
Cai: Canale Fondone inagibile, “liberiamolo” dall’escavazione
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Massa. “L’ennesimo intervento del Soccorso Alpino sulla via di ritorno della Ferrata del Monte Contrario ci
obbliga a riavvisare che il sentiero 168, o meglio conosciuto come Canale Fondone, è inagibile.
Negli anni passati siamo stati costretti a chiuderlo per tutta la sua percorrenza in quanto l’attività di
cava ne ha praticamente reso impraticabile la sue fruibilità e reso ugualmente impossibile la sua
manutenzione”. Lo scrive in una nota Paolo Simi, presidente Club Alpino Italiano – Sez.“Elso Biagi” – Massa
“Quando nel 2013 la cava “Filone Fondone” venne riattivata segnalammo da subito la criticità
chiedendo che tra le prescrizioni per l’autorizzazione all’escavazione ci fosse il mantenimento del
percorso del sentiero – continua la nota – Questo per due ordini di motivi. Primo perchè eravamo consapevoli che quello fosse il percorso più naturale e semplice di ritorno dalla Via Ferrata del Monte Contrario, secondo perchè la normativa regionale imponeva già allora una particolare attenzione al mantenimento dei tracciati dei sentieri CAI: questo è stato poi ulteriormente rafforzato dal Piano di Indirizzo Territoriale, PIT, che individuò la rete sentieristica toscana come invariante strutturale, cioè di garanzia superiore rispetto ad ogni altro tipo di pianificazione locale”.
“Purtroppo l’attività di cava che si è svolta ha praticamente cancellato quel sentiero rendendo
pericolosa la sua percorrenza e impossibile la manutenzione: decine di migliaia di tonnellate di scarti
di lavorazione sono stati riversati nel canale e il percorso escursionistico sostituito con una via di
arroccamento per mezzi pesanti. Questo ci indusse a dichiarare inagibile il sentiero e a chiedere la
cancellazione dalla rete sentieristica – va avanti la nota – Oggi, dopo appunto l’ennesimo intervento del Soccorso Alpino nel Canale Fondone, torniamo a ripetere, a chi si avventura nelle valli sotto il Monte Contrario di non seguire quelle tracce che si perdono tra i rovi e la boscaglia. Noi per anni abbiamo tentato di difendere quel sentiero che rappresenta una delle vie di accesso alle principali salite alpinistiche storiche del nostro territorio, ma l’escavazione, la mancanza di rispetto delle regole, ci ha costretto ad abbandonarlo nella speranza che nel prossimo futuro tutto il canale Fondone venga “liberato” dall’escavazione e torni ad essere quel luogo ricco di storia alpinistica e naturalistica”.










