Carmassi, 300mila euro di contributi pubblici. Sulla sua incompatibilità ora decide Genova

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Massa-Trecentomila euro di contributi pubblici, le dimissioni da presidente dell’associazione AFAPH, dopo l’esposto, la poltrona passata alla compagna e la sede rimasta a casa sua. Per il Tribunale di primo grado non c’è incompatibilità. Ma c’è un atto del Comune di Massa che racconta un’altra storia.

A sollevare il caso è Pier Paolo Bertilorenzi – cittadino ed elettore massese, primo dei non eletti nella lista “Persiani Sindaco” – che con un esposto chiedeva la decadenza dalla carica di consigliere comunale e Presidente di Commissione al Sociale di Daniele Carmassi.

L’esposto, fondato sull’art. 69 del Testo Unico Enti Locali, contesta che l’associazione AFAPH, presieduta da Carmassi, abbia percepito circa 300mila euro di denaro pubblico dal Comune di Massa, lo stesso ente dove Carmassi siede come consigliere di maggioranza.

Dopo l’esposto, presentato al Presidente del Consiglio, al Sindaco e al Segretario Generale, Carmassi si dimette da presidente dell’associazione e il Sindaco Francesco Persiani e il Presidente del Consiglio Agostino Incoronato risposero che, visto che si era dimesso da presidente, non serviva portare in Consiglio Comunale l’esposto.

Bertilorenzi non si arrende e porta la questione in Tribunale e dopo rinvii ed udienze arriva la sentenza. Per i giudici di primo grado, le dimissioni date dopo l’esposto bastano per rimuovere l’incompatibilità. Non importa se la presidenza è passata alla compagna e se la sede dell’associazione sia la casa della famiglia Carmassi.

Non basta neppure che ci sia una Determina Dirigenziale del Settore Sociale n.239 del 06/02/2025, pubblicata all’Albo Pretorio del Comune di Massa e quindi successiva alle dimissioni, che assegna ad AFAPH un nuovo appalto: il servizio comunale di trasporto dei soggetti fragili.

E in quella determina, a pagina 2, il Comune individua proprio lui, Daniele Carmassi, come l’uomo chiave.

Testualmente si legge che “Per quanto riguarda l’organizzazione delle attività di trasporto servizio, l’ETS ha a disposizione una figura dedicata all’organizzazione del servizio con esperienza pluriennale grazie alla quale è perfettamente in grado non solo di coordinare il personale disponibile, ma anche di selezionare i percorsi più rapidi”.

E ancora: “l’ETS indica il sig. Carmassi Daniele, quale operatore che offre un servizio continuo di reperibilità, al proprio numero di cellulare personale, in ogni giorno e ora, rendendosi disponibile per far sì che l’associazione possa rispondere nel migliore dei modi”.

Contatto diretto, coordinamento del personale, scelta dei percorsi, reperibilità h24 sul suo cellulare personale. In sostanza, il Comune lo individua ancora come referente e responsabile unico del servizio.

Dimissionario sulla carta, ma indispensabile e operativo per il Comune negli atti ufficiali.

Ed è questa una delle tante contraddizioni che hanno spinto Bertilorenzi a fare ricorso in appello a Genova: non può bastare passare la presidenza alla compagna per uscire dall’incompatibilità se poi, di fatto, si continua a gestire un servizio pubblico del Comune di cui si è consigliere.

Ora toccherà alla Corte d’Appello di Genova dire se quel passaggio di presidenza è stato sostanziale o solo un cambio di poltrona in famiglia.

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Rossana Lazzini
Articoli: 162

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