Carrara, contratto del marmo. USB boccia: “Ai lavoratori solo un caffè con brioche!”

Share your love

CARRARA – Duro attacco dell’Unione Sindacale di Base (USB) alla bozza di accordo per il rinnovo del contratto del settore lapideo emersa dal tavolo di trattativa tra organizzazioni sindacali confederali e rappresentanti degli industriali del marmo.

In una nota dai toni particolarmente critici, il sindacato contesta i contenuti dell’intesa, giudicata insufficiente rispetto alle richieste avanzate dai lavoratori e alle condizioni del comparto apuano.

Secondo l’USB, i ritardi nell’apertura del confronto, le forme di mobilitazione considerate troppo deboli e gli scioperi “a singhiozzo” avrebbero contribuito a produrre un accordo che non garantisce un reale miglioramento delle condizioni economiche dei dipendenti.

Al centro delle contestazioni vi è l’aumento economico previsto dalla bozza. Il sindacato sostiene che gli incrementi, distribuiti negli anni attraverso premio di assiduità, presenza giornaliera e indennità varie, ammonterebbero complessivamente a circa 2,50 euro lordi, una cifra che, una volta tassata, viene definita provocatoriamente come “l’equivalente di un caffè e una brioche”.

USB evidenzia inoltre che tali aumenti sarebbero legati alla presenza effettiva sul posto di lavoro e quindi alla produzione, con la conseguenza che in caso di malattia, infortunio o altre assenze il lavoratore non ne beneficerebbe.

Critiche anche sul fronte dei buoni pasto. L’organizzazione sindacale afferma di aver chiesto l’innalzamento del valore a 10 euro giornalieri, sottolineando come tale importo sia fiscalmente vantaggioso per le aziende. Secondo il sindacato, la mancata accettazione della proposta rappresenterebbe un’ulteriore dimostrazione della distanza tra imprese e lavoratori.

Un altro punto contestato riguarda la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. USB sostiene che la trattativa non abbia prodotto alcun avanzamento rispetto alle conquiste ottenute quattro anni fa e ribadisce come la riduzione dell’orario rappresenti, oltre che una misura sociale, anche uno strumento per migliorare la sicurezza in un comparto segnato da numerosi infortuni e tragedie sul lavoro.

Per quanto riguarda il welfare contrattuale, il sindacato segnala che la fine di alcune misure previste dalla precedente contrattazione nazionale potrebbe determinare, a partire dal prossimo anno, una diminuzione dei benefici economici percepiti dai lavoratori rispetto all’ultimo biennio, nonostante gli aumenti previsti dal nuovo accordo. Una situazione che, secondo USB, risulta ancora più grave alla luce dell’aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni.

La nota si allarga poi a una critica complessiva nei confronti degli imprenditori del settore marmifero, accusati di non redistribuire adeguatamente la ricchezza prodotta, di ridurre i posti di lavoro e di non rispettare, secondo il sindacato, gli impegni assunti per la tutela della filiera locale.

Alla luce di queste valutazioni, l’Unione Sindacale di Base invita i lavoratori del comparto a respingere l’ipotesi di rinnovo contrattuale quando sarà sottoposta al voto.

“Ci sono sindacati disponibili ad accettare di essere presi in giro – conclude l’organizzazione – e chi invece preferisce mantenere dignità, coerenza e volontà di lottare”. Un appello che si inserisce nel dibattito sul futuro del settore lapideo apuano, storicamente caratterizzato da forti conflitti sindacali e da una lunga tradizione di mobilitazione dei lavoratori.

Condividi il tuo amore
logo prima pagina
Redazione
Articoli: 554

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *