
Apuane e Geoparchi: il successo del Club Carrara dei Marmi alla Società Geografica Italiana
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Carrara. Un prestigioso palcoscenico nazionale per celebrare la straordinaria unione tra natura, geologia e
identità del lavoro umano. Si è tenuta a Roma, nella storica sede nazionale della Società Geografica
Italiana, un’importante conferenza dedicata ai geoparchi, organizzata dalla Federazione Italiana
delle Associazioni e Club per l’UNESCO (FICLU), dalla Società Italiana di Geologia Ambientale
(SIGEA) e dalla stessa Società Geografica Italiana, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e
della Sicurezza Energetica e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.
L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo istituzionale e scientifico, tra cui
Claudio Cerreti (Presidente della Società Geografica Italiana), Mauro Macale (Presidente della
FICLU), Antonello Fiore (Presidente SIGEA), Alessandro Monti (Segretario Generale della
Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO) e, per la relazione introduttiva, Elisa Brustia
dell’ISPRA (Geodiversità: un patrimonio da conoscere, una risorsa da condividere), seguita dalla
sessione dedicata all’incontro tra i geoparchi e le reti associative coordinata da Diego Martino
(Comitato MAB-IGG UNESCO) e introdotta da Alessia Amorfini (Comitato dei Geoparchi Italiani
UNESCO).
In questo contesto d’eccellenza, l’evento ha registrato una significativa e qualificata partecipazione
del Club per l’UNESCO “Carrara dei Marmi” di Massa Carrara, che ha riportato al centro del
dibattito nazionale il tema delle Alpi Apuane nella storia dell’uomo, del lavoro e dell’arte già
protagonista nel 2001 nel convegno internazionale “Sassi e templi: Petra e Matera” presso la Sala
congressi dell’Università de La Sapienza di Roma e la mostra “Dal masso alla forma viva” allestita
nel 2002 presso il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari all’EUR.
Nel suo intervento il prof. Carlo Romanelli socio delegato del Club apuano si è soffermato sul
rapporto tra natura, marmo e lavoro dell’uomo.
“Le Alpi Apuane – si legge nella nota del Club – non rappresentano soltanto un eccezionale archivio geologico ma soprattutto un “laboratorio a cielo aperto” in cui la scienza si è storicamente intrecciata con la vita e la fatica delle comunità locali, dando vita a una ricca cultura materiale e immateriale in perfetto bilancio tra tutela ambientale e attività estrattiva”.
“A rappresentare visivamente l’unicità e l’eccezionalità delle Alpi Apuane ha contribuito la mostra
“Apuane Scolpite – I colori del bianco”, a cura della socia Barbara Biggi – continua la nota – L’esposizione ha saputo tradurre in chiave visiva e artistica la straordinaria geodiversità cromatica della montagna apuana: dai candidi marmi di Carrara alle tonalità uniche di materiali rari e storici come il rosso di
Castelpoggio, passando per i viola e cobalto del paonazzo fino al nero di Colonnata. L’esposizione
ha rafforzato il concetto delle Apuane come vera e propria scultura a cielo aperto dove le forme
millenarie generate dalle forze tettoniche e i tagli operati dall’uomo dialogano continuamente,
fondendo in un unico grande paesaggio culturale natura e opera dell’uomo: geologia, arte e
archeologia industriale”.
La conferenza si è così conclusa ribadendo un impegno corale, quello portato avanti con passione
dal Club per l’UNESCO “Carrara dei Marmi” di Massa Carrara, che conferma come le Apuane
siano un patrimonio prezioso da conoscere, custodire e trasmettere con orgoglio alle generazioni
future.










