“No alle case popolari ghetto al Murlungo”: appello a Ascanio Celestini e flash mob sotto la torre

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Avenza. “I poveri Cristi si sono fermati al Murlungo”. Questo il titolo della lettera manifesto che i rappresentanti di Avenza Si R-esiste hanno consegnato all’autore e regista Ascanio Celestini, in occasione del suo spettacolo sotto la torre di Castruccio.

Un documento e un flash mob per  riportare l’attenzione sul progetto delle 28 case di edilizia popolare al Murlungo.

“Case per i poveri Cristi, ma queste case dovevano essere fatte a Marina – si legge nel documento di Avenza Si R-esiste – vicino al mare, alle pinete, ai servizi, alle dimore di chi povero Cristo non è. E invece, per una carambola politica, si sono cambiate le carte e le case sono state destinate al Murlungo, zona insalubre per eccellenza, dove la terra aspetta la bonifica da decenni”.

Il documento consegnato a Celestini parte da lontano, dalla fumata nera del caso Farmoplant del 17 luglio 1988. “Quel fumo nero, scrive il comitato di cittadini Si R-esiste – era presagio di morti (troppe) che causò, poi si seppe anche che la nostra terra era imbevuta di sostanze inquinanti, la maggior parte nella zona dove si vogliono costruire le nuove  case popolari”.

Il comitato avenzino ha chiesto a Celestini di “unire la sua preziosa voce alla nostra per far desistere chi amministra da questa scelta che è un’ennesima condanna per chi scelta non ha  e si ritroverebbe condannato in un ghetto”.

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Alessandra Vivoli
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