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	<title>Cronaca Archivi - Prima Pagina Massa Carrara</title>
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	<title>Cronaca Archivi - Prima Pagina Massa Carrara</title>
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		<title>Malore in mare, salvata una donna a Marina di Massa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossana Lazzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 20:14:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marina di Massa- Momenti di paura, poi la solidarietà. È accaduto nelle scorse ore al Bagno Casa Faci, a Marina di Massa, dove una donna è stata colta da un malore mentre si trovava in acqua, in evidente stato di difficoltà. Fondamentale e immediato è stato l’intervento dei presenti. Provvidenziale quello di Paolo, di cui [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Marina di Massa- Momenti di paura, poi la solidarietà. È accaduto nelle scorse ore al Bagno Casa Faci, a Marina di Massa, dove una donna è stata colta da un malore mentre si trovava in acqua, in evidente stato di difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fondamentale e immediato è stato l’intervento dei presenti. Provvidenziale quello di Paolo, di cui non conosciamo il cognome, che oggi possiamo dire con certezza: ha salvato una vita. Con lui Marco e Luca, che insieme a Paolo sono entrati in mare e hanno tratto in salvo la signora, aiutandola a rimanere a galla e riportandola a riva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tempestivo anche l’arrivo dei sanitari chiamati dai presenti, che hanno prestato le prime cure del caso e hanno poi trasferito la donna in ospedale per gli accertamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un episodio che ricorda quanto conti, in mare come nella vita, non voltarsi dall’altra parte. Grazie a Paolo, Marco e Luca. Gesti semplici che fanno la differenza tra un giorno qualunque e un giorno in cui qualcuno torna a casa.</p>
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		<title>SAST soccorso per una bimba all&#8217;Orrido di Botri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 16:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stazione del SAST (Soccorso Alpino e Speleologico Toscano) è stata attivata verso le 13.30 di oggi per un intervento all’Orrido di Botri dove una bimba di 12 anni era stata colpita da un masso su un piede e non riusciva a proseguire il cammino per il ritentro. Sul posto si sono diretti i tecnici [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La stazione del SAST (Soccorso Alpino e Speleologico Toscano) è stata attivata verso le 13.30 di oggi per un intervento all’Orrido di Botri dove una bimba di 12 anni era stata colpita da un masso su un piede e non riusciva a proseguire il cammino per il ritentro. Sul posto si sono diretti i tecnici con personale sanitario e una squadra di Vigili del fuoco. L’elisoccorso regionale Pegaso 1 ha raggiunto il posto ed ha provveduto a calare un tecnico di elisoccorso del SAST insieme ad un medico. La piccola infortunata è stata recuperata e trasportata al campo sportivo di Montefegatesi, presso Bagni di Lucca, per il successivo trasferimento ad Ospedale pediatrico Meyer. L&#8217;Orrido di Botri è una spettacolare gola calcarea (un vero e proprio canyon naturale) situata in Toscana, nell&#8217;Appennino Lucchese (nel comune di Bagni di Lucca). È stato scavato nei millenni dallo scorrere del torrente Rio Pelago, che ha inciso la roccia creando pareti verticali alte fino a 200 metri e in alcuni tratti distanti solo pochi metri l&#8217;una dall&#8217;altra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi ultimi minuti poi un altro allarme per i tecnici del SAST per il soccorso ad un uomo caduto alla Penna di Lucchio, <mark>montagna calcarea alta 1176 metri  sulle Apuane, presso il famoso borgo medievale di <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/monte-la-penna-di-lucchio?ldc" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lucchio</a></mark> ,nel comune di Bagni di Lucca. Una squadra partita a piedi e l&#8217;elisoccorso regionale Pegaso 3 già in prossimità della zona dell&#8217;incidente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/SastOrrido-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-7060" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/SastOrrido-1024x768.jpeg 1024w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/SastOrrido-300x225.jpeg 300w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/SastOrrido-768x576.jpeg 768w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/SastOrrido-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/SastOrrido.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Donazione di organi e tessuti, la denuncia della USB: «In Lunigiana servizio ancora assente»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 11:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LUNIGIANA – In un territorio che conta oltre 45 mila abitanti, il servizio di donazione di organi e tessuti non sarebbe ancora operativo. A denunciarlo è l&#8217;Unione Sindacale di Base di Massa Carrara, che torna a sollevare una questione già portata all&#8217;attenzione delle istituzioni e dell&#8217;opinione pubblica nei mesi scorsi. Secondo quanto riferito dal sindacato, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">LUNIGIANA – In un territorio che conta oltre 45 mila abitanti, il servizio di donazione di organi e tessuti non sarebbe ancora operativo. A denunciarlo è l&#8217;Unione Sindacale di Base di Massa Carrara, che torna a sollevare una questione già portata all&#8217;attenzione delle istituzioni e dell&#8217;opinione pubblica nei mesi scorsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riferito dal sindacato, nonostante i cittadini possano esprimere il consenso alla donazione presso i Comuni della Lunigiana, il percorso necessario per rendere effettiva la donazione non sarebbe ancora attivo negli ospedali del territorio. Una situazione che, secondo la USB, rappresenterebbe un&#8217;ulteriore penalizzazione per un&#8217;area che negli anni ha già visto la riduzione di numerosi servizi sanitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindacato ricorda come, a settembre dello scorso anno, fossero state fornite rassicurazioni circa l&#8217;avvio del servizio entro marzo 2026. A oggi, però, l&#8217;attivazione non sarebbe ancora avvenuta. Da qui la richiesta rivolta alla direzione dell&#8217;Asl Toscana Nord Ovest e alla direttrice generale Maria Letizia Casani affinché vengano chiariti i motivi del ritardo e indicata una data certa per l&#8217;avvio del servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la USB si tratta di una questione di civiltà e di pari diritti, che riguarda non solo i cittadini della Lunigiana ma anche tutte le persone in attesa di un trapianto o di una donazione di tessuti salvavita.</p>
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		<title>Tacos e non solo: nuova vita per l&#8217;ex bar La Borsa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 11:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carrara]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carrara. Una serranda che presto si riaprirà in pieno centro a Carrara. Una nuova vita per lo storico bar La Borsa in via Roma. Un futuro fatto di tacos e di molto altro. Un locale che tornerà ad illuminare la città. Questo è quello che trapela sul futuro dell&#8217;ex La Borsa. Un futuro che sembra [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Carrara. Una serranda che presto si riaprirà in pieno centro a Carrara. Una nuova vita per lo storico bar La Borsa in via Roma. Un futuro fatto di tacos e di molto altro. Un locale che tornerà ad illuminare la città.</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Questo è quello che trapela sul futuro dell&#8217;ex La Borsa. Un futuro che sembra davvero essere imminente perchè ci sono già i lavori in corso nel locale di via Roma che per decenni è stato un punto di incontro fondamentale per tanti carraresi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/img-20260725-wa00262645225818562408315.jpg" alt="" class="wp-image-7049" srcset="https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/img-20260725-wa00262645225818562408315.jpg 1024w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/img-20260725-wa00262645225818562408315-300x200.jpg 300w, https://www.primapaginamassacarrara.it/wp-content/uploads/2026/07/img-20260725-wa00262645225818562408315-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il bar La Borsa in via Roma</figcaption></figure>
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		<title>Parcheggi selvaggi a Guadine: blitz dei vigili urbani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 11:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa. Auto parcheggiate lungo la strada. Ignorando i divieti e creando inevitatibili caos al traffico.Una situazione che a Guadine si verifica sempre più spesso, soprattutto nei fine settimana quando molti cercano refrigerio nelle acque del fiume.Una situazione fuori controllo per cui nella mattinata di questo sabato 25 luglio sono intervenuti i vigili urbani.Fino ad un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Massa. Auto parcheggiate lungo la strada. Ignorando i divieti e creando inevitatibili caos al traffico.<br>Una situazione che a Guadine si verifica sempre più spesso, soprattutto nei fine settimana quando molti cercano refrigerio nelle acque del fiume.<br>Una situazione fuori controllo per cui nella mattinata di questo sabato 25 luglio sono intervenuti i vigili urbani.<br>Fino ad un po&#8217; di tempo fa ognuno parcheggiava dove voleva . Poi sono arrivati i divieti e un pass per i residenti e per chi va a lavorare . Però quelli che cercano il fresco del fiume, visto il divieto, hanno iniziato a parcheggiare in altre zone vicine, creando caos in via Bassa Tambura e al bivio per Forno.<br>Non solo, per aggirare i controlli, i furbetti del tuffo al fiume hanno cominciato a salire a Guadine prima del fine settimana, lasciando le attrezzature da campeggio per tenere il posto.</p>
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		<title>Gli eroi non nascono dai protocolli. Nascono proprio perché non li rispettano</title>
		<link>https://www.primapaginamassacarrara.it/cronaca/2026/07/25/gli-eroi-non-nascono-dai-protocolli-nascono-proprio-perche-non-li-rispettano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossana Lazzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa- Nei fatti drammatici che hanno portato alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna, tra i lampeggianti, le urla, lo spray al peperoncino e la morsa del fermo di polizia, si consuma una tragedia parallela e silenziosa. È la tragedia di chi era salito su quell’ambulanza non per eseguire un arresto né per garantire l’ordine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/cronaca/2026/07/25/gli-eroi-non-nascono-dai-protocolli-nascono-proprio-perche-non-li-rispettano/">Gli eroi non nascono dai protocolli. Nascono proprio perché non li rispettano</a> proviene da <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it">Prima Pagina Massa Carrara</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Massa- Nei fatti drammatici che hanno portato alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna, tra i lampeggianti, le urla, lo spray al peperoncino e la morsa del fermo di polizia, si consuma una tragedia parallela e silenziosa. È la tragedia di chi era salito su quell’ambulanza non per eseguire un arresto né per garantire l’ordine pubblico, ma con il solo mandato di prestare soccorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iscrizione nel registro degli atti dei volontari e degli operatori intervenuti è certamente un atto dovuto per consentire le perizie medico-legali. Eppure l’aspetto che interroga di più la nostra coscienza collettiva, e la storia stessa del Terzo Settore, non è solo penale o procedurale. Riguarda una metamorfosi culturale e morale: la progressiva burocratizzazione della pietà e l’appiattimento dell’ideale del volontariato sul dogma della procedura e della sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi decenni il sistema del soccorso sanitario d’emergenza ha fatto passi da gigante nell’organizzazione tecnica, nella formazione e nella tutela degli operatori. Ai volontari viene insegnato, fin dal primo giorno di corso, un principio inderogabile: safety first, la sicurezza della scena. Nessun soccorritore deve diventare una vittima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un principio impeccabile sulla carta che però ha subito una distorsione subdola. In contesti ad altissima tensione, dove un uomo è a terra, ammanettato, in preda a una crisi psicomotoria o respiratoria, circondato dall’autorità delle divise, la &#8220;sicurezza della scena&#8221; rischia di trasformarsi in scudo psicologico e burocratico. Diventa il paravento dietro cui nascondere la paralisi emotiva, la sottomissione all’autorità o, peggio, un distacco cinico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il volontario, spaventato o preoccupato di non interferire con le forze dell’ordine, arretra. Delega la valutazione della persona che ha davanti a chi gestisce l’ordine pubblico, dimenticando che il proprio compito non è giudicare né contenere, ma proteggere la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così la sicurezza della scena diventa l’alibi dell’indifferenza. E manca la frase che avrebbe dovuto spezzare tutto:  </p>



<p class="wp-block-paragraph">«Aspettate. Fermi tutti. Quest’uomo sta morendo. Fatemi fare il mio mestiere.»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella frase non pronunciata segna la rottura tra la burocrazia del 118 e l’essenza del soccorso. Sarebbe bastato quell’impeto, un atto di coraggio civile e di pietà immediata, per fermare l’automatismo della procedura e rimettere al centro il corpo che cede, il respiro che si interrompe, lo sguardo che si spegne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché quell’impeto non c’è stato? Perché nell’integrazione nel macchinario istituzionale dell’emergenza molti volontari hanno assorbito una postura che non appartiene loro: il distacco freddo, il gergo tecnico deresponsabilizzante, l’idea che l’altro non sia una persona in sofferenza ma un &#8220;target&#8221;, un &#8220;codice&#8221;, un &#8220;soggetto agitato&#8221;. Si scambia il cinismo per professionalità e la rigidità procedurale per competenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato come libera manifestazione di solidarietà popolare, autonoma e indipendente dai rigori dello Stato, il volontariato del soccorso rischia oggi di ridursi all’anello terminale di una catena burocratica. Quando l’algoritmo operativo e il timore della conseguenza sostituiscono la coscienza individuale, la spinta ideale dell’associazione si prosciuga dall’interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo episodio impone una riflessione spietata sul futuro del Terzo Settore. Se il volontario diventa un esecutore di checklist, privato del coraggio di far valere empatia e dignità umana sopra ogni schema, si perde il senso stesso della sua presenza sulla strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le grandi organizzazioni di volontariato devono chiedersi quanto abbiano contribuito a questo appiattimento, inseguendo modelli che misurano tempi di intervento e aderenza ai protocolli, ma dimenticano di allenare all’umanità, al discernimento critico e al coraggio morale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Salvare una vita non è solo un atto tecnico: è un atto di grandissima prossimità. Se di fronte a un uomo che muore l’operatore non sente più la spinta viscerale di fermare tutto, significa che il sistema non ha solo protetto la scena, ma ha anestetizzato la coscienza di chi doveva soccorrere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Facendo queste riflessioni mi è tornata in mente la scena finale di _Codice d’onore_, con Tom Cruise e Jack Nicholson. La trovate qui:&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=EcTDwsak604" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.youtube.com/watch?v=EcTDwsak604</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando i due militari vengono assolti dall’accusa di omicidio ma congedati con disonore, il più giovane chiede: &#8220;Che colpa abbiamo? Abbiamo solo eseguito l’ordine del colonnello&#8221;. E l’altro risponde: &#8220;Era nostro dovere batterci per le persone che non possono difendersi da sole&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un volontario </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/cronaca/2026/07/25/gli-eroi-non-nascono-dai-protocolli-nascono-proprio-perche-non-li-rispettano/">Gli eroi non nascono dai protocolli. Nascono proprio perché non li rispettano</a> proviene da <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it">Prima Pagina Massa Carrara</a>.</p>
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		<title>&#8220;Riportami a casa Franco&#8221;. Una promessa rimasta sott’acqua da 34 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rossana Lazzini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 08:19:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa &#8211; Graziella ha giurato a mamma e papà che ce l’avrebbe fatta. Ma il campo 25 del Mirteto è allagato. E con lui, da 34 anni, è allagato anche il dolore di una famiglia.Si chiamava Franco Fabiani. Aveva 24 anni.  34 anni fa un incidente gli ha strappato la vita. Da allora a sua madre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it/cronaca/2026/07/24/riportami-a-casa-franco-una-promessa-rimasta-sottacqua-da-34-anni/">&#8220;Riportami a casa Franco&#8221;. Una promessa rimasta sott’acqua da 34 anni</a> proviene da <a href="https://www.primapaginamassacarrara.it">Prima Pagina Massa Carrara</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Massa &#8211; Graziella ha giurato a mamma e papà che ce l’avrebbe fatta. Ma il campo 25 del Mirteto è allagato. E con lui, da 34 anni, è allagato anche il dolore di una famiglia.<br>Si chiamava Franco Fabiani. Aveva 24 anni.  34 anni fa un incidente gli ha strappato la vita. Da allora a sua madre e a suo padre gli è rimasta solo una cosa tra le mani: il ricordo. E una frase detta piano, vicino alla bara: &#8220;lo riporteremo a casa&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Franco è stato messo nel campo 25 del cimitero del Mirteto. Nessuno immaginava che quella terra sarebbe diventata una prigione. Gli anni sono passati. I genitori sono invecchiati con quella promessa nel petto. Quando anche loro se ne sono andati, quel peso è sceso sulle spalle di Graziella, la sorella.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L&#8217;ho promesso ai miei genitori -dice con la voce che si spezza- hanno sofferto tutta la vita per la morte di mio fratello giovanissimo. Perché non possono esumarlo?”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Graziella è andata in Comune. Ha spiegato, ha chiesto, ha supplicato. Vuole solo cremarlo. Vuole solo tenerlo vicino, a casa. Dove una famiglia tiene le persone che ama. La risposta è stata tecnica, fredda: &#8220;non si può. Il campo 25 ha problemi idraulici. È allagato&#8221;. &#8220;Capisco i problemi idraulici, ma credo che un modo esista e questo muro non lo comprendo&#8221;*.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un muro. Perché di questo si tratta. Un muro d’acqua, di carte, di &#8220;non si può&#8221;.&nbsp;E dall’altra parte c’è un ragazzo di 24 anni che aspetta da 34 anni. Intanto il Mirteto va avanti così. Erbacce che coprono i nomi. Transenne che dividono i campi. Infiltrazioni che scendono sulle lapidi. Acqua dove dovrebbero esserci fiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è solo la storia di Franco. È la storia di tutte le famiglie che entrano lì e abbassano lo sguardo. Che chiedono rispetto per il loro dolore e soprattutto per i loro morti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La situazione del campo 25 e dell&#8217;intero cimitero di Mirteto non può essere sottovalutata&#8221;, dice Graziella. Non è una polemica. È una figlia che parla a nome di un padre e di una madre che non ci sono più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda ora va dritta all’assessore Roberto Acerbo:&nbsp;&nbsp;cosa deve fare questa donna per poter riportare suo fratello a casa?&nbsp;Quale legge, quale ufficio, quale uomo può dire che una promessa vale più di un allagamento?I cittadini massesi lo chiedono insieme a lei.&nbsp;&nbsp;Perché un cimitero non può essere un luogo dimenticato.&nbsp;&nbsp;Perché 34 anni sono troppi per tenere un figlio lontano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Franco, deve tornare a casa.&nbsp;Sono troppi anni che aspetta.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Via libera al supermercato nell’ex Universal Bench: la maggioranza boccia tutte le osservazioni del PD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa- Il Consiglio comunale ha messo il sigillo definitivo alla Variante n. 7 al Regolamento Urbanistico, comprensiva del Piano Attuativo per l’area ex Universal Bench/Autonieri, respingendo integralmente le 13 osservazioni presentate dal gruppo consiliare del Partito Democratico, aprendo la strada all’insediamento di una nuova grande struttura commerciale alimentare. Le osservazioni respinte   Le controdeduzioni del PD [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Massa- Il Consiglio comunale ha messo il sigillo definitivo alla Variante n. 7 al Regolamento Urbanistico, comprensiva del Piano Attuativo per l’area ex Universal Bench/Autonieri, respingendo integralmente le 13 osservazioni presentate dal gruppo consiliare del Partito Democratico, aprendo la strada all’insediamento di una nuova grande struttura commerciale alimentare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le osservazioni respinte  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le controdeduzioni del PD puntavano su viabilità, impatto ambientale e coerenza con gli strumenti di pianificazione vigenti. Tra i nodi sollevati: il traffico che la nuova funzione commerciale potrebbe generare, la classificazione dell’intervento nella cosiddetta “fascia di bordo” e la compatibilità con il tessuto produttivo cittadino.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’Amministrazione, la variante è conforme agli strumenti sovraordinati e risponde agli obiettivi di recupero di un’area industriale dismessa da anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fronte del no  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il Partito Democratico il rigetto totale segna la chiusura di un confronto. &#8220;È un percorso privo di un reale dibattito politico e tecnico su una scelta che cambia il volto di una delle principali aree produttive della città&#8221;, scrivono i consiglieri.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto più contestato è il cambio di destinazione d’uso: da polo produttivo e artigianale a sede della &#8220;ennesima&#8221; struttura della grande distribuzione. &#8220;Una scelta che indebolisce la capacità del territorio di attrarre investimenti manifatturieri e occupazione qualificata, privilegiando modelli legati alla grande distribuzione organizzata&#8221;, sottolinea il gruppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preoccupazioni che il Pd condivide anche con le associazioni di categoria. Il timore è di aggravare una crisi già in atto: negli ultimi anni, secondo i dati citati, circa 250 attività di vicinato hanno chiuso i battenti. L’arrivo di un nuovo supermercato rischia, per i commercianti, di impoverire ulteriormente il tessuto urbano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa prevede la variante  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano introduce modifiche agli indici urbanistici e alle destinazioni d’uso. Sono previsti interventi di riqualificazione dell’area, opere di urbanizzazione e adeguamenti infrastrutturali. L’Amministrazione punta sul recupero di un’area dismessa come elemento di rigenerazione urbana.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il PD replica mettendo in luce &#8220;criticità irrisolte&#8221; su traffico, flussi veicolari, sostenibilità ambientale e coerenza complessiva con il Regolamento Urbanistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scontro sulla pianificazione </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa vicenda conferma una scelta: l’Amministrazione ha rinunciato al proprio ruolo di programmazione pubblica, limitandosi a fare da facilitatore per i grandi gruppi commerciali&#8221;, è la conclusione del PD. &#8220;L’urbanistica va restituita a pratica democratica, con partecipazione e trasparenza. Le scelte che disegnano il futuro della città devono coinvolgere Consiglio, comitati, associazioni e cittadini&#8221;.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo rivendicato dalle opposizioni è un modello di sviluppo che &#8220;valorizzi le aree produttive, rafforzi il polo industriale e artigianale e tuteli il commercio di prossimità&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Partaccia: “Gestione dei rifiuti inaccettabile&#8221;, chiesto un intervento immediato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 12:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking]]></category>
		<category><![CDATA[Partaccia]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa. I consiglieri comunali Daniele Tarantino e Giovanna Santi, insieme al Gruppo consiliare del Partito Democratico e al Circolo PD Bondano-Ricortola-Casone-Partaccia, denunciano la grave situazione che si registra al mercatino della Partaccia, dove l’isola ecologica allestita durante i lavori si trasforma troppo spesso in un accumulo di cartoni, scatole e rifiuti che non vengono ritirati [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Massa. I consiglieri comunali Daniele Tarantino e Giovanna Santi, insieme al Gruppo consiliare del Partito Democratico e al Circolo PD Bondano-Ricortola-Casone-Partaccia, denunciano la grave situazione che si registra al mercatino della Partaccia, dove l’isola ecologica allestita durante i lavori si trasforma troppo spesso in un accumulo di cartoni, scatole e rifiuti che non vengono ritirati con la necessaria tempestività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ogni giorno residenti e turisti si trovano davanti cumuli di cartoni, scatole e rifiuti: un’immagine indecorosa che danneggia il nostro territorio e penalizza il lavoro degli operatori del mercatino – commentano &#8211; . È impensabile che, nel pieno della stagione estiva, uno dei principali punti di richiamo della nostra costa venga lasciato in queste condizioni.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tarantino, Santi, il Gruppo consiliare PD e il Circolo PD Bondano-Ricortola-Casone-Partaccia chiedono un intervento immediato per garantire un servizio di raccolta adeguato e ritiri più frequenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Non è accettabile che un’isola ecologica si trasformi in una discarica a cielo aperto, offrendo ai visitatori un’immagine di degrado proprio nel cuore della stagione turistica – dichiarano &#8211; . Il decoro urbano e il rispetto per commercianti, residenti e turisti passano anche da servizi essenziali efficienti. L’Amministrazione intervenga subito per ripristinare una gestione adeguata della raccolta dei rifiuti e restituire dignità a un’area strategica per il nostro territorio.” Il problema era già stato evidenziato ma l’accumulo di rifiuti si registra troppo spesso, frutto di una mala gestione della raccolta in un luogo che, in estate, raddoppia per presenze turistiche.</p>
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		<title>Sul camion aveva 110 chili di coca: condannato a 4 anni e 8 mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Vivoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 09:44:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[Hot Now]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massa. Massa. Aveva nel camion 110 chili di cociana: condannato a 4 anni e otto mesi. Nel febbraio scorso era stato fermato dalla polizia: il suo camion, con un carico di fertilizzanti, &#160;era parcheggiato vicino allo stadio di Massa, a poca distanza dalla zona industriale. Doveva essere un normale controllo ma l’autotrasportatore, di origini romene, [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Massa. <strong>Massa. </strong>Aveva nel camion 110 chili di cociana: condannato a 4 anni e otto mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel febbraio scorso era stato fermato dalla polizia: il suo camion, con un carico di fertilizzanti, &nbsp;era parcheggiato vicino allo stadio di Massa, a poca distanza dalla zona industriale. Doveva essere un normale controllo ma l’autotrasportatore, di origini romene, aveva manifestato un atteggiamento tale da far procedere ad ulteriori verifiche con l’ausilo di un’unità cinofila.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A quel punto nella motrice del camion, ben nascosti, erano stati trovati 100 panetti di cocaina: oltre un quintale di sostanza (110 chili in totale) che avrebbe fruttato oltre tre milioni di euro e che, secondo le prime ricostruzioni sarebbe stata destinata al nord Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’autotrasportatore, assistito dal legale Enrico Di Martino è stato condannato con il rito abbreviato a 4 anni e otto mesi. Il pm Fabrizio Garofalo aveva chiesto una condanna più pesante, a 9 anni di reclusione.</p>
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