Carrarese, un avvio che i tifosi non si aspettavano. Identità cercasi.

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Carrarese, dove sei? La squadra non c’è e il gioco nemmeno – Due sconfitte in casa e un solo punto conquistato nelle prime tre giornate. È un avvio di campionato che non era certo quello che i tifosi della Carrarese si aspettavano. Ma più dei risultati, a preoccupare è il modo in cui stanno arrivando.

Perdere può succedere, soprattutto in un campionato lungo e difficile come la Serie B. Quello che lascia perplessi, però, è la sensazione di una Carrarese spenta, poco incisiva e incapace di imporre il proprio gioco. Ed è proprio questo il campanello d’allarme più preoccupante.

I tifosi si erano abituati a una squadra diversa. Con Calabro la Carrarese aveva costruito la propria identità soprattutto attraverso un calcio aggressivo, fatto di pressione, intensità e un’azione offensiva spesso insistente, in particolare nelle gare allo stadio dei Marmi. La squadra sapeva trascinare il pubblico e, anche nei momenti difficili, dava la sensazione di avere un’idea precisa di quello che voleva fare.

Oggi, invece, la Carrarese sembra la brutta copia di quella delle ultime stagioni. Non è soltanto una questione di classifica o di punti raccolti: è il calcio espresso a lasciare dubbi. Manca continuità, manca aggressività e soprattutto manca quella personalità che dovrebbe permettere a una squadra di affrontare alla pari avversari della propria fascia.

La rivoluzione della rosa può essere un’attenuante

È giusto, però, non lasciarsi andare a giudizi definitivi dopo appena tre giornate. La rosa è stata profondamente rinnovata, sono arrivati molti giocatori nuovi e non tutti possono essere già al massimo della condizione. Conoscersi, trovare gli equilibri e costruire automatismi richiede tempo.

È questa la speranza della tifoseria: che le difficoltà attuali siano soprattutto il risultato di una squadra ancora in costruzione, con giocatori da inserire e un’identità ancora da trovare.

Perché se così fosse, ci sarebbe tutto il tempo per correggere la rotta.

Il vero interrogativo riguarda Cioffi

Il dubbio più grande, però, riguarda un altro aspetto: quanto di questa Carrarese dipende dalla fase di costruzione della squadra e quanto, invece, dalla visione calcistica di Cioffi?

Se il problema fosse semplicemente una rosa ancora da assemblare, nulla sarebbe compromesso. Ma se il non gioco fosse invece la naturale conseguenza delle idee dell’allenatore, allora la situazione diventerebbe decisamente più preoccupante.

La Carrarese non deve necessariamente puntare a un campionato di vertice. L’obiettivo è molto più concreto: salvarsi, combattendo soprattutto contro quelle squadre che hanno un valore simile. Ma proprio per questo perdere punti e partite negli scontri con le dirette concorrenti può diventare pericolosissimo.

E dopo tre giornate, guardando la classifica, la sensazione è che non sia ancora facile individuare quattro squadre da mettere alle spalle.

La stagione è appena iniziata e non è il momento dei processi. Ma è già il momento delle domande. E soprattutto delle risposte.

Serve una svolta. E serve velocemente. Perché un conto è aspettare che una squadra nuova trovi la propria identità, un altro è accorgersi troppo tardi che quell’identità non è mai stata costruita.

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Nicola Morosini
Articoli: 67

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