
Vendemmia “in nero” sul Candia: blitz anti-sfruttamento dei carabinieri
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MASSA – 8 settembre 2026 . C’è del nero nei vigneti del Candia . E non è l’uva Massareta: è il lavoro irregolare, fatto di sfruttamento, paghe da fame e diritti negati. Come nei campi di pomodori o in quelli della raccolta di basilico in tante altre parti d’Italia. La vendemmia “in nero” è stata scoperta dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Massa Carrara, che in questi giorni di raccolta dell’uva, sono saliti tra i vigneti “eroici” del Candia e del Mirteto, trovando situazioni ben poco eroiche.
L’operazione, spiegano i carabinieri attraverso una nota, “è il risultato di costanti servizi di osservazione condotti nella zona, che hanno permesso ai militari di monitorare il transito dei furgoni utilizzati dal titolare per accompagnare i lavoratori nei vigneti e recuperarli al termine della giornata”.
Complessivamente, dice ancora il Nucleo Nil, sono state controllate 39 persone impegnate nella raccolta dell’uva. L’attenzione dei militari si è concentrata, in particolare, su un’azienda operante nel settore agricolo in regime di appalto conto terzi, con sede operativa in provincia di Pistoia e gestita da un cittadino di nazionalità pakistana. All’esito dell’ispezione, è emerso un quadro di grave irregolarità: su un totale di 8 lavoratori extracomunitari rinvenuti intenti all’attività, ben 7 sono risultati impiegati completamente “in nero”, privi di qualsiasi copertura contrattuale.
Dagli accertamenti è emerso che i lavoratori, provenienti dalle province di Firenze e Pistoia, venivano prelevati quotidianamente dal titolare dell’azienda e condotti nelle vigne. La paga pattuita per tali prestazioni ammontava a soli 50 euro al giorno. Al termine delle operazioni, l’attività ispettiva ha portato alla contestazione di sanzioni amministrative per un valore complessivo di 33.400 euro.
L’attività di vigilanza del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Massa Carrara, chiude la nota, ” prosegue costantemente, a conferma dell’impegno dell’Arma a tutela della dignità dei lavoratori e del rispetto delle normative vigenti, finalizzato anche al contrasto di ogni forma di concorrenza sleale nel mercato”.










