
Simone Caffaz: la sfida dei civici e le due domande ai partiti di centro destra
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Carrara. Le prossime elezioni. Il punto sulle alleanze. La sfida del civismo. Parla Simone Caffaz.
Simone Caffaz cominciamo dalla fine. A che punto è il percorso dei civici?
“Due anni fa siamo partiti insieme, anche con i partiti del centrodestra, con l’obiettivo di costruire un progetto politico condiviso e di individuare un candidato che avesse quattro caratteristiche precise: essere una figura nuova, avere un profilo civico, possedere un curriculum eccellente ed essere lontano da interessi particolari o di categoria. In questi due anni abbiamo lavorato seriamente per raggiungere questo obiettivo. Abbiamo incontrato e valutato più di 20 potenziali candidati e organizzato oltre 100 riunioni, coinvolgendo tutte le componenti del progetto: i partiti, il mondo civico e le altre realtà interessate. Al termine di questo lungo percorso siamo arrivati a una terna di possibili candidati. Due dei tre partiti del centrodestra e tutte le componenti civiche hanno indicato con convinzione uno dei tre nomi. Anche il terzo partito, Forza Italia, pur senza assumere una posizione definitiva, aveva espresso un giudizio positivo sul candidato individuato”.
Cosa succederà in vista delle prossime amministrative?
“Ci sono due possibilità: la prima che si vada tutti insieme, secondo il percorso intrapreso da due anni. La seconda che si vada separatamente: la nostra disponibilità all’accordo c’è ma a due condizioni, o tornando al candidato originariamente individuatoo misurando questo progetto politico con un altro progetto politico attraverso delle primarie aperte alla cittadinanza. È evidente che se i partiti non torneranno indietro o non accetteranno di misurarsi con le primarie noi rimarremmo coerenti col nostro progetto politico e andremo avanti decidendo se andare avanti con il candidato individuato o con un altro persona”.
Chi è che ha mandato a monte la candidatura in un primo tempo condivisa?
“Il 20 luglio ci siamo riuniti tutti insieme, partiti del centrodestra e rappresentanti del civismo, e abbiamo raggiunto un accordo molto chiaro: il candidato individuato sarebbe stato presentato ufficialmente e, qualora entro i successivi sette giorni fosse emersa un’altra persona con un progetto politico diverso e con la volontà di candidarsi, si sarebbero svolte le primarie. In assenza di altre candidature, invece, il candidato già individuato sarebbe diventato definitivamente il candidato di tutta la coalizione. Era un accordo chiaro, condiviso e sottoscritto politicamente da tutti. Eppure, dopo appena sei giorni, le forze politiche si sono riunite autonomamente e hanno preso una decisione completamente diversa da quella concordata: hanno escluso il candidato che era emerso da due anni di lavoro comune e, allo stesso tempo, hanno escluso anche la possibilità di fare le primarie. In altre parole, è stato deciso esattamente l’opposto di quanto era stato stabilito appena pochi giorni prima. Di fronte a una decisione che riteniamo incredibile e politicamente incomprensibile, abbiamo preso atto che erano venute meno le condizioni per proseguire insieme quel percorso. Per questo abbiamo deciso di uscire dalla coalizione. Oggi, quindi, siamo esattamente a questo punto: non siamo usciti perché sia venuto meno il nostro progetto politico o perché non crediamo più nella necessità di costruire un’alternativa, ma perché è stato stravolto un percorso condiviso e disatteso un accordo che, fino a pochi giorni prima, era stato assunto insieme. La nostra scelta nasce quindi dalla necessità di essere coerenti con il lavoro fatto in questi due anni e, soprattutto, di rispettare le persone e le realtà che hanno partecipato a questo percorso”.
Vi siederete di nuovo attorno a un tavolo?
“Dopo 110 fra tavoli e riunioni negli ultimi due anni sinceramente farei a meno di nuovi tavoli. I partiti del centro destra basta che rispondano a due domande: sono disponibili a tronare al progetto politico e al candidato da loro voluto e scelto? Se non sono disponibili sono disponibili con un nuovo progetto politico a misurarsi per vedere se in città questo loro progetto ha più o meno consenso di quello condiviso insieme in questi due anni. Se la risposta è in entrambi i casi è no è inutile vedersi. Se almeno una delle risposte è sì faremo il sacrificio di rimetterci a un tavolo. Noi siamo le liste che abbiamo preso alle ultime elezioni il 13 per cento: più dei partiti del centro destra messi insieme che stavano in due coalizioni diverse. La situazione adesso è fluida vedremo se riusciremo a ricompattarci o chi saranno i nostri compagni di avventura. Se i partiti del centro destra vogliono un’alternativa di governo reale allora ce lo dicano e decidano finalmente cosa vogliono fare da grandi”.
Secondo lei sconfiggere il centro sinistra alle prossime elezioni è possibile?
“Lo stato in cui è ridotta la città dopo 70 anni di amministrazione dello stesso colore rende eticamente doveroso per chiunque abbia a cuore la cosa pubblica provare a costruire un’alternativa di governo e vincere le prossime elezioni. Vedremo se in questa alternativa postrà esserci una coabitazione fra forze politiche e civismo o se dovrà farla da solo il civismo”.










