore molto noto a Massa. Il suo nome è salito più volte alle cronache per la “battaglia” con il fratello Alberto e per il crac Fermet. Fu per questo anche indagato e rinviato a giudizio, poi prosciolto.
Il fratello Alberto Ricciardi lo aveva accusato pubblicamente di avere ordito un complotto per far fallire la sua Fermet.
Ma l’imprenditore è noto anche per il suo impegno politico. Dapprima vicino al Pd – si era autocandidato alla segreteria comunale e provinciale – ha poi sostenuto l’avvocato Sergio Menchini contro il candidato ufficiale del partito Alessandro Volpi – quindi si è avvicinato a Forza Italia diventando fan del senatore berlusconiano Massimo Mallegni. Il tutto, nel giro di pochi mesi. Anche in Fi, tuttatvia, resistette poco: divenutone commissario provinciale, si scontrò con i notabili del partito, Jacopo Ferri in primis e si defilò ben presto dalla politica attiva.
Il sindacato Usb incontra l’imprenditore
Intanto, il 3 settembre il sindacato autonomo Usb, alla presenza dei commissari della Sanac incontrerà Emanuele Ricciardi per un incontro informale e preventivo in vista del tavolo al Ministero in programma per l’8.
In proposito, Usb ha diffuso una nota che qui riportiamo:
“Inizia un percorso di dialogo fra la nostra organizzazione e il soggetto che si appresta a comprare Sanac.
Da parte nostra visionato il piano industriale sarà nostra premura assicurarci il rispetto di tutti i passaggi e la tutela di tutte le garanzie per i lavoratori in forza.
Come abbiamo già detto diverse volte la nostra soluzione sulla vertenza acciaio e refrattari avrebbe dovuto percorrere una strada ben diversa, quella della nazionalizzazione del settore strategico nazionale che come molti altri nel nostro Paese continuerà purtroppo a rimanere nelle mani di soggetti privati.
Sarà quindi il Ministero a doverci assicurare e assumersi la responsabilità di questa operazione, ma ascolteremo e parteciperemo in maniera costruttiva e positiva a tutti gli incontri programmati.
A tal riguardo spiace riscontrare che essi avverranno in maniera separata non certo per colpa nostra.
I numeri della Sanac
Gli stabilimenti Sanac hanno una capacità di circa 200mila tonnellate l’anno di materiali refrattari, utilizzati nella siderurgia. Il suo principale cliente è sempre stato il gruppo ex Ilva, di cui Sanac era parte, fino al commissariamento che risale ormai a dieci anni fa. Gli stabilimenti Sanac si trovano a Massa, Vado Ligure (Savona), Gattinara (Vercelli) e Assemini (Cagliari), impiegano circa 345 dipendenti (di cui un centinaio a Massa) e fatturano 150 milioni di euro, producendo il 35% del materiale refrattario presente sul mercato nazionale. Da dieci anni in amministrazione controllata, il gruppo è stato messo all’asta sette volte, tutte con esito negativo.











