Carrara, 100 milioni di euro. Ma la città sta davvero migliorando?

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Massimiliano Manuel invia a PrimaPagina MS questa sua riflessione

Negli ultimi anni su Carrara si è abbattuta una vera e propria pioggia di risorse pubbliche: PNRR, Bando Periferie, articolo 21, waterfront.
Quasi 100 milioni di euro.
Una cifra enorme. Un’occasione irripetibile.
Eppure la domanda è semplice: dove sono i risultati?
Perché oggi i cittadini vedono soprattutto una città bloccata: cantieri ovunque, viabilità in difficoltà, disagi quotidiani.
Una fase che potrebbe anche essere comprensibile, se dietro ci fosse una regia chiara. Ma è proprio questo il punto: la regia non si vede.
Non è un caso che, nonostante tutte queste risorse, sia stato necessario l’intervento del Governo per prorogare il Bando Periferie.
La scadenza era fissata al 31 dicembre 2025. Non è stata rispettata.
Un fatto preciso, non un’opinione: senza quella proroga, una parte degli interventi sarebbe saltata.
Questo non è programmazione. È rincorsa.
E mentre arrivano fondi dall’esterno, il Comune è costretto anche a mettere mano alle proprie casse, riallocando risorse per tenere in piedi opere già avviate: piscina Tosi, Palazzo Pisani, Palazzo Rosso.
Segno evidente che qualcosa, nella gestione, non ha funzionato come doveva.
Nel frattempo restano aperti nodi pesanti:
la scuola Buonarroti, ancora in una situazione che preoccupa famiglie e personale;
la piscina Tosi, simbolo di ritardi e incertezze;
Via Verdi, ennesimo esempio di lavori in forte ritardo che si tradurranno in nuovi disagi per un centro storico già allo stremo dopo mesi di cantieri interminabili.
E allora la domanda torna: con 100 milioni di euro, è questo il risultato?
Gran parte degli interventi riguarda manutenzioni e riqualificazioni. Utili, certo. Ma insufficienti per cambiare davvero il destino della città.
Perché senza sviluppo economico, senza visione, senza attrattività, Carrara resta ferma.
L’unico vero progetto strategico è il waterfront.
Ma anche qui va fatta chiarezza: lo sta realizzando l’Autorità Portuale, non l’amministrazione comunale.
E soprattutto: dov’è il progetto complessivo per la Marina?
Ex Mediterraneo, Villa Ceci, ex campo profughi: aree ferme, senza una direzione chiara.
Senza una visione, anche le opere più importanti rischiano di restare pezzi isolati.
Alla fine, i cittadini non giudicheranno i cantieri.
Giudicheranno la loro vita quotidiana.
Se i servizi funzionano.
Se ci si muove meglio o peggio.
Se ci sono più opportunità oppure no.
Oggi, la sensazione diffusa è che a fronte di risorse straordinarie, i risultati siano ancora deboli.
E questo è il vero punto politico.
Perché 100 milioni di euro non sono un alibi.
Sono una responsabilità enorme.
E oggi ci troviamo anche con 12 milioni di euro di avanzo di bilancio: una cifra importante che rischia però di essere dispersa in interventi spot, senza una visione seria e strutturata.
Il rischio concreto è quello delle solite scelte a breve termine, utili più a creare consenso immediato che a costruire sviluppo duraturo.
In questi anni si è andati avanti navigando a vista, mettendo insieme idee prese qua e là, tra vecchie amministrazioni e decisioni improvvisate.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un insieme disordinato, senza una direzione chiara, senza una strategia.
Si è voluto costruire qualcosa di nuovo, ma senza un progetto coerente.
E così, invece di un abito su misura per la città, ci ritroviamo con un vestito rattoppato, fuori stagione e inadatto alle sfide che abbiamo davanti.
Il rischio concreto è che Carrara, davanti a un’occasione storica, si limiti a galleggiare invece di crescere.

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Redazione
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