Strada statale 63 a rischio paralisi: il gruppo “Destinazione Futuro” scrive al prefetto

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Una vera e propria paralisi viabilistica sta interessando la Strada Statale 63 del Valico del
Cerreto, l’arteria strategica di collegamento tra la Lunigiana e l’Emilia-Romagna,
fondamentale per pendolari, studenti e flussi turistici della valle. La causa dei disagi è il
proliferare di cantieri gestiti tramite sensi unici alternati regolati da semafori a tempo
fisso.
I consiglieri comunali del gruppo “Destinazione Futuro” -fanno sapere in una nota – hanno inviato una lettera formale al Prefetto di Massa-Carrara, Dott. Gaetano Cupello, e per conoscenza ad Anas e al Sindaco
di Fivizzano. “chiedendo due azioni immediate: la sostituzione urgente dei vecchi semafori
temporizzati con lanterne intelligenti (“smart”), dotate di sensori in grado di modulare la
durata del semaforo verde in base al flusso effettivo dei veicoli, eliminando i tempi morti,
e promozione di un coordinamento efficace dei cantieri tra gli enti gestori e le ditte
appaltatrici, con l’obiettivo di velocizzare le lavorazioni ed evitare l’eccessiva
contemporaneità dei sensi unici alternati”.
“Attualmente – prosegue la nota – la tratta è gravata da ben tre impianti: in località Soliera, a causa dello
smottamento/frana avvenuto nel 2026; nei pressi del bivio per Collegnago, per i lavori di
consolidamento del versante; tra Pieve San Paolo e il bivio per Vendaso, per un ulteriore
cantiere di manutenzione. A questi si aggiungerà a breve un quarto impianto in località
Verrucola per l’interramento della linea elettrica. Nei giorni lavorativi il flusso è diretto verso valle al mattino e verso monte la sera, mentre nel fine settimana la direttrice turistica vede code verso il passo la domenica mattina e rientri verso il fondovalle la sera. Con gli attuali semafori a tempo fisso, si formano
lunghissime colonne in una direzione mentre l’altra corsia rimane completamente vuota.
Questo genera attese a vuoto, stress per gli automobilisti, un aumento ingiustificato di gas
inquinanti, un potenziale intralcio in caso di transito di mezzi di soccorso in emergenza e un
disagio per gli studenti del settore montano del territorio comunale che spesso arrivano in
ritardo alle lezioni nelle scuole del capoluogo”.

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Redazione
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