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Primo Maggio Anarchico a Carrara: centinaia in piazza
Carrara celebra il Primo Maggio come ogni anno dal 1945: con il corteo della Federazione Anarchica Italiana, tra storia, memoria e rivendicazioni.
Centinaia di persone hanno animato le strade di Carrara per il tradizionale Primo Maggio Anarchico, l’appuntamento organizzato dalla Federazione Anarchica Italiana (FAI) che, senza interruzioni dal 1945, trasforma la città del marmo in un crocevia del pensiero libertario. Provenienti da tutta Italia, i partecipanti hanno riempito piazze e vie del centro in un corteo scandito da bandiere rosse e nere e da canti di lotta.
La giornata è iniziata con il comizio in Piazza Fabrizio De André, gremita fin dalle prime ore. Tra gli interventi che hanno preceduto il corteo, una voce ha sintetizzato l’anima della manifestazione: «Non può esistere la partecipazione diretta senza mettere in discussione il principio della delega, non può esistere la difesa del territorio senza un reale controllo da parte dei cittadini e non può esistere una gestione delle risorse senza opporsi al sistema di produzione capitalista». Parole che fotografano una visione coerente nel tempo, fondata sul controllo popolare e sull’anticapitalismo.
Il cuore della festa è stato il corteo, un itinerario tra i simboli della storia anarchica e operaia carrarese. Le tappe, le stesse di sempre, sono un rito collettivo:
Piazza Alberica, dove una ghirlanda di fiori rossi è stata deposta anche in onore di Francisco Ferrer, anarchico spagnolo, Piazza delle Erbe con un pensiero per Belgrado Pedrini, Piazza del Duomo, dove sorge il monumento a Giordano Bruno, Piazza Gramsci, con il monumento ad Alberto Meschi, sindacalista anarchico, Piazza Sacco e Vanzetti, dedicata ai due anarchici italiani giustiziati negli Stati Uniti nel 1927 e via Cucchiari con l’omaggio al monumento dei moti carraresi del 1894, nei pressi della caserma Dogali.