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Massa- La mensa chiude prima: 30 milioni di project financing e la scusa è “non ci sono soldi” Primarie e medie senza refezione dal 29 maggio. Il Comune invoca le casse vuote. Le famiglie: “Ma di cosa stiamo parlando?” Il Comune di Massa vuole far chiudere le mense scolastiche prima del previsto e dare come motivazione ufficiale la “mancanza di risorse economiche”.
Peccato che lo faccia mentre gestisce lo stesso servizio con un project financing da 30 milioni di euro per 12 anni affidato ad A. Gazzoli e Soci Srl. Un appalto da capogiro che doveva servire a riqualificare 23 cucine in 28 plessi, portare più biologico a tavola e garantire continuità. Evidentemente la continuità non era prevista. La notizia che le mense chiuderanno in anticipo sta facendo infuriare famiglie e scuole. Una comunicazione ufficiale sarebbe già stata inviata ai dirigenti scolastici dalla dirigente del comune Simona Benetti.
Il succo della motivazione? “Tenuto conto, delle risorse economiche disponibili dell’Ente”. Tradotto: i soldi sono finiti. Il project da 30 milioni: a cosa serve se poi stacchiamo la spina? Ricapitoliamo l’operazione “restyling”: 12 anni di gestione privata, 28 edifici scolastici, 23 cucine 100 professionisti coinvolti, menù più biologici, promesso. Risultato, a Massa per i bambini di elementari e medie le mense tra pochi giorni chiudono. Poi basta. Se piove, se hai bisogno, se i genitori lavorano: problemi vostri.
La risposta delle scuole è stata immediata: organizzarsi. Panini, merende. Alcuni dirigenti scolastici stanno pensando di mettere in piedi un servizio tampone perché l’alternativa è mandare i figli a casa a metà giornata. Le famiglie sono infuriate. E fanno bene. Perché qui non stiamo parlando di un taglio alla spesa corrente. Stiamo parlando di un Comune che ha esternalizzato tutto, ha messo nero su bianco 30 milioni, e poi dice “non ce la facciamo”.
L’opposizione ci prova: I consiglieri Stefano Alberti e Dina Dell’Ertole hanno chiesto alla presidente della commissione istruzione, Della Pina di convocare d’urgenza martedì la commissione, con la dirigente Benetti e l’assessore Bertoneri. “Ci sono voci che la refezione termini prima rispetto all’anno scorso. Ma che questo dipenda da ‘date le disponibilità economiche’ visto il project da 30 milioni di euro è bruttarello”, hanno detto. Bruttarello è un eufemismo. È una presa in giro.
La domanda scomoda. Se con 30 milioni di project financing non si riesce a garantire la mensa fino a giugno, allora il problema non sono le “risorse disponibili”. Il problema è come quei soldi vengono spesi, gestiti, rendicontati. Chi controlla? Chi risponde? A chi devono bussare i genitori il 30 maggio quando il figlio torna da scuola senza pranzo? A Massa quest’anno la lezione più chiara non la fanno i maestri. La fa l’amministrazione: si può spendere una fortuna e offrire un servizio non completo.