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Massa- Dopo settimane e nonostante lo scetticismo iniziale, anche il Comune di Massa ha fatto un passo avanti e ha sottoscritto il “Patto per la buona movida” in vista dell’estate 2026. È la stessa linea, lo stesso documento, presentato dal comune di Carrara. Lì l’amministrazione già da alcune settimane, aveva scelto di mettere nero su bianco regole e impegni condivisi con esercenti e forze del territorio per gestire la vita notturna. La firma c’è stata oggi. Al tavolo, insieme al Comune, Confcommercio, Confesercenti, CNA, Forum Giovani, Azienda Sanitaria Locale , Coni, Ufficio Scolastico Territoriale ed Asmiu.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: un modello condiviso tra Comune, associazioni di categoria e realtà locali per rendere centro storico e Marina di Massa più sicuri, vivibili e coesi nelle ore serali. Il Comune potenzia i turni della Polizia Municipale per l’estate e, nelle aree a vigilanza rafforzata, attiva “un servizio di sicurezza certificato e professionale” a supporto del monitoraggio, soprattutto nei weekend di maggiore affluenza. Partono anche campagne nelle scuole sul corretto uso degli spazi pubblici, prevenzione dell’abuso di alcol e su come rivolgersi alle forze dell’ordine.
Sul piatto: potenziamento dell’illuminazione pubblica in centro e a Marina, revisione di raccolta e spazzamento rifiuti, nuovi cestini. Con le associazioni parte una campagna sul rispetto delle ordinanze, uso corretto dei dehors e contenimento dell’impatto acustico per tutelare residenti e turisti. Il patto prevede inoltre incontri per gli studenti delle superiori su regole, convivenza civile e rischi delle sostanze. Corsi gratuiti per barman, esercenti e personale dei locali per gestire meglio la clientela, in particolare quella più giovane. Nasce il “bollino della buona movida”: un riconoscimento per i locali che aderiscono al Patto e rispettano principi e buone pratiche.
“Con la firma di questo Patto si apre una nuova fase di lavoro condiviso per una movida più sicura e più consapevole” dice il sindaco Francesco Persiani. “La sicurezza non si costruisce soltanto con il controllo, ma anche con la partecipazione, il dialogo e la capacità di offrire occasioni di incontro e di socialità di qualità”.
Ora che l’adesione c’è, il Patto va trasformato in fatti concreti. Tre sono i punti su cui residenti ed esercenti chiederanno risposte nei prossimi mesi. Il testo parla di “servizio di sicurezza certificato e professionale”. Tradotto: steward, non forze dell’ordine. Resta da capire il numero, le zone coperte, gli orari e il coordinamento con Polizia Municipale e forze dell’ordine. Senza un presidio visibile nei weekend, il rischio è che resti solo un impegno sulla carta.
Illuminazione, cestini, spazzamento e dehors sono i temi più sentiti da chi vive in centro e a Marina. Il Patto li mette tra le priorità. Il banco di prova sarà luglio-agosto: orari di svuotamento, sanzioni per chi lascia bottiglie e bicchieri in strada, controlli sul rumore dopo mezzanotte.
Il comunicato non cita esplicitamente l’estensione della videosorveglianza. Eppure è la richiesta che torna più spesso dopo gli episodi di aprile. Carrara ha inserito il tema nel suo percorso. A Massa il Patto apre alla “vigilanza rafforzata” ma non chiarisce se questo significhi anche nuove telecamere o solo personale a terra. Un punto su cui l’amministrazione dovrà tornare presto. L’estate 2026 sarà quindi il primo test. Il Patto c’è, le intenzioni sono scritte. Adesso tocca tradurle in turni, persone, mezzi e controlli. Perché una “buona movida” non si firma: si fa vedere, tutte le notti.