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	<title>movida Archivi - Prima Pagina Massa Carrara</title>
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	<title>movida Archivi - Prima Pagina Massa Carrara</title>
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		<title>&#8216;Se le città offrono solo consumo, i giovani consumeranno se stessi&#8217; . L&#8217;altra via di SpazioAlber1ca contro il disagio giovanile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[movida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carrara 6 giugno: Il Circolo SpazioAlberica lancia la sfida. Non bastano i &#8220;patti per la movida&#8221;, i divieti o i vigilanti sui marciapiedi. Queste misure curano i sintomi, non la malattia. Un addetto alla sicurezza protegge una vetrina, ma non spiega perché un ragazzo di vent&#8217;anni sente il bisogno di distruggere tutto. Dopo i tragici [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Carrara 6 giugno: Il Circolo SpazioAlberica lancia la sfida. <br><em>Non bastano i &#8220;patti per la movida&#8221;, i divieti o i vigilanti sui marciapiedi. Queste misure curano i sintomi, non la malattia. Un addetto alla sicurezza protegge una vetrina, ma non spiega perché un ragazzo di vent&#8217;anni sente il bisogno di distruggere tutto</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i tragici fatti di Piazza Palma a Massa, il circolo culturale Arci SpazioAlber1ca, spronato dal socio <strong> Fabio Bernieri</strong> (psicopedagogista, esperto in formazione e mediazione dei conflitti ) si è unito, ha discusso, analizzato il contesto e cercato di capire prima di dare risposte.<br>Ora lancia la sua proposta, concreta, perché un&#8217;alternativa è possibile. Esiste un&#8217;altra via da percorrere per sconfiggere il disagio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;ex San Giacomo sta nascendo un laboratorio dal basso contro il vuoto emotivo che genera violenza, abuso di alcol e solitudine. Ecco cosa stanno facendo concretamente con TRE tavoli di lavoro:<br><strong>Cantiere Giovani:</strong> hanno mappato gli spazi abbandonati di Carrara per trasformarli in un centro di aggregazione.<br><strong>Le Piazze Ferite</strong>: monitorano la notte e progettano micro-interventi di rigenerazione urbana.<br><strong>Welfare Educante</strong>: stanno preparando un progetto di prevenzione della violenza per le scuole, pronto a fine estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br> <strong>LA GRANDE SFIDA: LA &#8220;PALESTRA DEI CONFLITTI&#8221;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intento è di  aprire all&#8217;Ex San Giacomo uno spazio fisico permanente. Un luogo guidato da professionisti per imparare a gestire la rabbia e i conflitti quotidiani a casa, a scuola, al lavoro.<br>PUOI PARTECIPARE  ANCHE TU!<br>Se hai perso i primi incontri e vuoi unirti al percorso, partecipa alla serata di recupero formativo.<br>📅 <strong>Mercoledì 10 Giugno – ore 21:00</strong><br>📍 Ex San Giacomo (Spazio Alberica), Carrara<br>🔍 Focus: Immersione totale nelle nostre 6 chiavi di lettura della violenza.<br>L&#8217;inclusione è la  parola d&#8217;ordine. Il percorso è aperto a tutti. <br><br>Per maggiori informazioni ed essere contattati da uno dei portavoce dei tavoli scrivere a : <em><strong>spazioalberica@gmail.com&nbsp;</strong></em></p>
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		<title>La mia città a misura di giovane: Massa-Carrara vista dai diciassettenni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 12:20:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Visto dai fanti]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[movida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di giorno il mare e le piazze piene di gente fanno sembrare Massa-Carrara una città viva e tranquilla.&#160; Per noi ragazzi il problema non è solo “avere qualcosa da fare”, ma sentirsi parte di una città che pensa anche ai giovani.&#160; A Massa-Carrara qualche possibilità c’è: sport, locali sul mare, eventi estivi musicali presso il [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Di giorno il mare e le piazze piene di gente fanno sembrare Massa-Carrara una città viva e tranquilla.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noi ragazzi il problema non è solo “avere qualcosa da fare”, ma sentirsi parte di una città che pensa anche ai giovani.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Massa-Carrara qualche possibilità c’è: sport, locali sul mare, eventi estivi musicali presso il Cinquale. Però spesso sembra che tutto funzioni solo per gli adulti o per i turisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’estate Marina di Massa e Marina di Carrara diventano il punto principale di ritrovo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sera il lungomare si riempie di ragazzi che passeggiano, si fermano nei bar o si ritrovano sulle panchine vicino alla spiaggia. Anche Carrara, soprattutto durante eventi culturali e concerti, riesce a creare movimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema arriva nei mesi invernali. Molti ragazzi non sanno dove andare dopo scuola. Non esistono molti spazi gratuiti dove stare insieme senza dover consumare qualcosa. Le alternative spesso sono il centro commerciale, il bar o stare a casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Alla fine ci ritroviamo sempre negli stessi posti,” racconta Giulia, 17 anni, studentessa del liceo. “Non ci sono centri giovanili moderni o spazi dove fare attività creative. Se vuoi fare qualcosa di diverso devi andare a Pisa o a Viareggio.”</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Non ci sono centri giovanili moderni o spazi dove fare attività creative. Se vuoi fare qualcosa di diverso devi andare altrove</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche spostarsi non è sempre semplice. A diciassette anni molti non hanno ancora la patente e dipendono dagli autobus o dai genitori. I collegamenti tra le varie zone della provincia non sono sempre comodi, soprattutto la sera e la domenica.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Il vero problema sono gli orari&#8230; dopo una certa ora ci sono pochi mezzi</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“Il vero problema sono gli orari,” dice Martina, 16 anni. “Se esci la sera devi sempre organizzarti con qualcuno che ti venga a prendere perché dopo una certa ora ci sono pochi mezzi e&nbsp;&nbsp;la domenica pomeriggio il ritorno a casa non è sempre assicurato con l orario festivo dei bus”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questo, lo sport rimane uno degli aspetti più positivi del territorio. Tra palestre, calcio, pallavolo e sport legati al mare, molti ragazzi riescono a trovare attività da fare nel tempo libero. Anche la vicinanza delle Alpi Apuane offre possibilità per trekking, escursioni e mountain bike.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Secondo me la cosa più bella di vivere qui è avere sia il mare che la montagna,” racconta Elisa, 17 anni. “Magari non ci sono tantissimi eventi, però puoi stare all’aria aperta tutto l’anno.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche dal punto di vista culturale Massa-Carrara ha molto da offrire: mostre, teatri, eventi sul marmo e festival estivi fanno parte della tradizione del territorio. Però spesso i giovani non si sentono davvero coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Molti eventi sembrano pensati più per gli adulti,” spiega Sara, studentessa di 18 anni. “Servirebbero più laboratori artistici o attività organizzate direttamente per noi ragazzi.”</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Molti eventi sembrano pensati più per gli adulti</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, vivere a Massa-Carrara significa stare in una città tranquilla, sicura e circondata dalla natura, ma che a volte fatica a dare spazio alle nuove generazioni. Molti giovani non chiedono grandi cose: vorrebbero semplicemente più occasioni per incontrarsi, esprimersi e sentirsi ascoltati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per diventare davvero una città “a misura di giovane”, forse, Massa-Carrara dovrebbe partire proprio da qui: ascoltare chi la vive ogni giorno.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo è stato scritto da A. M., studente dell&#8217;Istituto Tecnico Professionale &#8220;A. Salvetti&#8221; di Massa, all&#8217;interno dell&#8217;esperienza di Formazione Scuola Lavoro</p>
</blockquote>
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		<title>La notte di Massa non finisce mai?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 09:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[bongiorni]]></category>
		<category><![CDATA[movida]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riflessioni sui fatti di cronaca recenti da parte di Nicola Guerra, docente universitario e ricercatore indipendente.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’omicidio del concittadino <strong>Giacomo Bongiorni</strong> ha suscitato numerosi commenti, di tono e contenuto eterogenei. Tra questi, non sono mancate dichiarazioni polemiche: c’è infatti chi ha definito la fiaccolata in sua memoria una manifestazione inutile, con parole a tutti gli effetti offensive e prive di senso civico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tratto comune dei commenti e delle numerose “analisi” è la loro superficialità, sia nelle letture di taglio sociologico e giustificazionista, sia in quelle giustizialiste o con derive razziste. Non sembra emergere, infatti, né la capacità né la volontà di un’analisi strutturale del vissuto cittadino.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Si tratta di una tragedia annunciata, non di un evento improvviso o inaspettato</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo da un punto fermo: si tratta di una <strong>tragedia annunciata</strong>, non di un evento improvviso o inaspettato. Le numerose segnalazioni rivolte alle autorità competenti dai residenti del centro storico, sia telefonicamente sia di persona, documentano da tempo una situazione di degrado nell’area. Denunce che riguardano la somministrazione abusiva di alcolici ai minori da parte di diversi locali e una diffusa attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina. Segnalazioni che, come documentato da diversi residenti, includono elementi circostanziati e ripetuti nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basti pensare che, la stessa sera dell’omicidio, si sarebbero verificati, secondo le testimonianze di diversi giovani e residenti, alterchi violenti in via Cavour, intorno alle 21, e nella stessa piazza Palma, luogo della tragedia, intorno alla mezzanotte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché le autorità siano rimaste inerti nonostante anni di segnalazioni circostanziate è una domanda non solo legittima, ma doverosa. La risposta appare evidente a larga parte della cittadinanza: l’attenzione è stata assorbita dalla promozione di Massa come Capitale della Cultura e ogni intervento restrittivo è stato di fatto sacrificato per non compromettere l’immagine della candidatura. Una scelta politica dalle conseguenze altrettanto concrete. Anche le opposizioni non sono esenti da responsabilità: non hanno esercitato la pressione necessaria, né hanno saputo incalzare con efficacia su un problema ormai strutturale e pluriennale, lasciandolo di fatto incancrenire.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>a Massa il sistema politico-amministrativo è consociativo e fortemente condizionato da gruppi ristretti di potere, talvolta di natura familiare</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’evento tragico non dipende, in modo oggettivo, dalle sole mancate risposte della politica. Va detto chiaramente che a Massa il sistema politico-amministrativo è consociativo e fortemente condizionato da gruppi ristretti di potere, talvolta di natura familiare. Questo assetto ha prodotto nel tempo un contesto di gestione chiusa e autoreferenziale, con effetti diretti sulla capacità di affrontare le criticità del territorio. La tragedia si inserisce in un quadro più ampio di crisi strutturale, sia locale sia nazionale, segnato dal progressivo disfacimento del tessuto sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se molti commenti si sono scagliati non solo contro i giovani responsabili dell’uccisione di Giacomo, ma contro i giovani in generale, considerati come un universo uniforme e degenerato, da docente posso dire di aver toccato con mano il disagio e l’abbandono che attraversano molte fasce giovanili. Non per farne delle vittime da giustificare a ogni costo, ma per restituire una lettura più oggettiva della realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le famiglie in cui crescono sono spesso assenti per una svariata serie di motivi. Talvolta perché entrambi i genitori lavorano, spesso sottosalariati e precarizzati, e non riescono a garantire una presenza fisica e una continuità educativa. Non di rado accade però che gli stessi genitori conducano vite disordinate, segnate anche da eccessi e modelli esistenziali improntati a un prolungamento irresponsabile dell’adolescenza. Lo si può ammettere: mentre alcuni ragazzi abusano degli spazi del centro, anche il mondo adulto lo fa nelle zone limitrofe. La città è al centro di un intenso traffico di stupefacenti, anche in ragione della sua posizione geografica strategica. Le dipendenze risultano ampiamente diffuse tra le diverse generazioni.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Il tessuto familiare è in crisi profonda e strutturale, a Massa come nel resto del Paese. Inoltre, la città non offre sogni né prospettive. I figli vedono i genitori lavorare per salari infimi e precari, che non garantiscono quel benessere che il sistema, invece, diffonde in modo illusorio attraverso la propaganda online e televisiva. </p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non sta meglio la <strong>scuola</strong>, con <strong>strutture fatiscenti</strong> e con il ruolo del docente percepito come “posto fisso” e quindi appetibile, al pari di quello alle Poste o in Comune, da parte di soggetti privi della minima vocazione pedagogica e, non di rado, in possesso di titoli acquisiti nel mercato delle certificazioni fittizie create dallo Stato italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è un caso, né una coincidenza fortuita, che la tragedia di Giacomo sia stata seguita, a breve distanza, dall’ennesimo suicidio giovanile: un ragazzo che si è gettato nel vuoto dal ponte di viale Trieste, ormai tristemente noto, insieme a quello parallelo, per episodi analoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo dico con franchezza: ho lasciato Massa nel 1999 per farvi ritorno dopo un ventennio e, appena rientrato, ho subito percepito questo diffuso disagio, sia nel mondo adulto sia in quello giovanile. La mancanza di un reddito in grado di garantire condizioni di vita dignitose, il disfacimento familiare, le dipendenze diffuse — che, bando alle ipocrisie, sono intergenerazionali —, il collasso e il menefreghismo del sistema educativo e dell’istruzione, la pressoché totale assenza di attività e stimoli culturali, la presenza di una politica “meridionalista”, consociativa e familistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da queste condizioni nasce la solita frase che molti massesi ripetono: “a Massa c’è tutto, i monti e il mare”. Una frase consolatoria, che riflette quanta bellezza la natura abbia regalato a questa terra, ma anche quanta bruttezza gli uomini vi abbiano accumulato nel tempo. E la bruttezza più grande che si osserva è l’assenza di speranza, tanto nei giovani quanto negli adulti. Questi ultimi, presi da un tran-tran quotidiano ossessivamente ripetitivo e non remunerativo — in ogni senso —, si rifugiano, quando va bene, nel vuoto chiacchiericcio da bar e, quando va male (e non è una rarità), nelle dipendenze. I giovani, in una condizione di sostanziale abbandono e privi perfino della possibilità di sognare, vivono più a contatto con riferimenti come Baby Gang e simili che con la famiglia, le istituzioni scolastiche, culturali e politiche. Pochi sognano. Pochi studiano. Pochi sono felici. Molti si arrangiano, resistono e alcuni, non pochi, si intossicano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assodato che molte famiglie si trovano oggi in condizioni di grave difficoltà, quando non di vero e proprio disfacimento, non è possibile che lo Stato, le istituzioni locali e il sistema dell’istruzione si limitino a scaricare sulle sole famiglie la responsabilità del disagio giovanile. Al contrario, proprio in presenza di tali fragilità, la responsabilità delle istituzioni si rafforza, in quanto esse sono per loro natura chiamate a sostenere, accompagnare e proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><br>I giovani di oggi, parlando con chiarezza, non sono compresi da molti, ma la ragione più profonda è che non vengono realmente ascoltati: né in famiglia, né nelle istituzioni, né nei contesti educativi.</p></blockquote></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I giovani di oggi, parlando con chiarezza, non sono compresi da molti, ma la ragione più profonda è che non vengono realmente ascoltati: né in famiglia, né nelle istituzioni, né nei contesti educativi. Non si può assistere passivamente alla riduzione dell’immaginario giovanile a modelli distorti, in cui l’unico orizzonte desiderabile diventa l’automobile di lusso o lo stile di vita criminale, senza interrogarsi sulle responsabilità collettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spetta alle istituzioni, a tutti i livelli, in primo luogo a quelle dell’istruzione, dove i giovani trascorrono molte ore — spesso più che in famiglia — il compito di costruire orizzonti di senso alternativi: sogni positivi, realistici e raggiungibili, capaci di restituire fiducia, prospettiva e anche entusiasmo. Ai giovani deve essere trasmesso con chiarezza che il futuro non è qualcosa da subire, ma da costruire. E che, se il mondo che stiamo lasciando loro in eredità presenta criticità evidenti, essi avranno comunque la possibilità di cambiarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo, tuttavia, non è possibile senza un elemento fondamentale: l’ascolto. Nella mia esperienza di docente, ciò che emerge con maggiore evidenza è proprio questa richiesta giovanile, talvolta implicita ed altre esplicita, ma costante: essere ascoltati. Una richiesta che troppo spesso resta inevasa, sia in famiglia sia a scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle di Massa sono tragedie annunciate di un territorio allo sbando, che ai propri giovani offre disagio a piene mani. Siano orribili e ingiustificabili omicidi o disperati suicidi, finché non ci si arrenderà a riconoscere che qui è morta da tempo non solo la qualità della vita, ma persino la speranza, non si comincerà nemmeno ad affrontare una situazione degenerata e ormai insostenibile. E, purtroppo, Massa non è neppure un caso isolato nel contesto italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai giovani che non abdicano, che non cedono allo sbando e alla violenza, che non si arrendono alla depressione e allo sconforto, che non si rifugiano nelle dipendenze e nello sballo, ma che continuano a sognare, viene naturale — ed è, in un certo senso, una sconfitta — dire: studiate le lingue e andate via da questo angolo buio che uccide non solo le possibilità reali, ma anche i sogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nicola Guerra</strong> &#8211; Docente universitario e ricercatore indipendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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