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di Claudio Figaia
MASSA – Oltre 5mila persone in piazza questa mattina (sabato 24) per la manifestazione di protesta organizzata da Cgil, Usb, Presidio permanente per la Palestina e varie altre organizzazioni. E anche quattro sindaci, più uno. Quattro, in corteo con la fascia tricolore, fra bandiere palestinesi e del sindacato. Il quinto, sotto l’atrio del suo municipio, circondato, quasi nascosto, da agenti della Municipale, a osservare il passaggio della manifestazione. I quattro primi cittadini “engagè” erano: Serena Arrighi (Carrara) Gianluigi Giannetti (Fivizzano), Antonio Moriconi (Fosdinovo), Annalisa Folloni (Filattiera) (con loro l’assessora Gina Gabrielli in rappresentanza del Comune di Montignoso). Il quinto era Francesco Persiani, sindaco di Massa, che deve essersi davvero preso paura per questa mobilitazione, visto che per l’occasione – oltre a prendere così platealmente le distanze dai manifestanti (“vi guardo ma ben protetto”) ha anche letteralmente chiuso il centro cittadino.
Una manifestazione “doverosa”
Una manifestazione “doverosa”, comunque, una risposta necessaria alle denunce (37) arrivate ad altrettanti partecipanti al blocco della stazione ferroviaria del novembre scorso. Il corteo, pacifico, colorato, quasi rilassato, ha attraversato da piazza della Stazione a piazza Aranci una città desertificata, lo abbiamo detto, per volontà “di concerto” del sindaco, della questura della prefettura. Strade chiuse e divieti di sosta anche ben oltre il percorso, inviti ai negozi ad abbassare le saracinesche (ma i bar aperti hanno fatto affari d’oro), polizia a ogni angolo. Misure di prevenzione apparse esagerate, “un tentativo”, ha detto il segretario della Cgil Nicola Del Vecchio, di “criminalizzare il dissenso”. In coerenza, del resto, con le denunce per blocco stradale, arrivate a freddo, mesi dopo gli eventi.
Alcune annotazioni
Il corteo era davvero grosso, in buona maggioranza, però,composto da militanti della Cgil arrivati da mezza Toscana (c’erano anche gli operai della Gnk). Non mancavano, tuttavia, i ragazzi della sinistra più radicale, gli anarchici del Coordinamento antimilitarista Carrara e del gruppo Germinal Fai che hanno portato “solidarietà ai 37 denunciati, colpevoli di non avere girato la testa di fronte a un’aggressione armata da parte di Israele in acque internazionali contro imbarcazioni civili” i rappresentanti del sindacato “di base”. Sul palco, Usb (con Elia Buffa) e Cgil (con Del Vecchio) _ in troppe altre situazioni divisi se non antagonisti – hanno parlato la stessa lingua del “no alla repressione del dissenso” e della necessità di mobilitarsi. E anche questo è significativo.
Ricapitolando
Cinquemila e più persone hanno deciso di manifestare e spendere il loro sabato mattina per dire che stanno dalla parte dei palestinesi, che il diritto a protestare non si tocca e che le libertà devono essere sempre difese. Una buona notizia.