
Benvenuti nella piazza senza negozi: Piazza del Duomo
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CARRARA – La piazza senza negozi, senza bar, locali, ristoranti è qui: è la piazza nel cuore della città: è piazza del Duomo. Solo saracinesche abbassate e molti cartelli vendesi, di fronte al Gigante e ai marmi della chiesa intitolata a Sant’Andrea. Gli unici locali (ancora?) aperti sono un circolo anarchico e una mescita di vini. Resiste, in verità, anche un piccolo fondo, sotto il “Gancio del Negroni” dove si scambiano libri usati e figurine da collezione. Ma sono spazi che non riescono a cancellare l’effetto “tutto chiuso” che domina la piazza.
Nella Carrara “che muore”, dove i negozi chiudono uno dietro l’altro – 200 cessazioni in dieci anni, 70 fondi serrati solo nel centro storico (lo si legge in un articolo del Tirreno) – che la piazza sia totalmente senza vetrine non fa un grande effetto. Ci siamo abituati, noi carrarini. Eppure, se ci pensate, è un record, un “unicum”: non crediamo esistano altre situazioni del genere, in Toscana e nel resto del paese. Piazza del Duomo è il centro che più centro non si può: qui ci sono la storia, l’arte, la tradizione carraresi. C’è il monumento più significativo della città (il Duomo, appunto) e c’è pure la casa dove soggiornò Michelangelo. Qui transitano gli sparuti turisti che visitano il centro (transitano e basta, non saprebbero dove fermarsi).
Nel resto d’Italia sarebbe piena – magari anche troppo – di locali con tavoli e tende all’aperto, di negozi e negozietti (senz’altro di “prodotti tipici”, forse anche di souvenir), di trattorie e “aperitivifici”. Qui il deserto. Questa è Carrara.











