Capitale della cultura, una sfida a destra

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Massa 12 marzo 2026 -Attesa per la proclamazione della Capitale della Cultura 2028. La città di Massa è tra le dieci finaliste in lizza. Con quali chances di vittoria? Difficile dirlo. Molti sostengono, o si augurano, che Massa sia tra le favorite, non tanto per la qualità del progetto presentato quanto per le vicinanze/aderenze politiche che può vantare. Il Comune è saldamente in mano al centrodestra e l’asse tra il deputato massese Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione cultura e il ministro Alessandro Giuli sarebbero, secondo alcuni, ottime credenziali per la nomination.

Quanta concorrenza nel centrodestra

In realtà, su questo piano, la concorrenza è forte. Delle dieci finaliste, sette sono amministrate da sindaci e maggioranze di centrodestra o di liste civiche orientate a destra (una percentuale ben superiore alla distribuzione nazionale dei Comuni tra destra e sinistra). A giudicare le candidature a a scegliere la Capitale sarà, il 18 marzo prossimo a Roma, una commissione formata da sette esperti e presieduta da Davide Maria Desario, direttore dell’agenzia giornalistica Adnkronos. Proprietario e presidente di Adnkronos è Giuseppe Marra, detto Pippo, giornalista cresciuto nel Secolo d’Italia, quotidiano del Msi, già dirigente del Fuan, l’associazione degli universitari missini e molto vicino a Giorgia Meloni. Insomma, c’è affollamento a destra. Staremo a vedere.

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Claudio Figaia
Claudio Figaia
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