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Massa- Calci e pugni perché ha chiesto lo stipendio. Il primo giugno, in una ditta dell’indotto nautico di Via Dorsale a Massa, un operaio di 49 anni è stato aggredito dal titolare dopo aver rifiutato 300 euro in contanti su 2.200 arretrati di aprile e maggio. Per lui contusioni multiple e 7 giorni di prognosi. Ha sporto denuncia. Sul caso interviene la politica.
“È un fatto gravissimo e profondamente preoccupante” dice Gianni Lorenzetti, consigliere regionale PD e presidente della commissione territorio e ambiente. “Se confermati, i fatti colpiscono principi fondamentali: il diritto a un lavoro dignitoso, il rispetto della persona, la legalità. Essere aggrediti per aver chiesto la propria paga offende la dignità del lavoro. Dalla Toscana deve arrivare una risposta ferma contro ogni sfruttamento”.
Più duro Emiliano Fossi, segretario PD Toscana e deputato: “Quanto denunciato a Massa non è solo inaccettabile, è una vergogna. Un operaio picchiato perché chiede il salario, ditte ‘apri e chiudi’, migranti ricattati: questa non è economia, è barbarie sociale. A quel lavoratore tutta la mia vicinanza, ma la solidarietà non basta”.
Per Fossi i grandi committenti della nautica, comparto che “macina utili straordinari”, hanno “una precisa responsabilità politica, etica e giuridica”. “Non possono far finta di non sapere cosa succede nella giungla dei subappalti. È urgente un protocollo con la Prefettura per blindare la responsabilità dei committenti e una mobilitazione degli organi di controllo. Dobbiamo spezzare la catena dei subappalti selvaggi: la dignità del lavoro viene prima di qualsiasi fatturato”.
Dallo stesso fronte Marco Furfaro, deputato Pd, attacca il nuovo codice appalti: “Un uomo pestato perché reclamava la sua paga. Questo è sfruttamento, ed è anche una scelta politica. Il subappalto a cascata era vietato dal vecchio codice. Questo governo lo ha riscritto e il divieto è caduto. Oggi si può subappaltare a un altro, che subappalta ancora, fino all’ultimo gradino della filiera. L’ultimo gradino è dove un uomo viene preso a pugni per 2.200 euro. Il subappalto a cascata va abolito. I controlli vanno moltiplicati fino ai grandi committenti che traggono profitto e poi si dichiarano estranei”. La Cgil Massa Carrara, che assiste il lavoratore, denuncia da mesi “appalti e subappalti fuori controllo” nella nautica apuana e chiede l’intervento della Prefettura per un protocollo di responsabilità di filiera.