Nuova questura: meno verde, più cemento

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Massa- Mettere la nuova Questura nello sgambatoio vicino al Parco degli Ulivi è, a tutti gli effetti, una sciagura urbanistica. 

Non è solo una questione di cemento in più. È che stiamo smantellando un pezzo di città che poteva valere molto di più di un “giardinetto” messo lì per riempire. Quel parco, per come è fatto e per dove si trova, aveva la stoffa per diventare un vero bosco urbano. Un posto aperto, fruibile da chiunque, bambini, anziani, chi fa sport, chi vuole solo ombra. Una cosa che al Monte di Pasta non sarebbe mai stata possibile.

E poi c’è la posizione. Siamo nel centro, in un tessuto già pieno di case e strade. Quel verde era l’unica grande respirazione. Era, di fatto, il nostro piccolo “Central Park”. Togliendolo, togliamo qualità a tutto il quartiere.

Qui nascono due domande che è difficile ignorare.

La prima è sugli standard. Quell’area era stata inserita nel Peep proprio per rispettare il DM 1444/68, la legge sugli standard urbanistici che è ancora valida. Se oggi ci costruiamo sopra, con cosa li sostituiamo? 

La seconda è sui numeri. Ci dicono che si tolgono altri 618 mq al parco, arrivando a 3.218 mq occupati. Ma facciamo due conti semplici: 100 parcheggi tra operatori e pubblico vogliono almeno 2.500 mq. L’edificio previsto è di 6.000 mq su 5 piani, quindi 1.200 mq di impronta a terra. Siamo già a 3.700 mq. E non abbiamo ancora messo le aree di sicurezza intorno all’edificio e la nuova viabilità. 

Anche a voler essere ottimisti e applicare la Legge Tognoli, scendendo a 1.800 mq di parcheggi, siamo comunque al limite. Tradotto: è facile immaginare che, a cantieri aperti, arriveranno altre richieste di spazio.

La Questura serviva, su questo nessuno discute. Ma serviva lì? 

Il rischio è chiaro: i cittadini perdono uno spazio che avrebbe potuto migliorare davvero il modo di vivere in centro. E lo facciamo proprio ora, quando tutte le altre città stanno correndo a piantare alberi e creare verde per combattere il caldo e le isole di calore. A Massa ancora una volta, invece andiamo contromano.

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Rossana Lazzini
Articoli: 97

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