
Festa nel maxi show-room: Marmoles Man compie 15 anni. Il progetto firmato Massari
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Carrara. Una festa all’insegna del marmo, dell’arte contemporanea e del made in Carrara. Marmoles Man ha compiuto 15 anni e ha accolto ospiti, clienti e amici nel nuovo stabilimento di via Martiri di Cefalonia a Massa, che ospita uno degli showroom di marmo più grandi del distretto di Massa-Carrara.
Marmoles Man nasce nel 2011 con i due soci e amministratori, Tommaso Delia e Tiziano Franciosi. L’azienda è specializzata nella selezione e commercializzazione di marmi apuani di alta gamma e, nel corso di questi 15 anni, è cresciuta fino a diventare una delle realtà di riferimento del settore lapideo, con una forte vocazione internazionale e con Stati Uniti e Australia tra i principali mercati.
Nel 2023 Marmoles Man è entrata a far parte del Gruppo Franchi Umberto Marmi, un passaggio importante nel percorso di crescita e consolidamento dell’azienda.
“Quest’anno – racconta Tommaso Delia – abbiamo voluto celebrare i 15 anni di attività insieme a un altro momento per noi particolarmente significativo: l’inaugurazione del nuovo stabilimento di via Martiri di Cefalonia a Massa, che ospita uno degli showroom di marmo più grandi del distretto di Massa-Carrara. Per l’occasione abbiamo riunito clienti, amici, colleghi e operatori del settore lapideo provenienti da tutto il mondo. È stata soprattutto una grande serata di condivisione, per festeggiare il percorso fatto fino a oggi insieme alle persone che in questi anni hanno contribuito alla nostra crescita”.
La serata ha avuto anche una forte componente artistica, grazie alla collaborazione con l’artista Luciano Massari, che ha esposto alcune delle sue opere all’interno del nuovo stabilimento. Inoltre è stato realizzato un murales dai ragazzi di Ortica Noodles, sempre in collaborazione con Massari, creando un legame molto bello tra marmo, arte contemporanea e il nuovo spazio aziendale.
“Per noi questi 15 anni rappresentano sicuramente un traguardo importante- conclude Delia – ma soprattutto un nuovo punto di partenza per continuare a crescere sui mercati internazionali mantenendo sempre un legame molto forte con il nostro territorio e con il marmo delle Alpi Apuane”.
Il progetto di Luciano Massari
Il percorso prende avvio dalla ricerca di Luciano Massari, scultore nato a Carrara e formatosi all’Accademia di Belle Arti della città, della quale è stato a lungo direttore.
Nel tempo Massari ha costruito con il marmo un rapporto che va oltre la dimensione tecnica. La pietra diventa per lui uno strumento per interrogare lo spazio, la memoria, il paesaggio, il tempo e le trasformazioni che li attraversano.
Per Mármoles Man, l’artista ha scelto di evolvere il tema della “Soglia”.
La soglia indica un confine, ma non coincide soltanto con un limite: è anche il punto di passaggio tra due condizioni, ciò che si lascia alle spalle e ciò che può ancora cominciare. Può essere una porta, una linea, una separazione fisica oppure il segno di un cambiamento, di una scelta, di un diverso modo di osservare la realtà.
Da questa idea nascono quattro grandi sculture in marmo e una serie limitata di dipinti pensati specificamente per il progetto e realizzati direttamente sulla pietra.
Il marmo assume così due funzioni diverse e complementari: nelle sculture conserva il peso, il volume e la presenza della materia; nei dipinti diventa invece una superficie da attraversare con segni, immagini e colori. La pietra non è più soltanto un corpo da modellare, ma si trasforma anche in uno spazio sul quale intervenire.
Dal marmo alla parete
Il progetto si estende alle grandi pareti interne dell’azienda con un murale permanente di circa 500 metri quadrati, realizzato insieme a Walter “Wally” Contipelli di Orticanoodles.
L’incontro tra i due artisti è significativo anche per la loro origine comune. Entrambi sono nati a Carrara, ma hanno sviluppato percorsi differenti, legati a due diversi modi di intendere l’immagine e lo spazio.
Massari ha concentrato la propria ricerca sulla scultura e sul rapporto diretto con la materia; Contipelli ha lavorato sul muro, sulla pittura e sulla dimensione urbana, realizzando negli anni grandi interventi murali in Italia e all’estero.
Per Mármoles Man, Contipelli parte da una forma ideata da Massari e la trasferisce sulla parete, aggiungendo il proprio linguaggio e integrandolo in un’immagine pensata appositamente per gli spazi dell’azienda.
È in questo passaggio che il progetto trova uno dei suoi elementi più significativi: la stessa forma attraversa due dimensioni diverse, prima marmo, volume e materia; poi linea, colore e immagine.
Non si tratta quindi semplicemente di riprodurre una scultura su una parete, ma di osservare come un’idea possa trasformarsi passando da un linguaggio all’altro.
La collaborazione tra Massari e Contipelli diventa così un processo di trasformazione: la scultura non resta confinata alla sua forma originaria e il murale non si limita a decorare lo spazio. Entrambi partecipano alla costruzione di un unico percorso.
L’arte entra nel luogo della produzione
Anche la scelta di realizzare le opere all’interno di Marmoles Man contribuisce al significato del progetto.
Le sculture, i dipinti e il murale non sono presentati in un museo o in una galleria, ma nel luogo in cui il marmo viene osservato, selezionato, movimentato, lavorato e commercializzato ogni giorno.
L’arte entra così nello spazio della produzione e si confronta direttamente con le attività che definiscono l’identità dell’azienda, creando un collegamento tra impresa, cultura e territorio.
«Abbiamo voluto celebrare i nostri primi quindici anni guardando anche al futuro. Il marmo per noi è impresa, lavoro e mercato internazionale, ma è allo stesso tempo cultura, arte e identità del nostro territorio. Portare queste opere all’interno del nuovo stabilimento significa mettere insieme queste anime e raccontare il marmo anche da una prospettiva diversa», afferma Tommaso Delia, amministratore di Marmoles Man.
L’inaugurazione del nuovo stabilimento ha riunito a Massa clienti, collaboratori, partner e amici dell’azienda provenienti dall’Italia e dall’estero, celebrando il percorso iniziato nel 2011 e l’apertura di una nuova fase nella storia di Marmoles Man.
Da una parte c’è il marmo, con la sua storia millenaria e il suo legame profondo con Carrara; dall’altra il linguaggio contemporaneo della pittura murale. Tra questi due poli si colloca un territorio che continua a generare nuove interpretazioni della pietra e del paesaggio.
Massari lavora sulla materia. Contipelli lavora sull’immagine. Nel loro incontro, il marmo esce dal blocco, raggiunge la parete e cambia ancora una volta forma.
È qui che il tema scelto trova la sua sintesi più chiara: non soltanto un limite da riconoscere, ma un punto di passaggio dal quale può iniziare una nuova trasformazione.










