Ex Mercato, il murale c’era già

Share your love

Massa- Nel 2016 “I Narcisi” di Orticanoodles, opera simbolo della street art apuana, amata e riconosciuta. Con la riqualificazione è stato distrutto nel silenzio totale. Oggi la Giunta stanzia 27mila euro per un altro murale. Questa è la storia di una città che distrugge la sua arte per poi ricomprarsela.

In questi giorni, l’annuncio ufficiale: sulla facciata dell’ex mercato coperto in riqualificazione, arriverà un nuovo murale. Sarà ispirato alle Tre Grazie di Canova, lo farà il digital artist milanese Andrea Crespi, costo 27mila euro, delibera di Giunta n.322 del 3 settembre. Colori: verde e blu, “dal mare alle montagne”. Motivazione: “dialogo tra tradizione scultorea e contemporaneità”.

Bello. Peccato sia una presa in giro.

Perché su quella facciata un murale c’era già. E non era una scritta qualunque. Era “I Narcisi” di Orticanoodles, 2016. Uno dei duo di street artist più famosi d’Italia. Un’opera enorme che copriva tutta la curva dell’ex mercato su Piazza Berlinguer. Soggetto: il narciso selvatico, fiore simbolo delle Apuane. Realizzata con vernici al quarzo di alta qualità per durare nel tempo, costruita con la partecipazione della comunità cittadina, con la partecipazione dei ragazzi del Palma.

Era nelle guide turistiche dell’Ambito Riviera Apuana come “Idee” da vedere a Massa. Era apprezzata, fotografata, riconosciuta a livello nazionale come esempio di riqualificazione urbana riuscita.

Cosa ne ha fatto l’Amministrazione? L’ha distrutta. Senza un comunicato. Senza un confronto. Senza nemmeno porsi il problema di conservarla, staccarla, tutelarla. Arrivati i ponteggi per la riqualificazione dello stabile, il murale è stato cancellato come polvere. Anzi, peggio: come un fastidio.

Nel 2016 la scelta della giunta Volpi era andata su quel fiore che rappresentava “il contesto naturalistico in cui la città di Massa si trova, coronata dalle Alpi Apuane”. Oggi, la giunta Persiani, per giustificare i 27mila euro a Crespi, ci dice che le Tre Grazie servono a “porre in relazione la tradizione classica e scultorea con l’identità del territorio apuano quale luogo intimamente connesso alla cultura del marmo”.

In pratica, la stessa motivazione. Solo che il fiore delle Apuane l’avevamo già. Gratis. E l’abbiamo buttato in discarica. Si chiama arte usa e getta. Si distrugge valore per poi ricreare valore finto, spendendo soldi pubblici.

Chi ha autorizzato la distruzione di un’opera artistica riconosciuta e tutelata almeno dal buonsenso? Perché non è stata prevista nessuna forma di salvaguardia nel capitolato della riqualificazione? Quanto è costato cancellare “I Narcisi” e quanto costerà ora ricoprire lo stesso muro? Oggi Massa non ha bisogno di un nuovo murale. Ha bisogno di rispetto per quello che aveva.

Condividi il tuo amore
logo prima pagina
Rossana Lazzini
Articoli: 162

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *