
Ondata di caldo: black-out elettrici in Brianza. Potrebbe succedere anche qui
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Quartieri al buio, case trasformate in forni, frigoriferi che si scongelano. Anziani e malati trasferiti in alloggi meno caldi, reti internet collassate, allarmi impazziti che suonano per ore. E poi attività paralizzate, negozi costretti a chiudere, un consiglio comunale rinviato, una gelateria che deve buttar via tutta la sua produzione, il parrucchiere che lascia le permanenti a metà. Sono pesanti le conseguenze dei black-out elettrici che si stanno ripetendo dalla notte di domenica scorsa in Brianza e nel Milanese. Monza, Seregno e Arcore sono tra i centri più colpiti. Ma problemi seri si sono registrati anche a Sesto San Giovanni e in alcuni quartieri di Milano. I giornali e i media nazionali stanno dando un blando risalto a queste notizie. L’informazione locale (della Lombardia), invece, ne parla molto, descrive “città in ginocchio” e stima in svariate migliaia gli utenti coinvolti (3.600 solo a Monza, 2.000 a Rozzano), a più riprese e in tempi diversi, nei black out. Se in alcune aree, infatti, il servizio elettrico è stato ripristinato nella notte fra domenica e lunedì, in altre zone si sono toccate le 22 ore consecutive di blocco. Una piccola catastrofe, l’assaggio di un futuro da incubo.
I black-out sono dovuti, dicono i tecnici di Enel e RetiPiù a sovraccarichi causati da consumi energetici record per i condizionatori. In altre parole: per fare fronte all’ondata di calore di questi giorni, con temperature sopra i 38 gradi, i brianzoli hanno acceso in massa e senza risparmio i condizionatori. L’effetto è stato di mandare in tilt le linee elettriche e di ritrovarsi senza condizionatori e senza corrente per ore e ore. Un’emergenza che non sembra ancora cessata (il caldo, di sicuro, è ancora a livelli record) e che potrebbe verificarsi anche in altre parti d’Italia. E anche a casa nostra. Il riscaldamento climatico è questo.










