
Impianto sportivo di Via Casola, bando scaduto a Giugno, a Settembre ancora tutto fermo
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Massa- C’è un campo a Marina di Massa che non esiste. Non per i ragazzi. Non per le società. Esiste solo nelle carte del Comune. Si chiama impianto di via Casola. E la sua storia è il perfetto riassunto di come a Massa si uccide lo sport.
12 marzo 2026. I giornali titolano: “Fumata nera per l’impianto di via Casola: progetti bocciati”. Ennesimo avviso andato a vuoto. Il Comune ci riprova. Nuovo bando. Scadenza: 26 giugno 2026, arrivano due domande ufficiali : A.S.D. Polisportiva Magnaorecchi Massa e La cordata ASD White Tigers + ASD Royal Dallas.
Due soggetti disposti a investire, a riqualificare, a prendersi in gestione l’impianto. Spogliatoi fatiscenti, erbacce alte un metro. Cosa fa il Comune? Nulla.
Siamo al 4 settembre. I campionati sono partiti. Gli allenamenti , la preparazione avrebbero dovuto iniziare già da un po’.
Le due società che hanno partecipato al bando sono in un limbo. Non hanno ricevuto una telefonata. Non una PEC. Non sanno se hanno vinto, se hanno perso, se devono comprare le reti o cercare un altro campo a 30 km da casa. Questa si chiama presa in giro istituzionalizzata.
La risposta alle società è sempre la stessa: “Siamo in fase di valutazione tecnica della documentazione, del piano di fattibilità e della sostenibilità economico-finanziaria”. Tradotto: non lo sappiamo nemmeno noi.
Ma di cosa stiamo parlando? Non state valutando la costruzione di un ponte sullo Stretto. È un campo di periferia. Ci sono due buste sul tavolo da due mesi e mezzo. Aprirle e decidere è troppo? Nel frattempo, la domanda vera è: Dove si allenano oggi? Assessore allo sport Roberto Acerbo, lei una risposta ce l’ha?
Gli spazi potrebbero anche esserci ma nulla si muove. Mentre per via Casola tardate a decidere, avreste almeno altri due impianti di vostra proprietà che marciscono.
A Forno un campo dove i lavori sono ormai terminati, costato soldi pubblici, nuovo di zecca. A Casette un campo storico, fermo da tempo, abbandonato a se stesso. Con qualche migliaio di euro di manutenzione ordinaria potrebbe accogliere diverse società. Invece lo lasciate alle ortiche.
Avete tre campi. Uno bloccato da un bando infinito, due fermi. E dite alle società che non avete spazi. È una bugia che offende l’intelligenza. Non ci rimette il dirigente del Comune. Non ci rimette l’assessore Acerbo. Ci rimettono tutte le realtà che fanno sport non per business, ma per tenere in piedi una comunità. Lo sport a Massa non è morto. Lo state facendo morire voi, a forza di bandi, di rinvii, di fumate nere. Via Casola non è un problema tecnico. È il simbolo di una città che ha smesso di credere nei suoi giovani.










